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Le traduzioni integrali degli articoli apparsi sul sito della Dark Horse a corredo dell'anteprima per il lancio degli albi Bonelli: questa è la presentazione della casa editrice.

(Dark Horse)
American Bonelli:
la storia dei fumetti Bonelli

a cura di Marco Gremignai & Fabrizio Gallerani
Text and images (c)1999 Dark Horse Comics, Inc.
Traduzione di Lucia Maggi

(Bonelli Comics)
A marzo, la Dark Horse Comics si imbarcherà in una nuova audace impresa, riguardante intrighi intergalattici, zombi diabolici e misteri dell'impossibile, sotto forma di tre nuove testate: Martin Mystère (per l'occasione diventato Mystery), Nathan Never e Dylan Dog. Se questi nomi suonano strani tra i fumetti americani è perché non sono testate americane. I tre albi Bonelli (così chiamati perché pubblicati in Italia dalla casa editrice Bonelli) sono straordinari fumetti di origine italiana sicuri di conquistare gli appassionati americani di fumetti internazionali.

Mentre molti fumettofili occidentali ben conoscono i prodotti provenienti da paesi dell'Oriente, come il Giappone (i manga godono di una nutrita schiera di appassionati qui ed in molti altri paesi di lingua inglese), è piuttosto insolito che i lettori americani conoscano testate provenienti da paesi europei e la loro storia. La Dark Horse spera che ciò possa cambiare quando i lettori incontreranno i fumetti Bonelli.

E' d'obbligo conoscere la storia della casa editrice Bonelli, ovvero come è giunta ad essere ciò che oggi è. I film hollywoodiani, la musica jazz e i fumetti americani erano stati accolti da molti paesi europei prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, ma la carenza di carta, la situazione politica ed i timori finanziari provocarono un generale sconvolgimento nel mercato di questi articoli che difficilmente riuscivano, durante la guerra, a raggiungere il pubblico europeo.

Nel 1945, quando la guerra finalmente terminò, l'Italia fu tra le molte nazioni europee che anticiparono un ritorno alla bella vita che includeva grande musica, film divertenti e ottimi fumetti. Ma successe una cosa strana. Quando personaggi americani classici come Flash Gordon, Mandrake e Topolino vennero riproposti ai loro fans italiani, si rivelarono meno popolari di prima della guerra. I lettori sembravano preferire quelle riviste di dimensioni minori che erano state pubblicate in loro assenza ed il piccolo formato chiamato "striscia" (che aveva quasi le stesse dimensioni dei fumetti promozionali, o a distribuzione gratuita, americani) verso il quale si erano orientati gli editori italiani colpiti dalla penuria di carta. Le strisce erano di dimensioni minori, con più pagine e storie più lunghe e la famiglia Bonelli, proprietaria di una piccola casa editrice di Milano, iniziò a stamparle per la distribuzione popolare.

Tea Bonelli possedeva la casa editrice e suo marito, Gian Luigi, era uno scrittore prolifico e di talento. Gian Luigi ideò il loro primo prodotto redditizio, con protagonista un ranger texano di nome Tex Willer (molto simile all'eroe stile John Wayne) e, anche se la serie non fu un successo immediato, era proprio la spinta necessaria ai Bonelli per pagare le spese ed ampliare l'attività.

Durante gli anni Cinquanta, guidata dal giovane Sergio che aveva assunto la direzione della casa editrice, la Bonelli adottò un formato standard (tuttora chiamato "formato Bonelli"): albi eleganti, squadrati, in bianco e nero, con grandi storie dalle 96 alle 300 pagine. In realtà, essi erano dei romanzi sotto forma di fumetti e immenso fu il successo della Bonelli nel portare i lettori ad accaparrarseli avidamente in edicole e negozi.

Fu l'alta qualità e l'immensa popolarità dei suoi svariati titoli che salvarono i Bonelli dalla bancarotta del mercato fumettistico italiano che si verificò quando il controllo statale dei programmi televisivi fu abbattuto, sul finire degli anni Settanta, e migliaia di tv private cominciarono a propinare, gratis e 24 ore su 24, zuccherini per il cervello di tutti i tipi e per tutti i gusti. In breve, in tutta Italia la gente accese la televisione e mise via i fumetti, tranne, naturalmente, quelli Bonelli.

Dagli anni Ottanta in poi, la Bonelli ha continuato la sua ascesa e circa 25 milioni di fumetti Bonelli vengono venduti ogni anno in Italia. E viene spontaneo presumere che dei fumetti che funzionano così bene in patria possano trovare un pubblico equivalente nel paese che per primo ispirò gli italiani ad utilizzare gli strumenti narrativi dell'arte sequenziale.

Tenete d'occhio gli scaffali delle fumetterie il prossimo marzo, quando la Dark Horse introdurrà, tra le sue già divertenti ed originali testate, tre "italiani" amanti dell'avventura.

Martin Mystery # 1: albo di 92 pagine in bianco e nero di Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini, esce il 10 marzo con una copertina della "leggenda" Dave Gibbons (Watchmen).
Dylan Dog #1, di Tiziano Sclavi e Angelo Stano, è un fumetto di 96 pagine in bianco e nero, in uscita il 3 marzo, con una terrificante copertina del creatore di Hellboy, Mike Mignola.
E Art Adams presta il suo talento alla copertina di Nathan Never # 1, di Michele Medda e Nicola Mari. È un albo di 102 pagine in bianco e nero che arriverà nelle fumetterie il 17 marzo. Ogni numero di questi incredibili fumetti italiani costa soltanto $ 4.95.

 

 


 
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