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Chiacchieri o combatti??

si avvicina (lentamente) la fine
Recensione di  |   | gea/


Chiacchieri o combatti??
Gea 17 "Tempo della Mano Crudele, Il"


Scheda IT-GE-17

Il mondo è distrutto. Tutte le grandi città sono state annientate. Potentissimi impulsi magnetici bloccano qualsiasi intervento tecnologico umano. Gli Esarchi stanno covando uova che genereranno un nuovo spaventoso esercito e, a quel punto, anche i pochi sopravvissuti all'Apocalisse non avranno più scampo.

In questo scenario decisamente poco rassicurante si muovono, da qualche numero a questa parte, Gea e gli altri protagonisti della miniserie Bonelli, giunta ormai alla fase conclusiva. Già, perché manca solo un episodio prima della fine e lo si annusa, lo si avverte: riecheggiano frasi stentoree che paiono proclami ("I tempi della Mano Crudele sono tornati" ,"Presto l'esercito invasore sarà falcidiato"), l'enorme processo di "distruzione" del pianeta sembra essersi temporaneamente arrestato (quindi vuol dire che il Campo di Battaglia è pronto) e ogni classificazione tra i personaggi sembra essersi ridimensionata alla più classica 1)"Razza Nemica" contro 2)"Eroici Superstiti Ribelli".

Diciamo "sembra", perché le cose non sono così semplici: certo, come spiega la ex-Ardat-Lili, un tempo nemico giurato dei Baluardi, alla stessa Gea "LaTriade Oscura è stata sciolta dagli Esarchi. Ora che la guerra è iniziata non serve più"; quelle che erano le Fazioni in lotta che avevamo imparato a conoscere in questo ciclo si sono rimescolate, a volte si sono fagocitate tra loro generando due enormi schieramenti più tradizionali, ma all'interno dei suddetti vivono contraddizioni significative.

Degenerazione...
disegno di L.Enoch

(c)2007 Sergio Bonelli Editore

Degenerazione...<br>disegno di L.Enoch<br><i>(c)2007 Sergio Bonelli Editore</i>

Vale per tutti il personaggio di Ahmad, l'ex-poliziotto divenuto Generale di un esercito di soldati fanatici, costantemente caricati da enfasi religiosa e da droghe naturali. Questo personaggio è sicuramente fra le creazioni più felici di Luca Enoch ed è l'elemento più interessante di questo albo. Quello che inizialmente sembrava uno sbirro efficiente e brillante ma con il "vizio" di accalorarsi e reagire male quando pregiudizi ed ingiustizie razziali emergevano nei casi di cui si occupava, ora sembra un fanatico guerrafondaio che comanda a bacchetta militari esaltati dal volto dipinto con il sangue dei nemici. Come è giunto a questo? Fino a dieci numeri fa avremmo considerato Ahmad un buon comprimario, ora rischia di essere una pedina fondamentale nell'arco narrativo.

Fino a dieci numeri fa avremmo considerato Ahmad un buon comprimario, ora rischia di essere una pedina fondamentale nell'arco narrativo.
Forse la sua evoluzione va ricercata nelle intenzioni (manifeste) di Enoch di evidenziare la brutalità umana in circostanze di estrema tensione: i sopravvissuti alla catastrofe, coloro che dovrebbero ergersi a Paladini contro le "Forze del Male" spesso sono litigiosi, violenti e irrispettosi di ciò che li circonda, quasi che l'orrore intorno a loro risvegli l'orrore che giace dentro di loro (o parte integrante dell'essere umano?). Ahmad ha dovuto lottare con le unghie per raggiungere una posizione sociale dignitosa a causa dei pregiudizi e delle ingiustizie...ora è lui però a commettere quelle stesse ingiustizie ai danni di altri, come se essere investiti di un enorme potere lo autorizzi a questo. Ricorda molto il personaggio Marvel di Magneto: sopravvissuto ai campi di concentramento non vuole che i mutanti subiscano un trattamento simile ma reagisce adottando mezzi e idee molto vicine a quelle naziste...

Per Bluto "il gioco si fa duro"
disegno di L. Enoch

(c) 2007 Sergio Bonelli Editore

Per Bluto "il gioco si fa duro"<br>disegno di L. Enoch<br><i>(c) 2007 Sergio Bonelli Editore</i>

Se la caratterizzazione dei personaggi è sempre efficace, un punto debole di quest'albo però nasce dalla sensazione che, sostanzialmente, "Il Tempo della Mano Crudele" non aggiunga nulla di nuovo a quello che già si sapeva. Come se, giunti a un passo dalla fine, invece di accelerare la narrazione in vista della cataclismatica resa dei conti si inchiodasse! Insomma, a parte il ritrovamento di Leo, il meraviglioso scontro di Bluto con un Diavolo (e non scordiamoci che in quest'albo il Pesante può finalmente pilotare un aereo come il suo clone filmico Belushi in "1941") e il suggerimento di un intervento taumaturgico di Gea alle gambe del suo ormai inseparabile compagno non ci sono evidenti "passi avanti" nello sviluppo della miniserie. Certo si potrebbe obiettare che non sono necessarie mirabolanti sequenze d'azione per portare avanti una storia e che senza concedere un dignitoso spazio all'introspezione dei personaggi il tutto risulterebbe piatto e bidimensionale... ma decidere di frenare proprio ad un passo dalla meta lascia l'amara sensazione di "tirato per le lunghe" anche se non è così.

Queste, comunque, sono considerazioni che acquisteranno un senso maggiore (e andranno probabilmente riviste) alla luce di un'analisi dell'intera miniserie e non qui...

La saga di Gea continua a risultare una delle realtà più fresche e piacevoli della scuderia Bonelli... forse l'avvicinarsi dell'Atto Finale rischia di essere un evento che monopolizza l'attenzione generale, mettendo in secondo piano considerazioni più specifiche o analisi tecniche più accurate. Resta intatta, comunque, la curiosità nei confronti di un personaggio così lontano dai canoni tradizionali Bonelli... ed una discreta trepidazione per l'avvicinarsi del Capitolo Conclusivo!

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