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Terza (e, momentaneamente, ultima) puntata delle recensioni americane agli albi della Dark Horse, ad opera di Brian Scot Johnson (tratte dal sito Khepri Comics Online).

(Khepri Comics)
American Bonelli:
le recensioni dei numeri 3

a cura di Marco Gremignai & Fabrizio Gallerani
Text and logo by Brian Scot Johnson
(c) 1998-1999 Khepri Comics Online
Traduzione di Marco Spitella

(13k)
   
Dark Horse/Bonelli
Dylan Dog 3 (di 6)
Memories from the invisible world
Memorie dal mondo invisibile
Tiziano Sclavi (testi)
Giampiero Casertano (disegni)
Mike Mignola (copertina)

PRESENTAZIONE: L'indagatore dell'Incubo è ingaggiato da una prostituta - Bree Daniels - per svelare il mistero dietro un'improvvisa esplosione di brutali omicidi in serie commessi contro le prostitute a Londra. È un altro Jack lo Squartatore? Scopritelo in questo nuovo albo Bonelli horror / poliziesco dallo strano risvolto romantico!

STORIA: DYLAN DOG collabora con Bloch, ispettore di Scotland Yard: lavorerà insieme a Bree Daniels per porre fine agli omicidi. Dylan riceve 5.000 sterline e "free service" per la sua partecipazione al caso, ma alla fine si scopre innamorato di Bree. Un killer confessa, ma un secondo cerca di aggredire Bree (e ne salta fuori persino un terzo!). A che gioco gioca l'invisibile narratore di questa storia? È amico o nemico?

TESTI: Sclavi sfodera un'altra solida storia, giocando con la leggenda di Jack lo Squartatore e dell'Uomo Invisibile. La sequenza d'apertura, la narrazione da parte dell'Uomo Invisibile, è un bel lavoro di psicologia, un meraviglioso sguardo "dentro" la solitudine delle anime. Come nelle passate storie di Dylan Dog Sclavi sollecita alcune vere, universali, emozioni per trascinare i lettori dentro la sua storia. Lavoro eccellente. Sclavi scrive con una passione verso il suo lavoro che raramente gli autori americani trovano per il loro e per i supereroi - potrebbe certamente scrivere un meraviglioso HELLBOY.

DISEGNI: Casertano è il terzo disegnatore in tre uscite: come i suoi predecessori, fa storia a sé. Usa il nero meno di alcuni degli altri disegnatori Bonelli, ma ha un'abilità speciale nel rendere i "brutti" *veramente* brutti ed i belli radiosi oltre ogni descrizione. È come se la bellezza esteriore riflettesse quella interiore (o la mancanza di essa!). Compie un buon lavoro con l'Uomo Invisibile, ma i suoi momenti migliori si trovano nella sequenza narrativa d'apertura, con le tavole dedicate all'"Uomo Invisibile" - molto Frank Miller. Casertano troverebbe certamente lavoro in America su alcuni dei titoli horror / polizieschi della Vertigo.

CONCLUSIONI: DYLAN DOG ci regala un'altra uscita spettacolare. Dark Horse e Bonelli hanno certamente lavorato insieme per scegliere alcune storie sbalorditive per proporre il fumetto italiano in America. Speriamo che la Dark Horse, in futuro, traduca altri titoli in inglese - altrimenti il vostro recensore dovrà imparare l'italiano! Interesserà certamente i lettori che apprezzano la "LEAGUE OF EXTRAORDINARY GENTLEMEN" di Alan Moore.
Voto: A.
 

 




(19k)
   
Dark Horse/Bonelli
Martin Mystery #3 (di 6)
The sword of King Arthur, part two
La spada di Re Artù, seconda parte
Alfredo Castelli (testi)
Giancarlo Alessandrini (disegni)

PRESENTAZIONE: Eccitante conclusione per la storia mozzafiato del mese scorso... Riuscirà MARTIN MYSTERY a fare il collegamento tra i nazisti, Excalibur, i marziani e Stonehenge? X Files non c'entra con questa cospirazione thriller che si estende letteralmente nel tempo e nello spazio... per quasi 200 pagine di testo e disegno!

STORIA: Martin, Java e Helda attraversano l'Europa nell'intento di distruggere l'arma più potente di miti e leggende: Excalibur. Ma sulla loro strada ci sono degli ostacoli... nella forma della "nemesi" di Martin, Sergej Orloff! Riusciranno ad eluderlo e a distruggere l'arma? O Martin ne arrogherà a se il potere? Scopritelo in un episodio che cerca di dare una sola risposta a molte domande!

TESTI: Castelli narra una storia intrigante che mostra Martin Mystery come un prototipo di Indiana Jones o Fox Mulder. Le sue domande portano ad altre più profonde; le sue avventure sono prologo ad altre più turbolente. Castelli ha detto che il suo lavoro è affetto da troppi dialoghi, ma non è questo il caso di questa pubblicazione: l'azione porta i personaggi - buoni e cattivi - attraverso l'Europa e, infine, in un regno fantascientifico ritenuto essere Avalon! Dovrebbe rendere felici qualsiasi fan delle "cospirazioni"...

DISEGNI: Alessandrini continua il suo andamento altalenante. Nei momenti felici, il suo disegno somiglia a Jim Aparo inchiostrato da Joe Kubert. L'aspetto problematico del suo lavoro risiede nell'intenso tratteggio in volti e figure - retinatura e tratteggio che richiederebbero maggior definizione. Il desiderio di dettaglio c'è, ma l'esecuzione manca di sottigliezza nelle linee - tratti somatici e rughe più pesanti e scuri delle sopracciglia, persino nel neanderthaliano Java!

CONCLUSIONI: MARTIN MYSTERY, come gli altri albi Bonelli, non è "di disegno". Queste meraviglie italiane si concentrano sul racconto e Alessandrini tira le fila per raccontare una solida storia. Ogni tavola potrà non essere un lavoro degno di un museo, ma l'effetto complessivo della storia è abbastanza positivo. Sazia la mente e alimenta l'immaginazione. Castelli ha tra le mani uno straordinario avventuriero, che intratterrà certamente quelli che stanno apprezzando i titoli degli "America's Best Comics" di Alan Moore.
Voto: B+
 

 




(16k)
   
Dark Horse/Bonelli
Nathan Never #3 (di 6)

La "maledizione di NATHAN NEVER" colpisce ancora? Dopo che, sul sito della Dark Horse, non sono apparse le copertine dell'Agente Alfa successive alla seconda... ecco che, nel sito Khepri Comics Online, appare una scritta traducibile con "Scusateci per la mancanza delle recensioni nelle ultime settimane... Vi preghiamo di accettare le nostre più sincere scuse". :-(((

(14k)
   
Beh, speriamo di fare una cosa gradita ai naviganti italiani proponendo, nell'attesa della recensione del n° 3 di Nathan , la copertina del n° 4, corrispondente alla storia "Tragica ossessione".

Alla prossima

Marco Gremignai
 

 


 
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