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MagazineIl grande sogno di MayaArticoliPrecedenteSuccessiva






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The Miracle Worker
  
The Miracle Worker è un dramma, un film, parte di un fumetto, ma soprattutto la storia di due donne che seppero compiere un vero e proprio miracolo.

Anna dei miracoli
articolo di Martina Galea

Anna dei miracoli è il titolo italiano dato al celebre dramma di William Gibson The Miracle Worker, che venne messo in scena per la prima volta nel 1957 negli Stati Uniti. Anna, colei che fece il miracolo, è Anne Sullivan, la sola donna che riuscì a far comprendere ad Helen Keller il nesso tra oggetti e parola. Ma andiamo con ordine...

Helen Keller nasce il 27 giugno del 1880, in una piccola cittadina dell'Alabama, e nel 1882 si ammala. I medici dell'epoca non riescono capacitarsi di questa malattia, che gli attuali dottori hanno definito come febbre da scarlattina oppure meningite. Helen sopravvive, ma la malattia la rede cieca e sorda.

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Helen Keller da bambina
   
 

Questa menomazione rende Helen una bambina estremamente difficile: non sapendo come comunicare col mondo esterno, urla, si dimena, rompe piatti ed oggetti. Questo spaventa i parenti al punto tale da convincerli ad assumere un'istitutrice.

Per cui, quando Helen giunge all'età di 6 anni, la madre decide di rivolgersi ad uno specialista di bambini sordo-ciechi, il dottor Alexander Graham Bell, l'inventore del telefono, che all'epoca si sta dedicando alla sua vera vocazione, l'insegnamento a bambini sordi.

Bell consiglia ai Keller di rivolgersi al dottor Michael Anagnos, direttore del Perkins Institution, un ospedale specializzato nella cura e nell'insegnamento a persone cieche. Anagnons consiglia immediatamente un'istitutrice per Helen: Anne Sullivan. Cosa rende Anne così adatta ad Helen? Sicuramente il fatto che la donna, all'età di 5 anni, ha perso quasi totalmente la vista, e solo dopo molto tempo, e due operazioni agli occhi, è riuscita a riottenere parte della vista. Tuttavia Anne non ha assolutamente alcuna esperienza in fatto di insegnamento: si è appena diplomata presso l'istituto Perkins, e questo è il suo primo incarico.

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Anne Sullivan, l'istitutrice
Nel 1887, nonostante lo scetticismo dei genitori di Helen, Anne arriva a casa Keller e inizia subito il duro lavoro con la bambina. Anne riusciva a insegnare ad Helen dei gesti, corrispondenti a determinati oggetti, ma la bambina si limitava a ripeterli, senza capire la reale corrispondenza linguistica.

Anne deve quindi dedicarsi totalmente alla bambina: pur di ottenere la sua attenzione e la sua obbedienza, non esita a trasferirsi in un piccolo cottage, dove tenta di insegnarle a non distruggere gli oggetti e a mangiare correttamente a tavola. Dopo un mese di estenuante applicazione, chi conosce la situazione inizia a parlare di "miracolo": Helen ha migliorato il suo comportamento, anche se ancora non comprende il senso delle parole.

Ed è il 5 aprile del 1887 che il miracolo si realizza del tutto: mentre Anne schizza dell'acqua in una delle mani di Helen, nell'altra le sillaba, a gesti, la parola acqua, l'unica di cui avesse vagamente afferrato il senso prima della malattia. Improvvisamente, la bambina capisce il nesso tra quella serie di gesti e il liquido bagnato che ha sulla mano. In seguito, Helen ricorderà quel momento con queste parole:

"Io stavo in piedi, immobile, e tutta la mia attenzione era concentrata sui movimenti delle sue -di Anne- dita. Improvvisamente, sentì una vaga consapevolezza, come di un qualcosa di dimenticato, il brivido di un pensiero che stava tornando, e, in qualche modo, il mistero del linguaggio mi si rivelò in pieno."

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La giovane Patty Duke riceve l'Oscar
   
 
Lo spettacolo teatrale si conclude qui, con la presa di coscienza di Helen, e il miracolo compiuto da Anne. Nel 1959 il dramma venne riscritto e portato in scena a Broadway, dove restò in cartellone per almeno due anni. Nel 1962 venne girato un film sulla vicenda, The Miracle Worker, di Arthur Penn, con Anne Bancroft nel ruolo di Anne, e Patty Duke in quello di Helen. Entrambe le attrici vinsero l'Oscar per la loro toccante interpretazione: la Bancroft come attrice protagonista, la sedicenne Duke come non protagonista. In Italia, la vicenda venne trasposta in un film-tv, interpretato da Anna Proclemer e dalla undicenne Ottavia Piccolo. Curioso che Anne Sullivan sia stata sempre interpretata da vere Anna... ;-)

Il punto di forza di quest'opera è nel rapporto di odio-amore che si instaura tra Anne, la severa insegnante, ed Helen, la recalcitrante allieva. Solo quando tra le due attrici si crea un legame palpabile il dramma può davvero comunicare qualcosa al pubblico. La scelta di Patty Duke come interprete di Helen fu sicuramente ottimale: la ragazza, segnata da traumatiche esperienze personali, riuscì a trasferire nella bambina sordo-cieca una rabbia ed una vitalità impressionanti. Al momento della consegna degli Oscar, quando la giuria si accorse che Patty era una ragazza sanissima, e non una vera disabile, nella sala calò il silenzio: quasi tutti i giurati avevano votato per la Duke convinti che fosse davvero malata!!

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La locandina
del film

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Patty Duke
nel ruolo di Helen
La vita di Helen Keller continua, ovviamente, anche dopo il cosiddetto miracolo: nel giro di pochissimo la bambina impara moltissime parole, poi a leggere e a scrivere attraverso l'alfabeto braille. Il suo eccezionale caso la rende famosa nel mondo, al punto da permetterle di incontrare personaggi celebri, come ad esempio il presidente degli U.S.A. Kennedy. La storia della mia vita, l'autobiografia di Helen, scritta nel 1902, fu il punto di partenza per tutte le opere, teatrali e non, che si basarono sulla sua figura.

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Helen Keller (a destra) col presidente Kennedy
   
 
Al fianco di Helen, come sua istitutrice ed amica rimane, fino alla sua morte, nel nel 1936, Anne Sullivan, che fu l'unica, vera, artefice del miracolo. Helen muore nel 1968, e la sua incredibile vita viene ancora adesso ricordata dalla Fondazione da a lei dedicata, nel cui sito ufficiale è possibile scoprire altri dettagli e notizie su questo incredibile evento.

Per quanto riguarda il nostro manga, la Miuchi è abilissima nello sfruttare la difficoltà del ruolo di Helen per far emergere sia Ayumi sia Maya. Interpretare una bambina sordo-cieca richiede concentrazione, istinto, tecnica, immedesimazione: abilità che entrambe le attrici devono cercare di padroneggiare. La Miuchi sfrutta questa appassionante storia per conquistare il suo pubblico, e ciò che crea è uno dei capitoli più intensi di tutta la sua opera.

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Maya mangia
come Helen

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Ayumi e Utako
come Helen e Anne
 
 


 
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