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Louise May Alcott
  
Piccole donne è un celebre romanzo sulla crescita e la maturazione di quattro sorelle, ciascuna emblema dei sogni di milioni di ragazze.

Piccole donne
articolo di Martina Galea

Piccole donne è un libro must per numerose generazioni: chi, da ragazza, non ha sognato almeno una volta di vestire i panni dell'indomita Jo, o non si è immedesimata in pieno nei sogni della frivola Amy? Le piccole donne di cui parliamo sono le protagoniste del celebre romanzo di formazione scritto da Louise May Alcott (1832 - 1888) nel 1868. Le quattro sorelle March, Meg, Jo, Amy e Beth vivono nel freddo Massachussetts della guerra di secessione americana. Il loro padre è in guerra, e le sorelle, insieme con la madre, vivono un percorso di crescita, scoprendo l'amore, il dolore, l'amicizia, la vita nel suo insieme.

Meg, la maggiore, è la più assennata delle quattro: ha già un fidanzato, progetta una vita tranquilla, fatta di prole e focolare, ed è quasi una sorta di seconda madre per le ragazze.

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Winona Ryder nei panni di Jo
   
 

Jo, ovvero Josephine, è il maschiaccio di casa: con velleità di scrittrice, vuole scoprire l'ignoto e le sorprese di cui è ricco il mondo, approfittando di tutto ciò che la vita può donarle. Generosa, spigliata, aggressiva e dolce nel contempo, è in genere il personaggio più amato del libro, ed in realtà la vera protagonista delle vicende della famiglia March. Dopo Piccole donne e Piccole donne crescono, la Alcott le dedicherà un terzo libro, I ragazzi di Jo. Jo, in realtà, è una figura altamente autobiografica: difatti, la Alcott si ispira alle sue esperienze giovanili per creare questo personaggio (mentre per le altre figure prende spunto dalle sue sorelle: la Alcott aveva una sorella maggiore e due minori, una delle quali si ammalerà giovanissima e morirà dopo due anni).

Beth è la più introversa e delicata: molto tranquilla, è l'oggetto delle attenzioni di tutta la famiglia, che la vede come qualcosa di fragile, da coccolare. Dolce, generosa fino alla melensità, quasi santa, nel secondo libro viene fatta morire di tisi in ossequio alle norme (non scritte) delle migliori lacrimose tragedie.

Infine, Amy, la più piccola di casa, è la viziata di famiglia: splendida ragazza, cresce orientata verso la vita mondana, l'etichetta, le mode e le frivolezze. Tuttavia, non è un personaggio negativo: dietro al suo aspetto svenevole e vanitoso, c'è comunque una ragazza decisa e sincera. L'educazione March non si smentisce mai! ;-)

Piccole donne ha stimolato la fantasia di molti registi, sia cinematocrafici, sia teatrali. La storia, semplice ma coinvolgente, si presta molto bene alla messa in scena, e la limitatezza di scenari facilita la realizzazione. Il primo a trasporre sul grande schermo il romanzo fu George Cukor, nel 1933. Nel cast spiccava un'ottima Katharine Hepburn nei panni di Jo. Nel 1949 è Mervin LeRoy ha dar vita alle quattro sorelle March, affiancato da un cast che comprende Elizabeth Taylor e Janet Leigh.

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La locandina
del 1933

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La locandina
del 1949

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La locandina del 1994
   
 
Recentemente, nel 1994, il romanzo è stato di nuovo portato alla ribalta grazie a Gillian Armstrong: la produzione hollywoodiana risente in parte dei toni eccessivamente stucchevoli della storia, però crea un prodotto di buon livello. Sicuramente la maggior parte del merito va alle interpreti: Susan Sarandon (la mamma) e Winona Ryder (Jo) sono le star più celebri, ma un ottima interpretazione viene data anche da Gabriel Byrne, Trini Alvarado, Kirsten Dunst, Claire Danes e Christian Bale, nomi molto celebri nel panorama cinematrografico attuale.

Anche l'animazione si è cimentata con le piccole donne: nel 1993 arriva in Italia una produzione della TOEI Animation di Tokyo, che però accentua un pò troppo l'aspetto drammatico della storia, trasformando le quattro sorelle persino in orfane di madre!

In teatro, una dissacrante versione comica sta riscuotendo già da alcuni anni un grande successo: si tratta di Piccole donne: il musical!, realizzato da Tonino Pulci sulle musiche di Stefano Marcucci. Lo spettacolo parte dal romanzo della Alcott ma poi prende vita propria e stravolge i profili ideali delle quattro sorelle, presentandole in chiave satirica e giocando in modo feroce con le loro (presunte) virtù vittoriane: Jo diventa una virago, Meg una sporcacciona stupida, Amy una vamp e Beth una frignona melensa.

Nel complesso, Piccole donne è un romanzo che ormai appartiene all'immaginario collettivo dell'occidente, e grazie alla Miuchi, è entrato, con Maya nei panni di Beth, anche nel lontano Giappone. Una curiosità: Piccole donne e Piccole donne crescono sono due romanzi distinti, però spesso nei film i due vengono confusi e uniti. Ne risulta che Beth, che muore nel secondo, quasi sempre si ammala e viene fatta morire alla fine dei vari film, e non diversi anni dopo come vorrebbe la storia originale.

 

 


 
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