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Piovono rane

precipitazioni animali su Craven Road
Scheda di  |   | dylandog/


Piovono rane
Dylan Dog 294


uBCode: ubcdbIT-DD-294

Piovono rane
- Trama

Misteriose piogge di animali a Craven Road sembrano legate alla ricomparsa di uno scienziato che, dopo essersi messo sulle tracce del "respiro della Terra" (una formula segreta, potente e pericolosa, che potrebbe guarire il pianeta da tutti i suoi mali) era sparito da anni...

Valutazione

ideazione/soggetto
 3/7 
sceneggiatura/dialoghi
 3/7 
disegni/colori/lettering
 4/7 
 48
data pubblicazione 25 Feb 2011
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbAndrea Cavaletto
copertina di ubcdbAngelo Stano
disegni (matite e chine) di ubcdbLuigi Piccatto
copertine
Dylan Dog 294<br>copertina di Angelo Stano<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Incubi spaziali<br>p. 63 dell'albo, disegni di Luigi Piccatto<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli Editore</i>
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Annotazioni

Annotazioni critiche

Il battesimo di Andrea Cavaletto sulla serie regolare ha indubbiamente delle frecce al suo arco, evidenti in special modo nella prima metà dell'albo. Benché non si inneschi mai una tensione tangibile, la lettura procede fluida e gradevole, come da tempo a questa parte - purtroppo - non accade spesso: il ritmo è frizzante, divertente e divertito, con una caratterizzazione disinvolta e centrata dei protagonisti della testata (Dylan ironico, leggermente svagato ma attivo, marpione all'occorrenza; Groucho in forma e non liquidato con frettolosità; Bloch più in disparte ma brillante e amichevole quanto occorre), dialoghi funzionali e una discreta - nel senso di non invasiva - 'musealizzazione' dei luoghi comuni dylaniati, tra cui le citazioni di varia provenienza.
Doppiate le quaranta/cinquanta tavole l'ingranaggio prende a incepparsi, progressivamente ma inesorabilmente. Il ritmo, prima vivace, subisce un brusco rallentamento, i balloon divengono gonfi e ridondanti, la quadratura del cerchio è volta per volta differita e i vari tasselli si ricombinano in modo insoddisfacente e artificioso, concedendo spazio anche a un villain piuttosto piatto nelle sue motivazioni e manifestazioni. (Parentesi: alla luce di tali rivelazioni finali, si può comunque apprezzare la scelta stilistica di non sprecar vignette per spiegare di volta in volta la corrispondenza tra quanto John Schneider ha creduto di percepire nel suo delirio e quanto di fatto ha percepito.) Le due tavole di chiusura, pur non sorprendendo completamente, giacché gli attori coinvolti non sono inattesi, disegnano una cauda intelligente e sghignazzevole, che sminuisce la portata delle varie speculazioni che si sono succedute, fino all'irrisione. Al punto che tanto serpeggiante sarcasmo può non risultare pienamente perspicuo a una prima e/o 'distratta' lettura.
Anche il veterano Piccatto segue la doppia velocità del nuovo arrivato Cavaletto. Pur maggiormente concentrato e rifinito rispetto alle ultime deludenti performace e nel complesso sempre al servizio della sceneggiatura, perde grip col trascorrere delle tavole, eccedendo soprattutto nel puro abbozzo - non stilizzazione! - e in minor misura appesantendo le chine.

Note e Citazioni

  • Esordio sulla mensile per Andrea Cavaletto, il cui unico precedente aveva trovato collocazione sul Maxi n. 13, datato luglio 2010. La familiarità con l'horror dovrebbe renderlo particolarmente adatto alla testata, anche se quest'ultima è ormai ben lontana dal genere.
  • Come segnalato nell'Horror Club, l'autore ha tratto ispirazione dal raro fenomeno meteorologico delle piogge di animali, su cui interessanti informazioni fornisce Wikipedia (altre ancora se ne trovano nell'equivalente pagina inglese). Oltre a ricordare che una pioggia di rospi mostruosi figura nel racconto La stagione delle piogge, incluso nella raccolta di Stephen King Incubi e deliri, e che una precipitazione di rane chiude il film Magnolia, l'enciclopedia online riferisce pure che non sono mancati tentativi di connettere il fenomeno con gli alieni, sia pure in modo diverso rispetto all'ipotesi suggerita nell'albo. Ma non specifica fonti in materia.
  • Alle pp. 35-36 Groucho si traveste da Kermit la Rana.
  • La storia contiene sette citazioni (tre delle quali indicate come di consueto con l'asterisco): a Il vicino di casa, presente sul quarto Gigante ed esordio di Ruju sulla testata (p. 14); al n. 50 della serie mensile, Ai confini del tempo (p. 35); a The Thing di John Carpenter e al film di cui costituisce il remake, The Thing from Another World (p. 56); a Cartesio (a p. 59 è richiamato e rivisitato il Cogito ergo sum); a Primavera nera di Henry Miller (p. 67); a Joseph Conrad (il «primordiale, selvaggio cuore di tenebra» di p. 96).
  • Una segnalazione a sé stante merita l'esplicito richiamo a L'alba dei morti viventi. Sempre a p. 56, Susan dice: «È così che conduci le tue indagini? Andando al cinema?», proprio come a p. 29 del mitico n. 1 Sybil Browning aveva domandato, con maggior acidità: «È così che il grande Dylan Dog svolge le sue indagini? Andando al cinema?».
  • Nell'albo sono sparsi riferimenti al mondo orientale, dal Tibet al feng shui (pp. 57-58) al binomio Yin e Yang (p. 74).
  • I due tirapiedi di Myers si chiamano Bella e Sebastian: evidente il rimando al volume per ragazzi Belle & Sébastien di Cécile Aubry, che ispirò un celebre anime e da cui trasse il nome il gruppo indie pop scozzese Belle and Sebastian.

Incongruenze

  • Più che una vera e propria incongruenza, un'inverosimiglianza: nessuna delle persone che ha avuto modo di maneggiarlo si accorge che quello consegnato a Dylan da Schneider è un codice binario (nella fattispecie indicante una frequenza cardiaca).
  • Anche il recupero di un fuggiasco in pieno centro cittadino attraverso un elicottero, per quanto «silenzioso e discreto» (p. 87) possa essere, non è cosa molto agevole da immaginare, ma si può far scattare un minimo di sospensione dell'incredulità.

La frase

E io vi dico: questo è l'ultimo canto della creazione, che tutto cancellerà con un colpo di spugna, tra le rane che danzano!... Il suolo diverrà un sepolcro di oscena angoscia satura di vermi precipitati dal cielo... Il primo uomo è caduto, e ne cadranno altri, cadremo tutti, da Londra a Nagasaki, come soldatini di piombo abbattuti dalle raffiche di vento... Il mondo si spegnerà come un bengala, e sarà solamente pace e notte, senza gemito né bisbiglio... E nella tenebra soffice, covante, si avvertirà un impercettibile frullar d'ali.

Un catastrofista rivisita Henry Miller, p. 57.

Personaggi

Dylan Dog
Groucho
Ispettore Bloch
John Schneider, climatologo e ricercatore
Susan Schneider, figlia di John
George Myers, direttore della fondazione A.R.C.
Vincent Locke, amico di John Schneider e ricercatore presso l'A.R.C.

Location

Londra
Craven Road n.7
Tibet (nei flashback)

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