intervento di Roberto Zaghi (disegnatore di ZX e NN)
Sono ovviamente soddisfatto perchè l'invito lanciato da me e Germano ha riscosso un un buon numero
di risposte da parte dei naviganti, ed ora mi sembra il caso di fare alcune precisazioni
e di replicare agli interventi più interessanti.
A Maurizio Daniele (ma in parte anche a Paolo Ottolina) vorrei rispondere così:
probabilmente sei stato tratto in inganno dal titolo del Forum (che, detto per inciso,
lascia un po' perplesso anche me, non me ne voglia Giovanni Gentili...).
Il fatto che non esista un disegno "ideale" per tutti è talmente ovvio che non intendevo
neppure soffermarmici... nessuno voleva esortare i naviganti a scontrarsi a sangue
fra loro sostenendo un'immaginaria disputa "Moebius vs. Frank Miller"!
Il nodo della questione era (è), lo ripeto, una mia curiosità su quali siano le peculiarità
dei vari disegnatori che più "attizzano" i lettori, che a loro avviso fanno la differenza
tra un bel lavoro ed uno mediocre, un problema un momentino più complesso, dunque.
Su questi elementi avremo fatto poi le nostre considerazioni, disponendo così di una base
per analizzare anche l'operato della critica, oltre che quello dei vari disegnatori.
Federico Bossola ha ragione quando dice che certi disegni hanno qualcosa di
indefinibile che gli piace ma non riesce ad identificare... è il "manico" del disegnatore!!
Infatti, e cito ancora Alex Toth, è controproducente cercare di stordire il lettore
in ogni vignetta di ogni pagina. Il talento di chi disegna può trasparire
da tavole anche apparentemente "dimesse", in scene che solo superficialmente noi definiamo
di semplice realizzazione. Per quanto riguarda poi il discorso dell'"educare" i lettori
ad una lettura maggiormente consapevole, c'è nell'aria un progetto che forse vedrete
se continuate a visitare puntualmente uBC...
Paolo Ottolina mi trova d'accordo quando afferma (citando Høeg) che è impossibile
tracciare un codice universale che descriva infallibilmente il lavoro di un disegnatore.
Lungi dal voler mettere tutti d'accordo, mi sarei accontentato di qualche rudimentale
tentativo individuale... come già detto.
L'intervento di Gianluigi Fiorillo è stato quello che ho riletto più volte,
e sento di poter sollevare alcune questioni...
mi piacerebbe che descrivesse la "sceneggiatura ideale" secondo l'immaginario collettivo,
anche a beneficio degli amici sceneggiatori che seguono uBC.
ancora una volta leggo dell'impossibilità di discernere tra brutto e bello. Perchè non
cambiare un po' registro ed iniziare a parlare, ad esempio, di "efficace" o "lezioso",
tanto per non cadere sempre nel trito i gusti son gusti...?
mea culpa, mea culpa, mea culpa. Nello scrivere i miei capisaldi ho faticato ad estraniarmi
dal lavoro (deformazione professionale?), pensando più da disegnator-lettore che da vero lettore,
ed indicando elementi che possono essere presi in considerazione solo dopo aver letto la sceneggiatura.
Vorrei però aggiungere quanto segue: credo che anche se ammettiamo che la parte "deficitaria"
del duo sceneggiatore/disegnatore sia sempre il disegnatore, indubbiamente il fatto che
una scena riesca a trasmettere mediante il disegno una carica di sensazioni potente significa
che il disegnatore è (effettivamente ed innegabilmente, con tanto di cappello...)
stato in grado di realizzarla così, e se poi dovesse risultare che ci ha messo "del suo"
impreziosendo quanto gli veniva offerto dal testo, questo lo possono sapere soltanto due persone,
è vero, ma alla critica ciò potrebbe anche non riguardare... :-)
Infine all'oberatissimo collega Sergio Giardo (Giardone per noi ferraresi) vorrei solo
dire che personalmente non ne posso più di sorbirmi paragoni incrociati tra cinema e fumetto.
Ho sentito parecchio a riguardo (e consiglio a tutti l'ultimo numero della fanzine cinematografica
Cinèma), ma rimango dell'idea che i due media, pur avendo indubbiamente delle analogie,
non abbiano in comune tutto quello che si vuol (per forza?) far intendere. Hanno a disposizione
mezzi talmente differenti per ottenere l'effetto a cui mirano da ritenere che il massimo della
libidine nel voler trovare delle somiglianze sia, appunto, quello di utilizzare lo stesso
liguaggio tecnico per entrambi (regia, scenografia, fotografia, ecc...). Capisco che l'argomento
potrebbe occupare ben più spazio Internet di Blade Runner su MPEG, quindi mi fermo qui.
Ringrazio Gentili e tutto lo staff di uBC per la disponibilità e rinnovo l'invito a chi volesse
continuare il dibattito a scrivere messaggi a bzstudio@sestantenet.it