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uBC Enciclopedia online del fumetto (torna all'indice)

US-LNEMO
Little Nemo
di Pierfilippo Dionisio - 1 Feb 2003

Quando nasce e chi lo crea?
"Little Nemo in Slumberland" compare per la prima volta il 15 ottobre 1905 sulle sunday pages (pagine/inserti domenicali) del "New York Herald" di James Gordon Bennett jr: i testi ed i disegni sono del suo creatore, Winsor McCay. Nel 1911 l'autore lascia le pagine dell'Herald con la tavola del 23 luglio 1911 per approdare ai quotidiani di William Randolph Hearst - uno di questi il "New York American" - facendo ricomparire la striscia dopo una breve pausa e re-intitolandola "In the Land of Wonderful Dreams" - l'Herald era proprietario del precedente titolo - per poi abbandonarla nel 1914 causa una forzatura ad impiegare il suo talento per disegnare vignette di editoriali e di tema politico. Quindi McCay realizza le ultime tavole di Nemo nel periodo 1924-1927 quando ritorna sulle pagine del "New York Herald-Tribune" ormai lentamente - ed ingiustamente - dimenticato.
Robert McCay, il figlio del disegnatore e modello ispiratore di Nemo, tenterà due volte di resuscitare la striscia alla fine degli anni '30 e una decina di anni dopo ma senza successo.

La prima tavola del 15/10/1905.

disegni di Winsor McCay.
(c) Benedikt Tashen Verlag GmbH
 

Chi è Little Nemo?
Little Nemo è un bambino americano
Oltre alle strisce, Little Nemo è stato l'effige di cartoline, libri, giochi e vestiario per bambini, protagonista di spettacoli teatrali (il primo nel 1908 a Broadway, scritto da Victor Herbert), di una sezione di un cartone animato realizzato e colorato a mano dallo stesso McCay nel 1911 (oltre 4.000 fotogrammi), di un videogioco per il Nintendo del 1990, di un lungometraggio animato del 1992 (vi hanno collaborato nomi famosi come Mickey Rooney, Ray Bradbury, Chris Columbus, Jean "Moebius" Giraud) e ha ispirato una bellissima parodia erotica di Vittorio Giardino, "Little Ego".
di 5 anni nel 1905 che intraprende ogni notte - ma, per il lettore, si tratta di ogni settimana - straordinarie avventure, incontri fantastici e viaggi che sconfinano nell'impossibile. Inevitabilmente, nell'ultima vignetta della tavola, si sveglia per un qualche motivo: la classica caduta dal letto, la voce dei parenti che lo chiamano, la luce del mattino, la cena pesante, una forte emozione che lo spaventa oppure Flip con il suo cappello.
Inizialmente lo scopo di Nemo è quello di rispondere al richiamo della Principessa di Slumberland che, attraverso gli ordini di suo padre Re Morfeo, invia vari mostri ed emissari per condurlo alla corte. Con grande dispiacere della Principessa non riusciranno nell'impresa per molto tempo. In seguito Nemo continuerà ad esplorare il regno di Slumberland insieme ai suoi amici, correndo anche incredibili rischi e pericoli (senza conseguenze).
I sogni di Nemo sono spesso collegati ad un preciso evento: il periodo, la stagione o le festività come il Natale, la Pasqua, il 4 luglio, o la fine dell'anno (o l'anno nuovo) che coincidono con il periodo in cui escono le tavole, oppure i fatti del giorno o della sera precedente la notte o i programmi per il giorno futuro. In breve: qualsiasi prodotto partorito dalla prodigiosa mente del bambino.

Little Nemo in uno dei suoi classici risvegli.

disegni di Winsor McCay.
(c) Garzanti Linus
 

Chi sono i suoi amici?
La Principessa (senza nome) di Slumberland: innamorata di Nemo fino ad ammalarsi finché non lo incontra, è lei a richiamarlo nel suo mondo incantato (il primo incontro avverrà il 10 dicembre 1905 ma si potranno abbracciare e baciare solo il 15 luglio 1906); Flip, comparso per la 1a volta il 4 marzo 1906, è un membro decaduto della famiglia (e nipote) dell'Alba, inizialmente contrario agli incontri tra Nemo e la Principessa perché geloso del protagonista (è da considerarsi l'unico vero nemico iniziale di Nemo), truccato come un pagliaccio, fuma un puzzolente sigaro e indossa un cappello con scritto "Wake up" (Svegliati) che ha il potere di svegliare Nemo al solo leggerlo (quindi far scomparire tutta Slumberland) ma in seguito diventerà amico e compagno di Nemo in tante avventure, sempre creando scompiglio; Imp, piccolo selvaggio incontrato dai tre bambini il 14 luglio 1907, si unirà a loro ed emetterà solo versi incomprensibili fino a quando imparerà a parlare al suo ritorno sulle tavole di "In the Land of Wonderful Dreams" il 4 febbraio 1912; e poi praticamente tutti, dal bambino di zucchero Bon Bon al Dottor Pillola (Doctor Pill) a Re Morfeo.

Imp e Flip seguono insistentemente la Principessa, Nemo ed il doctor Pill.

disegni di Winsor McCay.
(c) Benedikt Tashen Verlag GmbH
 

Flip, Nemo ed il selvaggio Imp in una vignetta metafumettistica: affamati, staccano i bordi della vignetta per afferrare le lettere del titolo e mangiarsele.

disegni di Winsor McCay.
(c) Benedikt Tashen Verlag GmbH
 

Qual è il suo mondo?
Slumberland, cioé "La terra del sonno leggero" o "del dormiveglia". Slumberland è il regno di Re Morfeo, il dio del sonno, e quindi comprende tutti gli scenari straordinari e fantasiosi - o talvolta confondibili con la realtà - che Nemo visita quando si addormenta, da quelli giganteschi a quelli minuscoli, nelle profondità degli abissi o negli ampi spazi celesti fino alle stelle. Anche se il termine Slumberland scompare dal titolo quando McCay passa ai giornali di Hearst, il mondo non cambia e Nemo continua a visitare la terra dei sogni meravigliosi (the Land of Wonderful Dreams).
Nelle brevi occasioni in cui Nemo interagisce con il mondo reale - vale a dire l'ultima vignetta della tavola - la scena raffigura il suo letto con a terra, generalmente, le scarpe (da notte); rarissimamente lo scenario cambia: p.e. Nemo seduto a tavola e addormentato di fronte alla cena (24 novembre 1907), in piedi in un corridoio (1° dicembre 1907), di fronte all'albero di Natale (15 dicembre 1907), mentre cade da un'amaca (10 settembre 1911), sul banco di scuola mentre la maestra lo sgrida per essersi addormentato (26 maggio 1912), al tavolo con la nonna mentre legge "I viaggi di Gulliver" (6 aprile 1913).

Il palazzo imperiale di Re Morfeo, ricomposto nel tentativo di nasconderlo a Flip.

disegni di Winsor McCay.
(c) Garzanti Linus
 

Il palazzo di Babbo Natale.

disegni di Winsor McCay.
(c) Benedikt Tashen Verlag GmbH
 

Guida alla lettura
connessioni enciclopedia:
Yellow Kid
di Outcault
Little Ego
di Giardino

Negli Stati Uniti d'America sono seguite varie ristampe delle tavole domenicali di Little Nemo ma le più importanti ed esaurienti sono due: quella voluta da Woody Gelman che, negli anni '40 prima e negli anni '70 poi, ristampò molte strisce, e quella della Fantagraphics Books che, fra il 1989 ed il 1993, ristampò entrambe le serie a strisce di Bennet e Hearst in una serie di sei volumi che, al giorno d'oggi, costituiscono la migliore ristampa.

In Italia Little Nemo viene pubblicato per la prima volta con il nome di Bubi su Il Corriere dei Piccoli negli anni antecedenti la prima guerra mondiale dal 1912 al 1914 e nel 1935 sulle pagine del settimanale Topolino.

Nel 1969 l'editore Garzanti pubblica una lussuosa edizione cronologica dal titolo "Little Nemo" (di Winsor McCay - Garzanti Linus) con le tavole dal 15 ottobre 1905 al 25 dicembre 1910 di "Little Nemo in Slumberland". Il volume conta nuove edizioni nel 1974, 1981 e 1994. Alcune tavole sono in bianco e nero.

L'editore Lo Vecchio (Edizioni Grafiche Enrico LO VECCHIO) pubblica "Little Nemo" (Winsor McCay) giungendo dalla tavola del 15 ottobre 1905 a quella del 28 agosto 1910 di "Little Nemo in Slumberland". L'edizione conta 5 volumi brossurati a colori (alcuni dei quali anche nella versione cartonata).

Nel 2000 l'editore tedesco Taschen (Benedikt Tashen Verlag GmbH) pubblica il volume "Winsor McCay - Little Nemo - 1905-1914" nella collana Evergreen. Come si evince dal titolo, all'interno sono raccolte le tavole domenicali di "Little Nemo in Slumberland" dal 15 ottobre 1905 al 23 luglio 1911 e quelle di "In the Land of Wonderful Dreams" dal 3 settembre 1911 al 26 luglio 1914. Le tavole sono rigorosamente a colori ed in lingua inglese.

Purtroppo del periodo 1924-1927 non si conoscono edizioni che raccolgono le tavole.

Chi vuole avvicinarsi al personaggio può farlo con - almeno - il primo volume dell'edizione Lo Vecchio, da ricercarsi nelle fumetterie o nei negozi di fumetti per collezionisti.
Per avere un solo volume comprensivo di buona parte del primo periodo (1905-1910) è consigliato l'acquisto del volume Garzanti (le edizioni più datate costano presso i collezionisti immeritatamente di più di quelle più recenti).
Per i "puristi" del genere e per chi conosce la lingua inglese, è raccomandata l'edizione Taschen (facilmente richiedibile in libreria o in fumetteria).

Dicono di lui
connessioni fuori dal sito uBC:
Little Nemo In Slumberland Archive Index
un piccolo archivio dedicato a Nemo sul sito di "Classic Comic Archives"
Little Nemo In Slumberland
il volume della Fantagraphics Books
Little Nemo
un esempio di adattamento di Nemo in "Bubi" ne "Il Corriere dei Piccoli", dal sito dell'editore Epierre
International Comics Club & Ed. Lo Vecchio
il sito delle Edizioni Grafiche Lo Vecchio

"With subtle humour and graphics, it transposes one of the most crucial themes of modern times - the discovery of the unconscious."
["Con sottile umorismo e grafica, traspone uno dei temi più cruciali dei tempi moderni: la scoperta dell'inconscio."]
in "Little Nemo" (2000, Benedikt Tashen Verlag GmbH)

"(..) un autentico capolavoro del fumetto di tutti i tempi."
"(..) minuziose e sorprendenti sunday pages di McCay, sempre in bilico fra sfrenata innovazione narrativa (da considerare che siamo veramente agli albori del linguaggio) e raffinata illustrazione liberty."
Fabrizio Gallerani in una recensione del maggio 2000

"(..) un liberty che McCay porta al parossismo con uno stile raffinato e lussureggiante e con soluzione grafiche d'avanguardia che faranno scuola."
Giulio C. Cuccolini in "Nelle braccia di Morfeo" (Prefazione a Little Nemo Vol.5, 1995, Edizioni Grafiche Enrico LO VECCHIO)

"(..) "Little Nemo in Slumberland" (vale a dire "nel regno del sonno leggero") ha deliziato generazioni e generazioni di lettori con le avventure e le disavventure del piccolo Nemo, un bambino sui sette-otto anni che ogni notte raggiungeva in sogno gli immaginari mondi della fantasia, dove viveva avventure fantastiche e meravigliose sullo sfondo di preziose e accuratissime scenografie in ricercato stile liberty."
Franco Fossati in "Da Little Nemo a Little Ego" (Presentazione al volume "Little Ego" di Vittorio Giardino, 1990, Glamour International Production)

"(..) merita una particolare attenzione soprattutto per la ricercatezza del disegno e i bellissimi colori."
"(..) il fantastico fu introdotto nei fumetti con Little Nemo (..)"
Franco Fossati in "I fumetti in 100 personaggi" (1977, Longanesi & Co.)

"ottenne un successo travolgente non soltanto tra i ragazzi ma anche tra gli adulti e (..) le sue storie a colori sono tra le meglio disegnate che si siano mai viste."
B.P. Boschesi in "Manuale dei Fumetti" (1976, Arnoldo Mondadori Editore)

"nella storia del fumetto merita lo stesso posto d'onore occupato nella letteratura dall'Alice di Lewis Carroll (..)"
"ottenne subito uno strepitoso successo e (..), fin quasi allo scoppio del primo conflitto mondiale, mandò in visibilio i lettori del New York Herald."
Gaetano Strazzulla in "I Fumetti" (1970, Sansoni)

"(..) Little Nemo, il trionfo dela prospettiva come modo per legare sogno e risveglio, desiderio e realtà sia pure nell'effimera coesistenza di una tavola a colori per il supplemento domenicale."
Oreste del Buono in "Oh, caro, dolce, nessuno" (1969, Garzanti Editore)

"(..) Little Nemo, un personaggio che resterà sempre come indiscusso capolavoro dei fumetti e che nello stesso tempo offrirà un sorprendente materiale di studio alla critica più impegnata dei nostri giorni."
Woodrow Gelman in "Little Nemo" (1969, Garzanti Editore)


in due parole
Tavola domenicale a colori creata e disegnata da Winsor McCay, pubblicata dal 1905 al 1914 e dal 1924 al 1927. Little Nemo è un bambino americano dell'inizio del sec.XX che vive meravigliose e fantastiche avventure nelle terre di Slumberland durante i suoi sogni che terminano irrimediabilmente con bruschi risvegli. E' uno dei capostipiti della storia del fumetto.