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A differenza di quanto succede in altre nazioni (ad esempio, in Brasile), in Spagna nessun fumetto Bonelli ha mai avuto un grande successo. Cerchiamo di capirne le ragioni.

I fumetti Bonelli in Spagna
di Ramon Aznar
con l'aiuto di Marco Gremignai (testo) e Fabrizio Gallerani (grafica)

Luglio 1993: Nathan Never, legato ad una strana macchina, osserva la piccola Ann, sua figlia, che si allontana.
Su questa copertina - il n. 19 della "Serie Oro" di "Comics Forum" (Planeta de-Agostini) - si può leggere anche l’annuncio più detestato fra i collezionisti di fumetti: "Ultimo numero".


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La copertina di Nathan Never n. 19

Questa testata, che aveva iniziato le pubblicazioni nel gennaio 1992 (solo sei mesi dopo l’originale italiano), era stata uno dei tentativi di diffondere i fumetti Bonelli in Spagna, fallito come i precedenti.
Anni prima era accaduta la stessa cosa con altri personaggi Bonelli, ad esempio Ken Parker (che presentava copertine inedite) e Martin Mystère. E nemmeno Nathan Never e Dylan Dog riusciranno ad avere successo: d'altronde, non c'era riuscito neanche il cinquantenne Tex, pubblicato in modo saltuario sia negli anni '50, con il nome di Texas Bill, sia in tempi più recenti.

Che cosa accade in Spagna ai fumetti Bonelli? Quali sono le differenze fra il lettore di fumetti spagnolo e quello italiano?
È difficile capire i motivi per i quali storie che, in Italia, vendono più di 200.000 copie al mese, in Spagna vengono ritirate delle edicole, dopo appena due anni di pubblicazioni, per i modesti risultati delle vendite.
Secondo Planeta de-Agostini, le ragioni sono da ricercarsi nel "trinomio" Pubblico - Autori - Editori. In Spagna esiste una chiara bipolarizzazione tra offerta e domanda, che si può tradurre in "Comics USA" e "Manga giapponesi". Questo, almeno, è quanto afferma l’editore nel suo articolo di commiato a Nathan Never. Quindi, se il pubblico richiede solo un certo genere di fumetti e certi autori, gli editori si adeguano.

Tex
La copertina di uno dei primi Tex a striscia

Personalmente, credo che si debbano considerare anche altri fattori:
1) Il progressivo invecchiamento del pubblico appassionato di questo genere di fumetti, pubblico che non ha trovato un ricambio generazionale. In Spagna il fumetto non viene letto come succedeva negli anni 50/60 (con fumetti quali El Capitán Trueno, El Jabato, Aventuras del F.B.I., Hazañas Bélicas...). A quel tempo i fumetti godevano dell'interesse di quasi tutta la famiglia, li leggevano sia i padri sia i figli. Oggi, i videogiochi, la TV e i computer hanno occupato il tempo libero delle nuove generazioni e la lettura è diventata quasi un peso o un'attività riservata alla scuola. La gente giovane non ha molto interesse per i fumetti classici ed è per questo motivo che rivolge la sua attenzione ai manga oppure alle nuove avventure dei supereroi americani.

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Martin e Diana,
dal primo numero della serie

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Dylan e Groucho,
dallo speciale pubblicato da Ediciones B

2) La scarsa qualità delle edizioni di questi fumetti, a confronto con i "comics" d’origine USA o la "bande dessinée" francofona. Ricordiamo che i personaggi Bonelli, in Spagna come in Italia, sono pubblicati in bianco e nero, su carta di qualità non eccelsa e con copertine non cartonate. Questo non è, evidentemente, un "handicap" per i fumetti Bonelli in Italia, dove esiste una tradizione in questo senso, ma diventa una situazione di svantaggio in Spagna.
3) La qualità dei disegni nelle edizioni Bonelli non è sempre costante, in quanto - per i motivi legati alla periodicità mensile delle pubblicazioni - i fumetti sono creati da un gruppo di disegnatori e sceneggiatori che non garantiscono sempre lo stesso livello artistico. Non si tratta, insomma, del fumetto "d’autore" dove si può trovare sempre il disegnatore-creatore del personaggio. Questo cambio di disegno ad ogni numero non ha permesso al pubblico spagnolo di affezionarsi ai personaggi.

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La copertina di Ken Parker n. 1

4) Infine, va aggiunto che la pubblicità non è stata sufficiente: in molti casi essa non è nemmeno riuscita a svegliare l'interesse o la curiosità degli appassionati. D’altra parte, per quelli che non vivono nelle grandi città come Barcellona o Madrid la distribuzione è stata irregolare, se non scarsa o nulla. In Italia non esiste un'edicola senza uno spazio, perfettamente visibile, dedicato ai fumetti Bonelli, ma questo non è successo in Spagna. In certi casi neanche i collezionisti di fumetti hanno potuto trovare o distinguere le novità fra tutte le pubblicazioni di ogni genere che si ammucchiano nello spazio, spesso ridotto, delle edicole.

In definitiva, le ragioni dello scarso successo dei fumetti Bonelli in Spagna sono queste. Forse ce ne sono anche altre, ma il risultato non cambia: i tentativi di pubblicare fumetti Bonelli in Spagna non sono andati più in là d'una ventina di numeri di ogni testata, lasciando il collezionista senza alcuna possibilità di proseguire la lettura delle meravigliose avventure dei suoi personaggi preferiti.
 

 


 
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