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uBC Enciclopedia online del fumetto (torna all'indice)

IT-V12
Venerdì 12
di Sabrina Mancosu - 01 Ago 2005

Quando nasce e chi lo crea?
Venerdì 12 vede la luce nel maggio del 1996 ad opera di Leo Ortolani. L'occasione è la presentazione alla fiera del fumetto di Milano del primo numero de L'isola che non c'è. Per l'esordio nella rivista, l'autore pare inizialmente orientato a proporre una parodia dei film d'orrore ma fin dalle prime fasi dello studio della serie s'insinua, a suo dire, come fonte d'ispirazione, guadagnando spazio fino ad imporsi, un brandello di privato: una sua disavventura amorosa. Nasce così la saga di "Venerdì 12" incentrata sulla "più comune tragedia umana". In una sorta di eco dei primi propositi Ortolani appronta per essa una scenografia che riprende, con lievità, i toni e le atmosfere horror. In realtà, le tracce più evidenti degli intenti iniziali restano nel titolo e nella maschera indossata dal personaggio Aldo, omaggio esplicito alla serie cinematografica Venerdì 13 e alla figura di Jason Vohees.

Così appare Aldo nella prima vignetta del primo episodio "L'orrenda genesi"

disegni di Leo Ortolani
(c) 2002 Leo Ortolani
 


Chi sono i protagonisti?
Una mostruosa creatura che cela i suoi tratti dietro una maschera anonima, la bellissima donna che ne anima i ricordi, un buffo nanetto che risponde al nome di Giuda. Questo il singolare terzetto che dà vita alle vicende narrate in Venerdì 12. A legarli la terribile maledizione che ha trasformato il tenero Aldo in un essere ripugnante, costringendolo a vivere i suoi giorni "confortato" dalle affettuose e corrosive cure del suo fedele servitore e a struggersi d'amore per la crudele Bedelia.

Basta tuttavia sollevare la maschera di Aldo per trovare semplicemente un dolce e timido ragazzo, innamorato da sempre della più bella della scuola. Inebetito dalla gioia quando del tutto inaspettatamente il suo sogno si realizza, si rivela poi cieco a qualsiasi segno premonitore della rottura per ritrovarsi infine annientato dall'abbandono. Bedelia è il sogno infranto. Un frutto dal sapore amarissimo, che però ha ancora in sé il profumo inebriante di ciò che sarebbe potuto essere. Dove trovare la forza per rinunciarvi? Giuda, il carognissimo Giuda, è l'amico fedele e fidato, pronto ad ascoltare, a incoraggiare ma anche a schernire e a provocare se questo può essere utile. Un inestimabile tesoro.

L'ironia di Giuda, il fedele e carognissimo servitore

disegni di Leo Ortolani
(c) 2004 Leo Ortolani
 


Chi sono dunque i protagonisti di "Venerdì 12"? Sono le maschere di uno dei più comuni drammi che quotidianamente vanno in scena in quel grande palcoscenico che è la vita: l'uomo (in questo caso) innamorato e abbandonato, la donna che ha inflitto la ferita, l'amico che offre la spalla su cui piangere e al quale rivolgersi per ottenere consolazione. Maschere "deformate" da Ortolani che ne esaspera oltre misura i tratti e le emozioni, ponendo così le premesse per il sorriso e/o la risata. Ciò che rimane inalterata, anzi quasi ne risulta esaltata, è l'umanità di cui esse sono portatrici e icone: la fragilità e vulnerabilità dell'uomo davanti ai moti dell'animo (Aldo); la forza delle sue passioni e dei suoi desideri (Bedelia), la solidale partecipazione e pietà dell'uomo davanti alla sofferenza dell'uomo (Giuda).

Dentro Venerdì 12
Il mondo di "Venerdì 12" ruota intorno alla tragicomica vicenda sentimentale del tenero Aldo, ed entrarvi significa così accompagnarlo nel suo umanissimo calvario personale verso, si spera, il riscatto finale. Un cammino tormentato fatto di cadute, di rese, di moti d'orgoglio, di speranze frustrate, di inconsapevoli risalite. In nessun momento però in completa solitudine. Non lo abbandona mai il suo peggior nemico, se stesso: Aldo ama crogiolarsi nel suo dolore, rimanervi avvinghiato, esserne posseduto. Rinunciarvi significherebbe perdere una parte vitale di sé, quella Bedelia il cui rimpianto dà un senso alla sua vita e nei cui confronti proietta tutto il suo amore/odio. E, per sua fortuna, non lo abbandona (quasi) mai il suo miglior amico: l'amabilmente caustico Giuda.

Aldo, Bedelia, Giuda: insieme con... amore!

disegni di Leo Ortolani
(c) 2003 Leo Ortolani
 



E' questo formidabile e spassosissimo trio a dominare la scena nel corso dell'intera narrazione, impegnato a riprodurre, con tutte le varianti sul tema, lo schema ricorrente che vuole l'inconsolabile Aldo irriso costantemente dal velenoso Giuda per quel suo dolore alimentato dallo sterile, e appagante in modo perverso, rimpianto per la sua donna.

Uno dei tratti fondamentali di "Venerdì 12" è tuttavia l'attenta scansione temporale della vicenda raccontata che prevede l'evoluzione della condizione emotiva di un Aldo inconsapevole e poco collaborativo in tal senso. Ed è proprio in questo suo a tratti svogliato e sfiduciato cercare una luce in fondo al tunnel nel quale ama perdersi che incontra i singolari compagni di viaggio sui quali Ortolani infierisce attribuendogli i tratti più grotteschi. Vedono così la luce felicissime invenzioni quali la bruttina amica dell'amica Ciurga (80 cm di tutto: seno, vita, fianchi, altezza e peso! Misura unica), il cane Cioppy affetto da colite, la gelida Putrezia dagli enormi... occhi verdi.

Aldo e Ciurga: un incontro da... urlo!

disegni di Leo Ortolani
(c) 2002 Leo Ortolani
 



Non meno affilata si rivela la penna dell'autore nel dar vita alla squinternata compagnia di cuori abbandonati, rifugiatisi nella terapia di gruppo e quindi all'immensa Isolda, bella dentro e con il cervello fermo da mezz'ora al semaforo verde; o nel descrivere il fitto sottobosco che anima l'Arca di Noè, locale di balli latino-americani, dove i giovani della terza età possono - dice il fedele Giuda - stringere tra le braccia una donna dopo tanto tempu, con la scusa di una salsa. C'è ampio spazio in "Venerdì 12" per la risata catartica, liberatoria, ma neppure manca quella che lascia un retrogusto amaro nel fondo. Non manca tuttavia anche un pizzico di quel dolce che il parsimonioso Ortolani centellina.

La crudele e fatale Bedelia.
La tenera Dulcistella.
disegni di Leo Ortolani
(c) 2002, 2003 Leo Ortolani
 





Sarebbe in tal modo ingiusto non ricordare Alicia, la ragazza cieca, lei, sì, capace di andare oltre l'apparenza; e ovviamente la tenera Dulcistella che si insinuerà con discrezione nel cuore di Aldo e... no, no. Da qui in poi dovrete vedervela da voi. :-)

Guida alla lettura
connessioni enciclopedia:
nessuna

Una ricostruzione più dettagliata delle vicende editoriali della saga è proposta nella scheda della serie.

Dicono di loro
connessioni fuori dal sito uBC:
Panini Comics
nelle pagine interne dedicate alla saga sono riportati inoltre alcuni editoriali di Leo Ortolani pubblicati sugli Speciali di "Venerdì 12"
Rat-Man
sito ufficiale

"Venerdì 12 ci ricorda senza ombra di dubbio che è l'amore a muovere il mondo, ed è per questo che a volte tutto ci sembra così fermo".
Andrea Plazzi, Tutto Rat-Man n.7.

"Come sempre, Ortolani si conferma un autore dal background cinematografico ricco e affascinate, da cui attinge a piene mani per restituircene i personaggi dopo un inimitabile restyling."
Pier Giuseppe Fenzi "Jason e Phibes (I papà di Aldo)" in "Venerdì 12 - Il Risveglio", Special Events n° 44, agosto 2004.

"Tenetevi forte, perché quella che avete tra le mani non è una pubblicazione a fumetti. Non è un innocuo passatempo. Non è un modo come un altro per trascorrere un'oretta in libertà. Quella che avete tra le mani è una bomba a orologeria (accostate l'orecchio e ascoltate attentamente. sentito il ticchettio?) il conto alla rovescia verso la deflagrazione delle risate è iniziato al momento dell'acquisto in edicola. E ora nulla può fermarlo. Sì, ignaro lettore, perché VENERDI' 12 è la più implacabile e micidiale bomba da risate di questo millennio, e probabilmente di un paio di altri a venire. Non lo sapevi? Be', mica si è ignari lettori per niente."
Andrea Plazzi in "Venerdì 12 - Le Origini", Special Events n°35, maggio 2002.


in due parole
Nata nel 1996 dalla penna di Leo Ortolani, la saga di "Venerdì 12" racconta dell'infelice e disperato amore di Aldo per la bellissima Bedelia e del tormentato cammino per riuscire, con l'aiuto del fido Giuda, a guarire dal tragico mal d'amore e a recuperare la propria dignità di uomo.