ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
InteractiveSpazio AutoriForumPrecedenteSuccessiva




FORUM

Introduzione

rispondono...
Moreno Burattini
Ade Capone
Stefano Piani
Leo Ortolani
Michele Medda
Luca Enoch

Download (37 Kb)
cliccare per scaricare le
pagine del Forum in zip


Pagine correlate:
Julia e Avvenimenti

Riflessioni sul caso Tex vs. Codacons
Risponde Michele Medda

uBC Forum Nel suo intervento, Michele Medda, famigerato componente della banda dei "tre sardi" ;-) che ha ideato Nathan Never e Legs, apre il discorso a temi extra-fumettistici. E lo fa con la durezza mista a ironia che contraddistingue spesso i suoi scritti.


1. Pensate che le recenti "censure" invocate contro "Julia" e "Tex" siano iniziative personali di alcuni benpensanti, oppure si può ipotizzare che le fobie della "politically correctness" d'importazione americana abbiano attecchito anche da noi?

Medda. Io sono preoccupato, e molto. Certo, questi casi si scatenano per l'iniziativa personale di un singolo pirla che non ha di meglio da fare. Però per mandare avanti un'azione legale è necessaria una catena di più persone, e questa catena, maledizione, prima o poi si forma. Nel caso della denuncia a Jorge Vacca, se non ricordo male, tutto è nato da un genitore che ha visto l'albo di Brian the Brain, e ha chiamato un vigile urbano che ha raccolto la denuncia... Ma la denuncia poteva tranquillamente arenarsi sul tavolo del magistrato, che invece ha deciso di mandarla avanti, fino ad autorizzare le forze dell'ordine a buttare giù la porta di Vacca e a mettergli a soqquadro la casa con quel che ne è seguito.

Quindi non importa se tutto nasce da UNA persona. Perché poi ce n'è un'altra, e poi un'altra, e poi un'altra ancora che a quel primo pirla dà retta. Questo significa che la follia del "politicamente corretto" ha attecchito, e sta facendo vittime anche da noi. E non da oggi. Peccato che nessuno se ne sia accorto.

Chiedo scusa, vorrei allargare un attimo il discorso: fate caso a come il sesso è trattato in televisione. Dai programmi della mattina fino alla tarda serata è tutto un solleticare il voyeurismo dei telespettatori. Nei talk-show si parla quasi sempre di sesso, dal sesso "professionale" (con interviste a pornostar, spogliarelliste/i, coppie scambiste) a quello casereccio (sesso coniugale, Viagra, dibattiti sull'adulterio, le prime esperienze dei giovani, il sesso nella terza età, etc...). Anche nei telegiornali si parla molto di sesso, e non senza compiacimento (intervista alla prostituta albanese, preferibilmente minorenne: "A che età hai cominciato? Usi il profilattico? Vai anche con le donne?"). In tutti i varietà le telecamere si infilano regolarmente sotto le gonne (molto, molto corte) delle ballerine, che peraltro esibiscono il minimo indispensabile di biancheria. Non parliamo poi della pubblicità dei bagnoschiuma, delle automobili, dei gelati, perfino degli antifurto (l'antifurto "con le palle", la casalinga che "scopa bene", etc.).. E' una gara a chi ammicca di più, a chi conia il doppio senso più spinto.

Bene, con tutto ciò, per una legge ipocrita un film vietato ai minori di 14 anni non può andare in onda in prima serata (se non tagliato, naturalmente). In parole povere, si è liberi di scompigliare gli ormoni ai giovanissimi (e ai non più giovanissimi) a tutte le ore del giorno e in qualsiasi programma... tranne che nella fiction. Il sesso può essere trattato solo al livello più epidermico (nel vero senso della parola) e banale, cioè a livello del solleticamento voyeuristico. Ma guai a "parlare" di sesso nel vero senso della parola, guai a elaborare idee, concetti, emozioni che riguardino la sfera della sessualità. Perché allora "qualcuno" decide che non siamo "maturi". Perlomeno finché non scoccano le dieci e mezza di sera.

Ecco, questo è il paese in cui viviamo. Una specie di versione involgarita della Neverland di Peter Pan. Un paese dove si DEVE restare bambini, e dove è vietato essere adulti. A me non piace. Non so a voi.

2. Ritenete che entrambi i casi si sgonfieranno da sè senza conseguenze rilevanti o temete che sul fumetto italiano si abbatterrà (magari gradualmente ) un'ondata perbenista, diversa ma simile a quella che condusse al bollino di "Garanzia Morale". Temete che saranno le stesse case editrici a dare un giro di vite (come da tempo ha fatto la Disney) per prevenire casi come quelli di attualità?

Medda. Quello di "Julia" non è nemmeno un caso, e credo che basterebbe una chiacchierata con la giornalista di "Avvenimenti" per chiarire le cose. Credo che i casi "Tex" e "Brian the Brain" si sgonfieranno. Quello di Tex, mi pare, si è già sgonfiato. E non credo che Jorge Vacca sarà condannato. Ma intanto, se non ho capito male, si è dovuto ricomprare la serratura della porta di casa. E intanto l'avvocato se lo deve pagare. Quindi, comunque vada, è stato GIA' danneggiato da questa insensata azione legale.

Non mi aspetto niente di buono per il futuro. Se la Disney si è data un "giro di vite", ha fatto male. Io mi auguro che le case editrici non si autocensurino. L'autocensura non solo è "eticamente" grave perché è un'automutilazione: è anche inutile sul livello pratico. I censori hanno denti affilati e stomaci senza fondo. Gli dai il dito e si prendono la mano. Dàgli la mano e si prenderanno il braccio. Non bisogna dar loro nemmeno un'unghia.

3. Il "politicamente corretto" vi condiziona molto nella scrittura/disegno delle vostre storie? Vi capita sovente di avere idee che auto-censurate per evitare un certo tipo di reazioni del pubblico? Vi capita sovente che vostre idee siano ritoccate in fase di editing redazionale?

Medda. Il "politicamente corretto" non mi condiziona affatto. Non mi autocensuro mai. Certo, sono conscio di scrivere per un pubblico vasto, e questo comporta delle responsabilità: so che su "Nathan Never" non posso raccontare le cose che raccontava Charles Bukowsky in "Storie di ordinaria follia" (il titolo originale, vi ricordo, era "Erections, Ejaculations, Exhibitions").

Ma Nathan Never vive in un futuro violento, dove si spara e si ammazza, e non possiamo far finta di scrivere "I Puffi" o "Tin Tin". Nella nostra serie hanno fatto capolino tematiche adulte e in qualche misura "forti" per una serie popolare: omosessualità, sesso di gruppo, incesto, droga, stupri. Non abbiamo mai ricevuto una lettera di protesta dai lettori per la scabrosità di certe situazioni. Il che potrebbe essere anche una sfortuna; sapete com'è, un po' di pubblicità gratuita non fa mai male... Scherzi a parte, personalmente confido nell'intelligenza del pubblico. Credo che sia doveroso regolarsi così.

Discussioni in redazione su ciò che è pubblicabile oppure no ce ne sono, naturalmente. Forse non spesso quanto pensano i lettori, ma ce ne sono. Certo, le cose sono semplici in alcuni casi. Ci sono argomenti "tabù" per un fumetto Bonelli. Uno di questi è la religione, per esempio. E dubito che avrebbe il nulla osta redazionale una storia che prendesse una posizione netta (sia pro che contro) riguardo all'aborto. Inoltre, sono accuratamente evitati i riferimenti a situazioni di attualità politica. Questa è una scelta editoriale ferrea, precisa. Forse discutibile, ma limpida. E gli autori si regolano di conseguenza.

In altri casi le cose non sono così semplici: per esempio, quando le modifiche dovute all'editing redazionale -che personalmente ritengo indispensabile in una casa editrice seria- coinvolgono le idee dell'autore, cioè il "significato" della storia. In questo caso non c'è una soluzione preconfezionata: quindi si cerca volta per volta una mediazione tra le complesse esigenze della "poetica autoriale" e quelle, altrettanto complesse, radunate sotto il nome di "filosofia della casa editrice". Sta a ogni singolo autore, naturalmente, tracciare una linea dietro la quale non retrocedere.

4. Sia l'articolo di "Avvenimenti" contro "Julia" che l'iniziativa del Codacons contro "Tex" hanno messo l'accento sul fumetto come mezzo di comunicazione che contribuisce alla formazione dei più giovani. Il fumetto "bonelliano" ha ancora, oggi, questa pretesa, o vi ha GIA' rinunciato, per lasciar spazio ad altri media (la TV, il cinema, i videogiochi)? Potrebbe essere una soluzione pubblicare fumetti con la scritta "Consigliato a un pubblico maturo", come già si fa in USA?

Medda. Mio Dio... visto che rischiamo di ritrovarci tra i piedi per altri sette anni un certo Oscar (Scalfaro), forse è il caso di rispolverare un altro Oscar. Wilde, dico. Invito tutti a rileggersi "Il critico come artista" (1891). L'arte è GRATUITA.E' INUTILE, e proprio questa è la sua bellezza. L'esperienza ESTETICA è appunto tale, non ti "insegna" niente. L'arte non deve educare nessuno. L'arte non è "morale""immorale", ma a-morale. Nel senso che non ha -non deve obbligatoriamente avere- una "morale".

Wilde aveva ragione. Come si può pensare che l'arte "formi" o "nobiliti" in qualche modo l'essere umano? Gli ufficiali nazisti erano individui coltissimi, citavano a memoria Goethe e ascoltavano Mozart. Ma questo non ha impedito loro di arrostire qualche milione di persone. Non so se il fumetto bonelliano ha mai avuto la pretesa di "formare" i giovani. Non credo. Io di certo non ce l'ho, questa pretesa. Scrivo per scambiare emozioni con chi mi legge, non ho la pretesa di "migliorare" in nessun modo i miei lettori.

E quanto a mettere i bollini sugli albi (il cosiddetto "ratings system"), mi sembra un'idea da decerebrati. Metteteli sulle banane, i bollini. Abbiamo già genitori imbecilli che non hanno voglia di fare i genitori, che mettono al mondo dei figli e poi chiedono allo Stato, alla Scuola, alle Chiese, e perfino alla Televisione (!!!), di educarli. Non diamo a questi idioti un altro alibi per non educare i bambini. Non semplifichiamo il loro lavoro mettendo un'etichetta sul nostro.

Diciamolo forte e chiaro: non dobbiamo essere noi a stabilire cosa devono leggere e cosa devono guardare i vostri figli, razza di idioti. Dovete essere voi. E se non avete voglia di prendervi le responsabilità, andate all'inferno. Avrete i figli che vi meritate. E ricordate: il pluriomicida Lugi Chiatti, tristemente noto come "il mostro di Foligno", ha parlato delle proprie letture al processo. Non leggeva "Dylan Dog". Leggeva "Topolino"

Continua... Nella pagina successiva: le risposte di Luca Enoch
 
 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §