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Seconda puntata delle recensioni americane agli albi della Dark Horse, ad opera di Brian Scot Johnson (tratte dal sito Khepri Comics Online).

(Khepri Comics)
American Bonelli:
le recensioni dei numeri 2

a cura di Marco Gremignai & Fabrizio Gallerani
Text and logo by Brian Scot Johnson
(c) 1998-1999 Khepri Comics Online
Traduzione di Marco Spitella

(13k)
   
Dark Horse/Bonelli
Dylan Dog 2 (di 6)
Johnny Freak
Johnny Freak
Mauro Marcheselli /
Tiziano Sclavi (testi)
Andrea Venturi (disegni)

PRESENTAZIONE: Bonelli ha fatto squadra con la Dark Horse per proporre i fumetti italiani al pubblico americano. Questo episodio di DYLAN DOG porta l'Investigatore dell'Incubo a contatto con uno sfortunato ragazzo, sordomuto, una vittima che ha subìto una serie di apparentemente inutili mutilazioni. Dylan fa amicizia con il giovane, ma riuscirà a scoprire l'identità dei suoi torturatori?

STORIA: Dylan Dog apre la porta e trova un cane impaziente pronto a trascinarlo sulla scena del delitto: le conseguenze di un attacco contro cani randagi, concluso da molte morti. Ma, nel corso delle indagini, Dylan scopre il ragazzo che lui chiama "Johnny" e cerca di aiutarlo a recuperare la voce - attraverso la musica e la pittura. Ma i mondi si scontrano quando Dylan corteggia Dora, l'infermiera di Johnny, e così si compone la risposta ad entrambi i misteri!

TESTI: Marcheselli e Sclavi raccontano una ossessionante storia di orrori inimmaginabili ed emozioni indimenticabili. C'è un vigore in Johnny che suona vero, suona familiare - e la sua amicizia con Dylan porta nuova profondità all'Investigatore dell'Incubo. Nutrono mutuo rispetto l'uno per l'altro, sono spiriti simili. Ma al di sotto di tutto questo c'è la contorta realtà della civilizzazione - un mondo che deride i deboli, abusa degli indifesi e teme quelli che non si adattano. Ma questo è molto di più dell'Isteria Mutante di Claremont e Byrne - questa è l'aspra realtà di una vittima gettata nel ruolo del "mostro", grazie ai media.

DISEGNI: Andrea Venturi crea l'atmosfera e l'emozione di questa storia, realizzandola in uno stile che sembra in parte Bernie Wrightson, in parte Kevin Nowlan. È elegante e bello, anche se stridente e disturbante - certamente un lavoro in bianco& nero molto scorrevole. Le figure sembrano vive, con molti dettagli in termini di espressioni facciali e gesti. Grande lavoro.

CONCLUSIONI: DYLAN DOG è partito forte con la storia del precedente numero su zombi e amore, ma questo sforzo umanitario di Marcheselli, Sclavi e Venturi merita certamente più di una semplice lettura - questo è un albo degno di premio, non soltanto come fumetto, ma nel genere fiction. Si presenta come un romanzo, con una storia di 100 pagine autoconclusiva, e ancora il suo disegno rappresenta le figure vivide come la più fervida immaginazione. Certamente una delle migliori storie di recente memoria.
Voto: A.
 

 




(13k)
   
Dark Horse/Bonelli
Martin Mystery #2 (di 6)
The sword of King Arthur
La spada di Re Artù
Alfredo Castelli (testi)
Giancarlo Alessandrini (disegni)

PRESENTAZIONE: MARTIN MYSTERY n° 2 è la prima parte di una storia in due albi - 200 pagine in totale! Questa volta, Castelli conduce Martin in una ricerca che sembra persino troppo familiare, ma lo sviluppo di tale ricerca è potente e nuovo! Questa è la storia di Excalibur, la fiabesca spada, e di come fu trafugata da Hitler e dai suoi nazi-scagnozzi.

STORIA: La Heilige Lance. La lancia del Destino. La Sacra Lama. Excalibur. Quale che sia il suo nome, è conosciuta attraverso il tempo e la storia come grande sorgente di potere, spesso intessuto di sermoni cristiani, tradizione medievale e leggende arturiane. Martin si imbatte in una cospirazione che strappò quest'arma dalle mani di Hitler... Ma ora deve trovare la spada prima che fazioni scientifiche e religiose scoprano le sue vere - di un altro mondo - origini!

TESTI: Castelli rende una gioia la lettura di queste 100 pagine: l'albo è avvolto di storia e leggenda, realtà e fantasia - e le mescola alla perfezione, in un modo che alimenta l'isteria nella storia. Introduce azione e humour con Java - l'Uomo di Neanderthal - e MARTIN MYSTERY ha una miriade di elementi di trama e personaggi di contorno... tutti a chiedere la stessa attenzione del personaggio principale! Si legge come una storia destinata ad una conclusione... fino al finale "in sospeso"! Molti fumetti dovrebbero essere letti come questo, chiedendo la stessa dose di tempo e concentrazione di un episodio in due parti di X-FILES.

DISEGNI: Come nel primo albo, Alessandrini tende ad essere un po' incongruente. Alcune tavole sembrano molto alla Joe Kubert, ma altre sequenze, specialmente alcune con Java, diventano veramente grezze e accennate. Ma anche nelle asperità, il disegno e il racconto sono forti... Solo il tratto delle figure - e forse alcuni dettagli di sfondo - ne risentono. Comunque la narrazione impostata da Castelli recupera qualsiasi debolezza, ed insieme riescono a raccontare una storia irresistibile che lega Re Artù a Hitler a... i Marziani?

CONCLUSIONI: MARTIN MYSTERY è un avventuriero emozionante, che piacerà ai fan di INDIANA JONES, FOX MULDER di X-FILES, METAMORPHO della DC COMICS. E' un vera sensazione detective / pulp, e i misteri sembrano avvolgere il globo. Roba solida tradotta dagli originali italiani.
Voto: A-
 

 




(13k)
   
Dark Horse/Bonelli
Nathan Never #2 (di 6)
The darkness in the heart
La tenebra nel cuore
Bepi Vigna (testi)
Stefano Casini (disegni)
Arthur Adams (copertina)

PRESENTAZIONE: La Dark Horse realizza un altro albo profondo, psicologico, tradotto dagli archivi dell'italiana Bonelli. In questa storia, i miti di NATHAN NEVER irrompono nel mondo di CUORE DI TENEBRA (NdT: probabilmente il titolo è "The darkness in the heart" e non, come ci si potrebbe aspettare, "Heart of darkness" per non citare spudoratamente Conrad sin dal titolo) e APOCALYPSE NOW, creando un mistero circonfuso di orrore - un controverso e disturbante sguardo alla "selvatichezza" e alla "civiltà".

STORIA: Nathan Never risale un fiume selvaggio con una guida chiamata Marlowe, alla ricerca di un certo Professor Korzeniowsky. Lungo il tragitto, Never scopre "L'orrore! L'orrore!": Bepi Vigna e Stefano Casini combattono con gli stessi demoni che assillarono Joseph Conrad e Francis Ford Coppola mentre realizzavano i loro rispettivi capolavori.

TESTI: Vigna conosce il suo Conrad - preparatevi a pensare, e preparatevi a temere! Il vero nome di Joseph Conrad era Josef Konrad Nalecz Korzeniowski; il suo personaggio più malfamato, Marlow, fu la sua voce narrante. Strano come questi nomi appaiano nella storia di Nathan Never... Vigna scrive realmente una storia sbalorditiva che non è una semplice riproposizione di CUORE DI TENEBRA, ma un'emozionante interpretazione di Conrad.

DISEGNI: Stefano Casini, come Nicola Mari nel n° 1, conosce sicuramente come manipolare le scure ombre e lo spazio nero. Il suo Nathan Never, anche malato e sconfitto, è un protagonista che chiede rispetto, apparendo come un Bart Sears inchiostrato da Mignola. Può suonare bizzarro, ma rende l'idea. Altre influenze fanno capolino in diverse scene, ma nel complesso, il lavoro certamente stilla inclinazione / stile / tratto propri di Casini. Crea anche alcune gradevoli sequenze caricaturali, quasi da "strip", come quella in cui il computer-Griot rivela la storia tribale a Nathan Never. Roba solida.

CONCLUSIONI: NATHAN NEVER n° 2 è un albo che richiede una seconda lettura. Una sola volta non basta. Le domande solleticano la mente a lungo dopo essere state poste sul piatto, e subito il fumetto continua a procedere a fianco di CUORE DI TENEBRA, mentre le voci di Martin Sheen e di Marlon Brando echeggiano in sottofondo dalla TV. Non state leggendo un fumetto. State sperimentando un fumetto - un'esperienza che dovrebbe essere analizzata e criticata fianco a fianco ai suoi padri letterari e cinematografici. Mister Kurtz - Morto.
Voto: A.

RIPENSAMENTO: Senza una basilare conoscenza ed un apprezzamento di Conrad e del suo romanzo, questo albo potrebbe non essere apprezzato appieno. Comunque, esplora Nathan Never e i suoi rapporti col padre, e si regge abbastanza bene da solo.
Senza conoscenza di Conrad - Voto: B+.
 

 


 
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