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Introduzione

rispondono...
Moreno Burattini
Ade Capone
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Pagine correlate:
Julia e Avvenimenti
Scheda Piani

Riflessioni sul caso Tex vs. Codacons
Rispondono Capone, Piani e Ortolani

uBC Forum Riuniamo in questa pagina le risposte di Stefano Piani, sceneggiatore di Nathan Never e Legs, e di due autori extra-Bonelli come Ade Capone, il creatore di Lazurus Ledd e co-creatore di "Morgan - La sacra ruota" insieme a Leo "Rat-Man" Ortolani, che risponde con uno scritto breve ma ricco della sua tipica verve.


1. Pensate che le recenti "censure" invocate contro "Julia" e "Tex" siano iniziative personali di alcuni benpensanti, oppure si può ipotizzare che le fobie della "politically correctness" d'importazione americana abbiano attecchito anche da noi?

Capone. A mio parere sono iniziative personali. Se ci fosse un clima da "politically correct" non riguarderebbe solo il fumetto ma anche gli altri media, e io questo clima generale non lo avverto, anzi: la nostra TV, per esempio, non è mai stata così volgare e caciarona come oggi. Nemmeno credo che quel clima potrà mai essere esportato dall'America. Perché la nostra cultura non ha le stesse origini puritane (e ipocrite) della cultura anglosassone, una cultura che nel '900 ha prodotto proibizionismo e maccartismo, per non parlare dei "divieti sessuali" dell'epoca reganiana.

2. Ritenete che entrambi i casi si sgonfieranno da sè senza conseguenze rilevanti o temete che sul fumetto italiano si abbatterrà (magari gradualmente ) un'ondata perbenista, diversa ma simile a quella che condusse al bollino di "Garanzia Morale". Temete che saranno le stesse case editrici a dare un giro di vite (come da tempo ha fatto la Disney) per prevenire casi come quelli di attualità?

Capone. Credo che i due "casi" si dissolveranno come bolle di sapone. Credo inoltre che chi li ha innescati abbia anche voluto farsi un po' di pubblicità gratuita, e dunque penso che meno se ne parla, anche tra noi operatori del settore, e meglio è. Suvvia... questa è la Terra dei cachi, dove un Previti siede in Parlamento e dove il ministro della giustizia (con la g minuscola) parla dei carcerati come di anime belle perseguitate da una società crudele. L'unico clima che avverto è quello da tragicommedia nazionale.

3. Il "politicamente corretto" vi condiziona molto nella scrittura/disegno delle vostre storie? Vi capita sovente di avere idee che auto-censurate per evitare un certo tipo di reazioni del pubblico? Vi capita sovente che vostre idee siano ritoccate in fase di editing redazionale?

Capone. L'editing delle mie cose, ora come ora, lo faccio io stesso, dunque non c'è nessun ritocco che non sia io stesso a decidere. Non mi piace la parola censura, ma non mi piace nemmeno chi pensa di poter scrivere o disegnare qualsiasi cosa. E le Edizioni Topolin, a mio parere, hanno passato un certo limite, come lo avevano passato certe storie dell'Intrepido che erano state messe sotto processo. Questo non giustifica i sequestri e i tribunali, ma nemmeno ci si deve marciare, sul "dare scandalo" a tutti i costi per vendere qualcosa (magari in mancanza di idee valide). Personalmente, cerco di frequentare molto il mio pubblico anche per capire cosa può urtarlo e cosa no. E cerco ovviamente di pormi i limiti del suo (e del mio) buon gusto.

4. Sia l'articolo di "Avvenimenti" contro "Julia" che l'iniziativa del Codacons contro "Tex" hanno messo l'accento sul fumetto come mezzo di comunicazione che contribuisce alla formazione dei più giovani. Il fumetto "bonelliano" ha ancora, oggi, questa pretesa, o vi ha GIA' rinunciato, per lasciar spazio ad altri media (la TV, il cinema, i videogiochi)? Potrebbe essere una soluzione pubblicare fumetti con la scritta "Consigliato a un pubblico maturo", come già si fa in USA?

Capone. Credo che il fumetto bonelliano non perderà MAI questa sua caratteristica di mezzo di comunicazione. Basta andare a una mostra-mercato: i ragazzi parlano indifferentemente di Dylan Dog, di computer, di Tomb Raider, di Internet, di cinema. Indifferentemente.

Certo, nel fare fumetti non possiamo ignorare i contenuti dei nuovi media, o ci faremo del male da soli. Vedo comunque segni positivi, in giro: vi dice nulla il fatto che Sclavi sia un grande appassionato di videogiochi? C'è una bellissima frase di David Bowie che dice: il futuro è di chi lo sente arrivare. Gente come Sclavi, Castelli, Serra, Maurizio Colombo (Maurizio fu il primo a decantarmi John Woo e Quentin Tarantino, quando non li conosceva nessuno) ci riescono, a sentirlo. E le loro storie comunicano, in un modo o nell'altro.


1. Pensate che le recenti "censure" invocate contro "Julia" e "Tex" siano iniziative personali di alcuni benpensanti, oppure si può ipotizzare che le fobie della "politically correctness" d'importazione americana abbiano attecchito anche da noi?

Piani. Rispondo molto volentieri alle domande, anche perché quello che è successo a Jorge Vacca e alla TOPOLIN è di una gravità inaudita. Purtroppo, come al solito, la stampa nazionale non ha dato alla violenza compiuta ai danni di Jorge e della sua piccola, ma preziosa casa Editrice il rilievo che meritava.

Diverso è il discorso per Tex e Julia... Qui si tratta solo delle prese di posizione dei soliti noti che periodicamente si rifanno vivi... Sono gli stessi che negli anni '60 hanno attaccato Diabolik e Kriminal, che negli anni 80 hanno fatto fuoco e fiamme contro Dylan Dog e che oggi se la prendono con Julia e con Tex, rei di non seguire quell'autentica idiozia alla moda che è il Politicamente corretto. Dopo questo breve cappello passo ora alle risposte.

Purtroppo la mania del Politicamente Corretto, ha attecchito anche da noi e sta mettendo solide radici (e non mi riferisco solo ai fumetti, basta dare un occhiata anche ai film Italiani degli ultimi anni per accorgersene). La cosa buffa è che mentre negli States questa ipocrita forma di censura sta, fortunatamente, sparendo, qui da noi in provincia è ancora di gran moda...

2. Ritenete che entrambi i casi si sgonfieranno da sè senza conseguenze rilevanti o temete che sul fumetto italiano si abbatterrà (magari gradualmente ) un'ondata perbenista, diversa ma simile a quella che condusse al bollino di "Garanzia Morale". Temete che saranno le stesse case editrici a dare un giro di vite (come da tempo ha fatto la Disney) per prevenire casi come quelli di attualità?

Piani. Mmm... Sinceramente non lo so... L'ipotesi del giro di vite è terribile, ma non è così improbabile... Del resto quando la protesta monta un editore ha tutto il vantaggio ad abbassare il tono per mantenere intatte le vendite... Io sinceramente spero che questo non avvenga, anche perché, a mio modesto avviso, la stupidità va combattuta con la forza. Se ti pieghi dinanzi ad essa è finita!.

3. Il "politicamente corretto" vi condiziona molto nella scrittura/disegno delle vostre storie? Vi capita sovente di avere idee che auto-censurate per evitare un certo tipo di reazioni del pubblico? Vi capita sovente che vostre idee siano ritoccate in fase di editing redazionale?

Piani. Questo è ovvio... Ognuno di noi scrive tenendo sempre presente la testata per cui sta lavorando e di conseguenza finisce per autocensurarsi... Se io lavorassi per la DC/Vertigo potrei fare Preacher, lavorando per la Bonelli posso fare Dylan Dog... Se poi lavorassi per la Disney il massimo della trasgressione sarebbe PK... Sarei stupido se scrivessi PK, infarcendolo di tutte le bestemmie e la violenza che sono proprie di un prodotto adulto come Preacher. Quanto ai ritocchi in fase redazionale...No, in 4 anni di carriera non ho mai subito nessun tipo di censura o ritocco...

4. Sia l'articolo di "Avvenimenti" contro "Julia" che l'iniziativa del Codacons contro "Tex" hanno messo l'accento sul fumetto come mezzo di comunicazione che contribuisce alla formazione dei più giovani. Il fumetto "bonelliano" ha ancora, oggi, questa pretesa, o vi ha GIA' rinunciato, per lasciar spazio ad altri media (la TV, il cinema, i videogiochi)? Potrebbe essere una soluzione pubblicare fumetti con la scritta "Consigliato a un pubblico maturo", come già si fa in USA?

Piani. I nostri fumetti sono generalisti e coprono una fascia di pubblico che va dai 10 agli 80 anni. Il pubblico medio di NN ha circa 30 anni, quello di Dylan Dog 20 e quello di Legs ancora meno... Il fumetto contribuisce comunque anche alla formazione dei più giovani, così come la TV, il cinema la letteratura. Non si possono però imputare a questi media colpe che sono della famiglia e della scuola. La violenza dei fumetti, dei film di Tarantino o dei romanzi di King non è reale e non fa male a nessuno e, anzi, al contrario molte volte può essere d'aiuto fornendo una utile valvola di sfogo...


Ortolani. Quando ho letto la lettera ho subito pensato a uno scherzo. Nella mailing list (di Rat-Man, ndr) ce ne sono continuamente e un "Tex accusato di istigazione al fumo e all'alcool" non poteva pretendere di essere preso sul serio. Poi, andando avanti con la lettura, mi sono convinto che era uno scherzo molto ben congeniato, con quell'elemento di tragica verità che sono le cose occorse a Jorge Vacca. Poi, in questi giorni mi hanno confermato che è tutto vero. Non c'è bisogno di stroncare il Codacons? Io direi che bisogna rifarlo da capo, se tutto quello che riesce a partorire sono queste avvoltoiate, fatte ad hoc in un momento di splendore del cowboy per farsi belli con la sua pelle.

Se fossi in Tex mi guadagnerei un'ulteriore istigazione al viaggio intestinale. Ma dal momento che sono solo Rat-Man, taccio e mi nascondo come il vigliacco che sono, sperando che nessuno si accorga delle mie battutacce irriverenti verso tutto e tutti, quelle stesse battute che ognuno fa nel suo piccolo ridendo e fregandosene della politica del corretto, che ormai ci ha veramente, ma veramente triturato i coglioni.Sono stato politicamente scorretto? Mi scuso,non dirò più "triturato", istigazione al robot da cucina. Ciaoooo.

Continua... Nella pagina successiva: le risposte di Michele Medda
 
 


 
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