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Dago

un avventuriero a spasso per il mondo nel XVI secolo
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Dago
 


Dago
- In due parole

Pubblicato in Italia dalla Eura Editoriale dal 1983, Dago nasce in Argentina nei primi mesi del 1980. E' un nobile veneziano che a causa di un complotto perde famiglia, onore e ricchezze e si ritrova a vivere numerose terribili esperienze. Archetipo dell'eroe senza macchia, passa dall'essere un viziato figlio di papà alla schiavitù per diventare, infine, un avventuriero senza paura. E' attualmente uno dei personaggi più presenti nelle nostre edicole.

Recensione

Quando nasce e chi lo crea?

Dago vede la luce, ad opera di Robin Wood e Alberto Salinas nel 1980 sulle pagine della rivista Nippur Magnum della Editorial Columba.

Tre anni dopo arriva in Italia ad opera della Edizioni Lancio (ora Eura Editoriale), che ha il grande merito di aver diffuso capillarmente nel nostro Paese il fumetto di scuola sudamericana, che pubblica la prima avventura di quella che è divenuta una lunghissima saga nel n.49 del 1983 della rivista settimanale "Lanciostory".

Disegnato per i primi anni esclusivamente dal suo creatore grafico Alberto Salinas, dal 1996 il personaggio si avvale anche delle matite del bravissimo Carlos Gomez il quale, dopo aver inizialmente solo affiancato Salinas, si è affrancato del "maestro" e ha trasformato completamente l'illustrazione di Dago pur rimanendo fedele alle sue origini e alle sue caratteristiche.

Chi è Dago?

Dago si chiama, o si chiamava nella sua vita "normale", quella che non viene narrata nelle sue storie a fumetti, Cesare Renzi. E’ il figlio maschio, e quindi l’erede, di una famiglia nobile della Repubblica di Venezia e suo padre, dopo accurate indagini, ha trovato le prove di un complotto ai danni della Repubblica ordito da un dignitario turco (Ahmed Bey), un mercante greco (Kalandrakis) e due nobili veneziani. Uno dei due, Giacomo Barazutti, è il miglior amico di Cesare; l’altro è il braccio destro del Doge, il principe Bertini, ma Renzi lo ignora ed è proprio a lui che consegna i risultati delle sua indagini, firmando così la condanna a morte di se stesso e della sua famiglia.
Giacomo Barazutti pugnala Cesare Renzi proprio mentre quest’ultimo sta leggendo una lettera di suo padre che gli rivela il tradimento del suo amico più caro e gli dice, convinto che non sarebbe sopravvissuto, il nome del nobile la cui identità non era stata scoperta da Renzi. Nello stesso momento, tutta la sua famiglia viene sterminata dai sicari inviati dai congiurati.
Cesare è gettato in mare, con una daga conficcata nella schiena. Nella sua casa vengono trovate delle lettere, abilmente falsificate, che indicano suo padre, e non il principe Bertini, come capo della congiura. La sua famiglia è disonorata, i beni confiscati, e lui è raccolto da una nave saracena, curato e portato ad Algeri per essere venduto come schiavo. A causa della daga conficcata nella sua schiena viene chiamato Dago.

Dopo essere stato schiavo in case di ricchi arabi o turchi, addetto alla pesca delle sanguisughe, rematore di galea, beduino tra i beduini, grazie all'aiuto dato al pirata Khair Ed Din (il famigerato Barbarossa saraceno che imperversò nel Mediterraneo negli anni della potenza ottomana) gli viene offerta la possibilità di servire il Sultano degli Ottomani diventando un Giannizzero. Questo comporta per lui divenire un rinnegato, ma dopo qualche esitazione sceglie il suo destino e accetta l'offerta, anche per avere maggiori possibilità per ottenere la sua vendetta sui traditori della sua famiglia.

Dago è, in una sola parola, un giusto. E` l'incarnazione del "cavaliere senza macchia e senza paura" della letteratura cortese. E` un uomo tradito, ma che non tradisce mai, è un uomo che ha subito ingiustizie ma che non ne commette mai, è un uomo forte che non usa mai la sua forza sui deboli, è un uomo che ha, pur avendo ucciso molto, un profondo rispetto per la vita degli altri. E` leale, coraggioso, umile con gli umili e implacabile con i superbi, rispetta e onora chiunque meriti rispetto e onore, quale che sia la sua classe sociale, la sua fede, la sua ricchezza. Non tollera i soprusi, la viltà e la cupidigia. Crede nei suoi valori ed è pronto a morire piuttosto che rinunciarvi. E` compassionevole ed e` capace di grandissimo odio, ma anche di amore, benché tenti sempre di soffocare i suoi sentimenti, nella convinzione che gli siano d'intralcio nella sua ricerca di vendetta.

Chi sono i suoi amici?

Selim. Anziano schiavo conosciuto da Cesare sulla nave saracena che lo ha raccolto in mare. E’ quello che gli insegna come deve comportarsi uno schiavo per riuscire a sopravvivere. Gravemente malato, muore ad Algeri dopo aver convinto Khair Ed Din a risparmiare la vita di Dago che aveva derubato il pirata nel tentativo di curare il proprio "maestro".

Hussein. Vecchio visir, molto ascoltato dal Sultano e per questo odiato da Barbarossa, spesso criticato da lui. Per liberarsene il pirata lo spedisce su un’isola sulla quale si trovano schiavi e condannati di vario genere. Sull’isola scoppia un’epidemia di peste e gli unici sopravvissuti sono Dago e Hussein, che porta con sè lo schiavo una volta soccorsi. Barbarossa, però, non ha rinunciato ai suoi propositi di vendetta ed il vecchio, insieme a sua figlia, fugge da Algeri per rifugiarsi in una sua casa nel deserto. Per due volte il pirata cerca di ucciderlo mascherando l’omicidio con una razzia di nomadi, per due volte Dago riesce a salvare la situazione. Sentendosi prossimo alla morte, Hussein chiede a Dago di far fuggire sua figlia, innamorata dello schiavo, e di aiutarla a raggiungere l’Asia Minore. Al ritorno dalla sua missione, portata a termine con successo, però, Dago non può fare altro che tenere compagnia all’uomo che, serenamente, muore guardando la luna.

Un'illustrazione di Salinas per Dago

(c) aventi diritto

Un'illustrazione di Salinas per Dago<br><i>(c) aventi diritto</i>
Orbashà. Ultimo membro vivente di una famiglia ricca e potente di stirpe araba distrutta e derubata dai turchi ottomani. Orbashà è diventato un predone del deserto, attacca e combatte come e quando può i Turchi ed è una delle maggiori preoccupazioni di Barbarossa, che cerca in tutti i modi di liberarsi di lui. Dago viene catturato dagli uomini di Orbashà durante la fuga seguita alla morte di Hussein (vedi) per essere venduto come schiavo, ma gli salva la vita svelandogli un complotto volto ad ucciderlo. In breve tempo, nonostante Orbashà ne diffidi e lo tema, diventa il suo più prezioso stratega e il beduino ad un certo punto si rende conto che Dago è il suo amico più importante, tanto importante da assaltare e radere al suolo una città fortificata turca per liberarlo dopo che era stato catturato. I due si incontrano anche in seguito e portano a compimento una missione in compagnia della misteriosa Ragno.

Hemal. Detto "il troncato" a causa delle mutilazioni subite durante l’assedio di Vienna. Era un soldato dell’esercito ottomano, ma a causa delle sue ferite si è ridotto a mendicare. Dago lo assume come maggiordomo della sua casa e, dopo poco tempo, Hemal, ormai ricco, compra una schiava per farne sua moglie. Scopre presto, però, che la donna è in realtà Moala, figlia del Negus d’Abissinia detronizzato e ucciso da un usurpatore sostenuto dai veneziani. Insieme a Dago, su incarico del Gran Visir Ibrahim, aiuta sua moglie a riconquistare l’Abissinia. Muore per salvare Dago caduto in un agguato organizzato da un gruppo di mercanti che volevano rovesciare il trono di Moala.

Conestabile di Borbone. Storico. Nobile francese che a causa di una congiura di palazzo è disonorato e privato dei suoi possedimenti in favore della Corona. Costretto dagli eventi a schierarsi coi nemici della Francia, diventa agli occhi dei francesi un traditore. Muore davanti alle mura di Roma dopo aver tentato, inutilmente, di impedire che l’esercito imperiale, del quale lui è uno dei comandanti, saccheggi la città durante il famoso (e storico) Sacco di Roma del 1527.

Baiardo. Storico (Bayard). Cavaliere francese. E’ il paradigma della cavalleria medievale: coraggioso, forte, gentile e generoso. Viene ucciso dagli spagnoli dell’esercito imperiale prima della battaglia di Pavia. La sua fama è tale che persino i suoi nemici partecipano al suo picchetto funebre.

Lerma. Nobile spagnolo catturato dai pirati saraceni. Per un certo tempo è stato schiavo insieme a Dago in una miniera ed i due sono sopravvissuti ad un crollo bevendo ognuno il sangue dell’altro. Trasformatosi in un abilissimo sicario, viene ingaggiato da emissari del duca di Alençon per uccidere Dago ma, riconosciutolo, ferisce i mandanti e intima loro di non tentare altre mosse contro il suo amico. Dago lo aiuta a ritrovare e a liberare la donna che era prigioniera nella cella accanto alla sua e della quale si era innamorato.

Benvenuto Cellini. Storico. I due si incontrano più volte, l’ultima delle quali poco prima del Sacco di Roma. Partecipa attivamente insieme a Dago alla difesa della città.

Michelangelo Buonarroti. Storico. Dago e Michelangelo si incontrano a Lucca dove lo scultore sta realizzando una statua su commissione di una dama della città. Difende Dago, insieme al podestà di Lucca e a tutti i cittadini, dalla banda di tagliagole assoldata da Bertini per ucciderlo.

Hernàn Cortès. Storico. Il conquistatore del Messico. Dago lo incontra in Spagna mentre Cortes si reca a corte per difendersi dalle false accuse che suoi avversari gli stanno muovendo. Tra i due sorgono immediatamente stima, rispetto e amicizia. Dago lo aiuta a sconfiggere, con l’astuzia e con le armi, i suoi nemici a corte. Insieme a Pizarro lo libera dal rogo al quale è stato condannato dall’Inquisizione.

Francisco Pizarro. Storico. I due si incontrano tramite Cortes. Anche lui partecipa alla fuga di Dago dal rogo. I due si incontrano nuovamente in America e Dago farà parte della spedizione che porterà Pizarro a conquistare l’impero Inca.

Don Riquelme. Nobile spagnolo, padre di Jimena (vedi). Inizialmente ostile, diventa poi un grande amico di Dago nel periodo in cui quest’ultimo si era rifugiato in un monastero francescano in Andalusia, fingendosi frate, dopo essere sfuggito all’Inquisizione.

Hernan de Soto. Storico. Membro della spedizione di Pizarro in Perù, conosce in quella occasione Dago. Si incontrano nuovamente quando De Soto lo coinvolge nella rovinosa spedizione (basata su fatti storici) in Florida alla ricerca della Fonte della Giovinezza.

Padre Beani. Prete che aiuta Dago nel periodo in cui il nostro eroe è ospite della città di Lucca. Una curiosità: le sue fattezze sono quelle di Stefano Beani, medico lucchese per lunghi anni co-direttore di Lucca Comics, ne era diventato direttore con incarico triennale poco prima della recente scomparsa.

Podestà di Lucca. Anche il nobile Moni aiuta Dago durante la sua permanenza a Lucca. Come per Padre Beani, anche in questo caso le fattezze sono di un altro appassionato lucchese e collaboratore della Mostra Mercato della città, Riccardo Moni.

Morte. Alano nero salvato da Dago mentre stava per essere ucciso a bastonate dal suo padrone e che ne diventa il più fedele compagno. Diverse volte salva la vita al suo padrone e, mentre Dago è in missione per conto di Barbarossa, parte da Costantinopoli e attraversa l’intera Europa per raggiungerlo in Francia.

Un'illustrazione di Gomez per Dago

(c) aventi diritto

Un'illustrazione di Gomez per Dago<br><i>(c) aventi diritto</i>

Chi sono i suoi nemici?

Nel corso della sua vita Dago si è fatto moltissimi nemici, più o meno pericolosi. Quelli riportati di seguito sono i più significativi.

Il Principe Bertini. Braccio destro del Doge, capo del complotto contro la Repubblica. E’ lui che tira le fila della congiura ed è lui a ordinare lo sterminio dei Renzi. Divenuto Doge scopre, dopo che Dago gli aveva salvato moglie e figlia durante il sacco di Roma del 1527, che lui e Cesare Renzi sono la stessa persona e tenta di liquidarlo una volta per tutte. Riesce a far arrestare Dago mentre si trova a Lucca e gli sguinzaglia contro un vero esercito di tagliagole. Appreso il fallimento del suo tentativo, muore per paura a Lucca.

Ahmed Bey. Alto dignitario dell’Impero Ottomano, intrattiene rapporti clandestini con il principe Bertini allo scopo di ricavare profitto danneggiando la Repubblica di Venezia. Personaggio assai potente, risulterà per Dago un osso duro da rodere. Avrebbe potuto, infatti, ucciderlo se Dago non fosse stato aiutato da Vlad Tepes (il Conte Dracula storico). E’ il secondo degli sterminatori della famiglia Renzi a morire, morso dai serpenti velenosi con i quali intendeva uccidere Dago.

Kalandrakis. Commerciante greco, spia e doppiogiochista. Informatore, all’insaputa della Repubblica e dell’Impero, di entrambi i rivali. Utilizzato da Bertini per falsificare i documenti che dimostrarono falsamente il tradimento dei Renzi. E’ il primo a morire. Dago lo uccide, annegandolo, mentre è ospite del palazzo di Barbarossa ad Algeri.

Giacomo Barazutti. E’ il più grande amico di Cesare Renzi. E’ lui che lo accoltella nella notte, mentre sta leggendo una lettera in cui suo padre lo informa del tradimento di Giacomo. In seguito sposa la fidanzata di Cesare, Ginetta della Barca, e diventa il factotum del Doge Bestini. Inviato in Abissinia per sostenere l’usurpatore del trono incontra Dago, che gli rivela la sua identità e gli taglia entrambe le mani durante un agguato organizzato da Giacomo per liquidare Dago. Vive a Venezia, ormai in preda al terrore aspettando la conclusione della vendetta di Cesare.

Khair Ed Din (il Barbarossa). Storico. Rapporto ambiguo, quello tra Dago e il pirata. Barbarossa ha un grande debito con Dago, che gli ha salvato la vita, ma lo teme. Allo stesso tempo, sa che è tra i pochi di cui lui si possa fidare ed infatti gli affida spesso incarichi importanti, pur minacciandolo continuamente di farlo uccidere. E’ il classico rapporto amico-nemico. Khair Ed Din è un pirata, il più pericoloso del Mediterraneo ed è assai benvoluto dal Sultano Solimano al quale garantisce la supremazia marittima. E’ di origine greca ed aveva un fratello. Spesso Dago gli ha messo, più o meno volontariamente, i bastoni tra le ruote.

Una tavola "in progress" di Carlos Gomez

(c) aventi diritto

Una tavola "in progress" di Carlos Gomez<br><i>(c) aventi diritto</i>
Vlad Tepes. Storico. Ha ispirato il Dracula di Bram Stoker. Detto Drakul (Figlio del Drago). E’ il Voivoda di Valacchia, territorio conteso tra tutti i regni dell’est europeo e l’Impero Ottomano. Spietato e abilissimo combattente, si allea con chiunque ritenga possa essere utile ad assicurare la sopravvivenza del suo regno, senza però essere veramente fedele a nessuno. Cattura Dago, Giannizzero del Sultano, durante una battaglia ed è tra i pochi in grado di rivaleggiare con lui per forza fisica. Astuto e crudelissimo, è però ingannato da Dago e gli giura che lo ucciderà. Rimanda, in ogni caso, l’attuazione del suo proposito perché è incuriosito dalla capacità di sopravvivere di Dago e dalla sua sete di vendetta. L'incontro tra Dago e Dracula merita una piccola segnalazione per il suo essere anacronistico rispetto sia alla Storia sia alle vicende di Dago. Vlad III Tepes detto Dracul visse, infatti, tra il 1431 e il 1476, ben prima, quindi, della nascita (ipotetica) di Cesare Renzi. Nelle vicende narrate nel fumetto, inoltre, Dago è prigioniero in Valacchia mentre Francesco I di Francia viene catturato alla battaglia di Pavia, ma in un episodio successivo (disegnato da Gomez) egli fa parte dell'esercito del re francese in qualità di inviato del Barbarossa e tenta di sottrarlo alla cattura.

Roxana. La favorita di Solimano il Magnifico. Le loro strade si incontrano spesso e la donna odia profondamente Dago, che per due volte ha intralciato i suoi piani per liberarsi del Gran Visir Ibrahim e che l’ha "liberata" dal pirata Kastriotas del quale, dopo esserne stata ostaggio, si era innamorata.

Altri personaggi importanti

Gli "indecisi". Personaggi che non si collocano chiaramente nè tra gli amici nè tra i nemici, con varie motivazioni:
Ibrahim. Gran visir di Solimano. Si serve di Dago, ma ne ha paura. Lo stima, comunque, per la sua lealtà ed il suo essere incorruttibile.

Francesco I di Francia. Storico. Un rapporto di amore-odio, quello tra il re di Francia e il rinnegato veneziano. Il re apprezza in Dago il coraggio, la forza e la franchezza, ma allo stesso tempo non ne sopporta la franchezza ed il fatto di dover dipendere da lui per avere gli aiuti economici forniti da Barbarossa.

I "nemici di riserva" (tutti quelli che, più o meno a lungo, hanno avuto a che fare con Dago):
Enfeldt. Mercenario di religione luterana. Scatena il Sacco di Roma del 1527 facendo leva sui suoi colleghi mercenari protestanti. Odia profondamente Dago e cerca di ucciderlo diverse volte, senza riuscirci. Muore a Roma, per mano di Dago.

Leonora. Nobile italiana. Cattura viandanti che sottopone a crudeli torture prima di ucciderli. Dago rischia di fare la stesa fine ma riesce a sopravvivere. Uccide tutti i complici della donna e, dopo diverse traversie, la imbarca come schiava su una nave diretta in America.

Il duca di Alençon. Storico. Nobile francese, marito di Margherita, sorella del re di Francia. Tradisce il re a causa del disonore gettato su di lui dalla relazione tra Dago e la moglie e lo abbandona ai suoi nemici durante la battaglia di Pavia. In quella occasione cerca anche di uccidere Dago, senza riuscirci.

Carlo V d’Asburgo. Storico. L’imperatore sul cui "regno non tramontava mai il sole". L’inimicizia tra l’imperatore e Dago si deve cercare nel fatto che quest’ultimo è un rinnegato al servizio del Sultano, il principale nemico di Carlo V, e contemporaneamente è l’inviato del Barbarossa presso la corte di Francesco I di Francia, con il quale il pirata ha stipulato un patto segreto. Carlo V consegna Dago all’Inquisizione spagnola.

Le conoscenze "storiche"

Una breve citazione per i personaggi storici incontrati brevemente da Dago nel corso delle sue vicende:
Nostradamus. Al secolo Michel de Notre-Dame. Medico provenzale famoso per le sue "Centurie", profezie (molte delle quali attendono ancora di vedere confermata la loro attendibilità) sulle più disparate materie.

Martin Lutero. L'iniziatore della riforma protestante.

Andrea Vesalio. Andreas van Wescle, conosciuto come Andrea del Vesalio, è stato il fondatore della moderna anatomia.

Michael Gaismayr. O Michael Gaismair. Nato nel 1490 a Vipiteno, era il segretario del potente vescovo di Bressanone. Guidò la Rivolta dei Contadini in Tirolo. Il 15 Aprile 1532, mente era nel territorio della Repubblica veneziana cadde in un'imboscata e fu ucciso da sicari del futuro imperatore Ferdinando d'Asburgo.

Bernardo Clesio. Bernardo II di Cles, arcivescovo di Trento dal 1514 al 1539. Fu coinvolto nelle vicende della Rivolta dei Contadini.

Le donne di Dago

A parte le numerose "conquiste" estemporanee nel corso delle sue avventure, Dago è stato amato, ed ha amato a modo suo, molte donne:
Ginetta della Barca. Fidanzata di Cesare Renzi, dopo aver appreso della sua morte sposa Giacomo Barazutti, pur non amandolo. Dopo aver saputo che Cesare è vivo, il suo amore si riaccende e sempre più spesso pensa a lui.

Kerim Bey. Pirata saraceno dal volto nascosto da una maschera d’oro, è in realtà una donna, ultima di una famiglia massacrata da traditori. In cerca di vendetta, incontra Dago durante il viaggio che porta quest’ultimo a Costantinopoli e se ne innamora. Al termine del viaggio si separano, e si rivedranno solo una volta.

Roma. Ultima rimasta di un gruppo di donne guerriere dell’Europa centro-orientale massacrato dai Turchi, raccoglie Dago ferito, lo cura e diventa per lui una sorta di scudiero, ma presto Dago si innamora, ricambiato, di lei. Muore avvelenata dal servo di un pascià turco da lei sfidato, in nome di Dago e dei Giannizzeri del Sultano, ad una gara a cavallo.

Magdalena. Mercenaria svizzera. Cattura Dago in Francia per ordine di un nobile al servizio di Carlo V. Dago salva le salva il fratello da una morte per annegamento, e per questo lei si sente in debito verso di lui. Un debito che in breve si trasforma in attrazione e affetto. Viene uccisa nel corso di una missione a Venezia per conto del Barbarossa.

Antonia de Medina. Della famiglia de’ Medici. Andata giovanissima in sposa ad un nobile spagnolo che l’ha sottoposta ad ogni genere di umiliazioni, torture e perversioni. Morto il marito, si è trasformata in una cinica "mangiauomini". Incontra Dago a Roma nel 1527 e i due in breve tempo si innamorano. Dago riesce a farla fuggire dalla città prima dell’arrivo dei Lanzichenecchi e Antonia, poco dopo, scopre di essere in attesa di un figlio da lui. Lo nasconde e lo protegge dopo che Pizarro e Cortes lo avevano liberato dall’Inquisizione.

Jimena. Non si tratta di vero amore, ma piuttosto di una forte passione. Dago diventa una specie di "maestro di vita" per la giovane figlia di don Riquelme. Tra i due c’è, comunque, un grandissimo affetto.

In giro per la rete

Connessioni fuori dal sito uBC:

Eura Editoriale
il sito ufficiale della Casa Editrice

Dago: il più grande successo dell’Eura editoriale
il bellissimo lavoro dedicato al Giannizzero Nero da Luca Lorenzon sul webmagazine Fucine Mute

Dago
la pagina di Dago sulla famosa enciclopedia open source Wikipedia

Dicono di lui

Dago: il più grande successo dell’Eura editoriale
[da Dago: il più grande successo dell’Eura editoriale, articolo-monografia di Luca Lorenzon su Fucine Mute]

Dago è da quasi un ventennio uno dei personaggi preferiti dal pubblico italiano...
[da Dago, il giannizzero nero, articolo su afNews]

Se amate la Storia e non disdegnate le avventure dalle tinte forti, condite da grandi quantità di cinismo in cui si intravvedono ogni tanto degli sprazzi di onestà e giustizia, Dago può essere la serie che fa per voi. E se anche non fosse cosi', dubito che ne restereste delusi.
[Marco Migliori in Oro e dolore, recensione a Dago anno IV n.3 "E la chiamavano la Legione Nera"]

(..) Dago è costretto a continuare a viaggiare nell'inferno terrestre creato dall'umana insicurezza e dalla cupidigia, quell'inferno che Wood, Salinas e Gomez ci presentano con crudo realismo, senza nascondere e senza indugiare. In fondo, Dago è una bella lezione a chi critica il presente rimpiangendo i bei tempi.
[dal volume Dago - I Classici del Fumetto di Repubblica n.52, 2004]

Storie veloci, essenziali, ma sempre radicate nell'evolversi di sentimenti potenti, quali l'amore passionale, l'avidità cieca, la sete di potere, l'amicizia pura e quella tradita. O la semplice tensione alla sopravvivenza. Di Dago non si parla, ne si scrive, mai abbastanza. Imprescindibile.
[Emanuele De Sandre in Ristampa Dago, commento ai fumetti pubblicati in Italia nel 2005]

Fattosi capopopolo, eppure solitario, guerriero di mille battaglie, cinico e disincantato, Dago assurge ad eroe perfetto nelle mani di un narratore superiore.(..) Insomma, Dago è un fumetto ricco di azione e di battaglie, apprezzabile per la fantasia con cui Robin Wood rielabora miti e leggende e per la creatività che porta il Giannizzero Nero a superare in maniera originale pericoli ed inganni che ormai sono clichè di questo genere di letteratura.
[Michelangelo Benedettini in Chi ha paura dei sette nani?, recensione a Dago Anno XI - n.8 "Leggenda"]

Guida alla lettura

Le storie di Dago sono pubblicate dalla Eura Editoriale nell'ambito di numerose collane, due delle quali dedicate esclusivamente a lui.

Una copertina di Lanciostory della Eura Editoriale

(c) aventi diritto

Una copertina di Lanciostory della Eura Editoriale<br><i>(c) aventi diritto</i>

Lanciostory. Settimanale. Dal 1983, con un periodo di "silenzio" tra il 1984 e il 1985 ed una rarefazione delle uscite nel triennio 1989-90-91, è la sede d'elezione della pubblicazione delle avventure del Giannizzero Nero. Qui le troviamo, infatti, in rigoroso ordine cronologico. Ogni settimana viene proposto uno dei quattro episodi autoconclusivi, o quasi, di circa 12 pagine che compongono una storia che si inserisce nella continuity "daghiana".

Skorpio. Settimanale. Con periodicità variabile vi vengono ripubblicate come inserto le avventure già uscite in Lanciostory.

Copertina del n.1 degli albi Euracomix della Eura Editoriale

(c) 1988 Eura Editoriale

Copertina del n.1 degli albi Euracomix della Eura Editoriale<br><i>(c) 1988 Eura Editoriale</i>

Euracomix. Mensile. Pubblicato dal 1988. Albi cartonati (formato cm 22x29. 64 pagine circa) che con cadenza variabile ripropongono in sequenza cronologica le avventure di Dago "colorizzate" (spesso con esiti, purtroppo, inferiori alle aspettative).

Copertina del n.1 della collana Ristampa Dago

(c) 2002 Eura Editoriale

Copertina del n.1 della collana Ristampa Dago<br><i>(c) 2002 Eura Editoriale</i>

Ristampa Dago. Mensile. Pubblicato dal luglio 2002. Albi brossurati in formato "bonelliano" nei quali è ripubblicata l'intera serie in ordine cronologico e in B/N partendo dalle tavole originali di Salinas, talvolta inedite per l'Italia.

Una copertina di Dago "monografico" della Eura Editoriale

(c) aventi diritto

Una copertina di Dago "monografico" della Eura Editoriale<br><i>(c) aventi diritto</i>

Dago monografico. Bimestrale. Pubblicato dal 1995. Albi brossurati in formato "bonelliano" nei quali sono pubblicati episodi originali spesso slegati dalla continuity del personaggio. Caratteristica di questa testata è che i testi non sono di Wood, tranne che per sporadici episodi, ed è disegnata da un gruppo di illustratori che vede, tra gli altri, Carlos Gomez, Caliva, Enrique Villagran.





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