intervento di Sergio Giardo (disegnatore di ZX e LW)
Volevo intervenire in merito alla questione sollevata dagli amici Bonazzi e Zaghi.
In particolar modo Germano si interroga sull’importanza dei disegni rispetto alla storia
e alla sceneggiatura.
Dunque: i fumetti sono narrativa disegnata, quindi non sono solo letti, come succede
per un libro, ma sono anche e soprattutto visti.
Possiamo paragonare il fumetto ad una sorta di cinema statico (non a caso i bozzetti
di preparazione delle scene dei film - gli storyboard - altro non sono che fumetti).
Sempre utilizzando il cinema come esempio, prendete lo script di Blade Runner
e fate girare il film dai fratelli Vanzina con Boldi al posto di Harrison Ford...
sarebbe la stessa cosa?
Tutto questo per dire che secondo me il disegno in un fumetto conta perlomeno quanto lo script
se non di più: i disegni hanno il compito di raccontare per immagini la vicenda, per cui al
limite secondo me la più brutta storia illustrata da un grande disegnatore vale comunque
la pena di essere "vista".
Per quanto riguarda i criteri di valutazione dei disegni, devo dire che concordo pienamente
con le considerazioni di Zaghi. Io credo che sia molto difficile giudicare obbiettivamente
dei disegni, perché ognuno di noi ha le proprie passioni e i propri "amori", il più delle
volte coltivati fin dall’infanzia. Penso che il modello proposto da Zaghi possa essere un
valido strumento per estraniarsi dalle proprie passioni e giudicare in maniera più tecnica
la bontà o meno del lavoro di un disegnatore.
Spero che altri vogliano intervenire sull’argomento; per esempio sarebbe interessante
sentire anche il parere di qualche sceneggiatore, no?