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" Il corteo di Dioniso "

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Salta che ti passa!
recensione di Roberto Giammatteo

La città, la montagna, una gita, belle ragazze, i Satiri. Manca solo Gea ed eccovi servito un cocktail spumeggiante.



TESTI
Sog. e Sce. Luca Enoch    

Sono trascorsi poco più di sei mesi e rieccoci pronti a parlare della piccola Gea. Fortunatamente, in questo lasso di tempo, l'interesse per l'eroina di Enoch non si è sopito

Poco, o niente, si può eccepire all'autore milanese che prosegue idealmente lungo il solco già scavato nel n. 1. In questo secondo albo ritroviamo tutte le caratteristiche peculiari messe in risalto nel primo episodio, il rapporto di Gea con la vita di tutti i giorni, la scuola, la musica, gli amici, l'assenza dei genitori... Viene fatto un nuovo breve accenno al passato ed alla tragica scomparsa dei genitori... Ritroviamo la "presenza-assenza" dello Zio, i tre spiritelli che girano per casa e, anche se resta ai margini della vicenda, reincontriamo il demone Ardat Lili.

"Enoch non disdegna di affrontare temi di attualità (..)"
   

Enoch non disdegna di affrontare temi di attualità, come il fenomeno della spray art (autocitando il suo Sprayliz), difendendo a spada tratta questa forma di arte contemporanea; pone la sua attenzione sui diversi: portatori di handicap ed omosessuali (altra caratteristica presente in Sprayliz). Parlando di omosessualità gioca molto abilmente con i testi; il soprannome ORCA dato a Sigfrido, il ragazzo gay, è un sostantivo femminile utilizzato, anche, per definire il maschio di quella specie. E infine, come dimenticarsi dello tema dello stupro, trattato con un approccio molto diverso dal solito (a tal proposito potete leggere l'intervento dello stesso Enoch nel Dopolavoro).

Naturalmente, nell'albo si nota sempre una certa influenza "orientale", ad esempio nell'inserimento di tipiche gag demenziali (vedi la scena dell'incantesimo con la spada) o la presenza del grande piccolo mostro (il "senso delle proporzioni" non è sempre rispettato nel made in japan).

Spulciando, spulciando, troviamo una crepa. Escludendo Gea, che incarna perfettamente gli adolescenti dei "tempi moderni" (insolenti, indisponenti e irrispettosi), gli altri personaggi del quotidiano non sono molto approfonditi. L'attenzione si focalizza solo sui Satiri, sui loro costumi e sulle loro abitudine. Si ha l'impressione che Enoch stia cercando di descrivere, tassello dopo tassello, tutto l'universo umano, e non, di Gea molto lentamente. Di questo passo si potrebbero attendere decine di numeri per venire a capo di alcune vicende, e questo (considerando la semestralità) potrebbe stancare il lettore impaziente.



DISEGNI
Luca Enoch    

Ai disegni si conferma formidabile. Sicuramente il vantaggio di disegnare quello che lui stesso immagina in fase di sceneggiatura è notevole; tutto ciò, porta ad una perfetta simbiosi tra testi e disegni che risultano completari come non mai. Gea è ben caratterizzata. La mimica del suo corpo è formidabile. Le figure fantastiche sono numerose e varie.

Il tratto morbido e gommoso, gli consente di modellare e plasmare tutti i personaggi nel migliore dei modi per donare loro il massimo dell'espressività. L'uso dei retini resta sempre molto equilibrato, mai ingombrante, sempre e solo un completamento delle tavole e non un modo per diminuire gli sfondi da realizzare.



GLOBALE
 

La cover di questo numero non ha per protagonista l'eroina, ma un cooprotagonista della storia, uno dei Satiri. In primo piano sono illustrate le zampe del Satiro, mentre in secondo piano, oltre alla naturale presenza di Gea, si evidenzia su di una roccia, l'ombra della figura intera del Satiro stesso.

Le rubriche che fanno da contorno, sono ben curate da Enoch stesso. Sembrano una via di mezzo tra il Blizard Gazzette di Magico Vento e gli articoli informativi di Martin Mystère.

Ottima l'idea di variare il disegno di pag. 4, rispetto all'omologo del numero precedente. Non si sente per niente la mancanza della posta, anzi, sono mille volte meglio le descrizioni e le osservazioni offerte dall'autore che le solite letterine melense prodighe di complimenti. Se poi qualcuno ha proprio voglia di vedere il proprio nome pubblicato, su gli altri albi Bonelli lo spazio non manca di certo.

La periodicità resta il neo più grande. Non dimentichiamo, che è la semestralità che permette ad Enoch di essere padrone assoluto del personaggio e delle sue storie (la caratteristica migliore della serie). L'eterno dilemma del bicchiere mezzoo vuoto o mezzo pieno. Ai posteri l'ardua sentenza.

Vedere anche la scheda della storia.
 

 


 
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