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Vi siete mai sentiti un'adolescente? O un cagnetto?

anime prigioniere di altre anime
Recensione di  |   | dylandog/


Vi siete mai sentiti un'adolescente? O un cagnetto?
Dylan Dog 292


Scheda IT-DD-292

Una storia dai doppi binari, l'ultima realizzata da Paola Barbato. "Anime prigioniere" è un raffinato e delicato intreccio di storie e di solitudini che si dipana con equilibrio, portando il lettore dentro l'inquietudine di Dylan, dei ragazzi che lo aiutano e persino della vecchia signora Grindel, sebbene lei compaia solamente nelle ultime pagine.

Senza arrivare all'eccesso del Dylan Dog Horror Club, che afferma che non sarà possibile termine la lettura "senza avere gli occhi umidi", va però confermato che l'albo... "prende": trascina il lettore pagina dopo pagina, lo trasforma in Lula e nei suoi ricordi, e soprattutto emoziona quando finalmente viene chiarito il senso di tutta la narrazione. La Barbato è sopraffina nel tratteggiare l'agonia della vecchia signora Grindel e di Fluffy, e chi ha un animale a cui è affezionato non potrà non provare un vero nodo al cuore.

Il risultato è un albo pieno, intenso, ricco, che merita la lettura e regala qualcosa...

Quest'intreccio delicato nasce da un soggetto dal gusto nuovo (come sempre per la Barbato), che inizia in medias res e lentamente si dipana, grazie ad una sceneggiatura che sa sapientemente accompagnare ogni azione. ll binario parallelo alla storia principale si scopre nella sua interezza solo nell'ultima vignetta (attenzione quindi allo spoiler): con un gesto che sarebbe più adatto ad un Nathan Never di Vietti, la Barbato lascia intendere che il fastidioso personaggio dell'ispettore Gorman potrebbe ritornare in un'altra storia futura. In effetti, anche Bloch lo lascia intendere a pag.60, però in maniera meno invasiva rispetto all'ultima vignetta.

A che pro, ci si chiede? Un tratto distintivo di Dylan Dog è il suo essere nella quasi totalità dei suoi albi una serie priva di continuity: salvo rari casi (che spesso comunque coinvolgono albi speciali e personaggi altrettanto speciali, come Morgana o Xabaras), leggere prima il n.291 e poi il n.37 non fa molta differenza. La Barbato però si prende una libertà inedita, e chiude con un rimando ad un imprecisato albo futuro (forse il n.300?) che stona nell'equilibrio di questo "Anime prigioniere", già completamente chiuso in 97 pagine.

Ed è proprio la sorpresa di quest'ultima vignetta che sminuisce in parte l'emozione data dalla lettura appena completata, facendo passare in secondo piano Lula e le altre anime prigioniere che dovrebbero essere le vere protagoniste della storia.

Sicuramente l'emozione rimane estremamente viva grazie agli eccezionali disegni di Angelo Stano: lavorando completamente con la mezzatinta, Stano sa rendere ogni singolo incontro di ricordi e di emozioni con delicatezza e poesia, trasformando una storia già intrigante di suo in un piccolo capolavoro di arte grafica. La mimica, l'espressività, la caratterizzazione dei personaggi e in generale le scelte registiche (soggettive, 'deformazioni', etc.) sono tutti tasselli perfettamente riusciti e bilanciati nel fluire del disegno. Forse un appunto va fatto alla stampa retinata che depotenzia in parte la mezzatinta stessa, "annacquando" le spigolosità tipiche del tratto di Stano... chissà cosa potrebbe essere questa storia, stampata su una carta di qualità superiore! :-)

Il risultato è un albo pieno, intenso, ricco, che merita la lettura e regala qualcosa, sia che si tratti della semplice emozione dell'albo, sia che si tratti dell'inedito mistero di rivedere, prima o poi, l'ispettore Gorman.

Dylan Dog n.292, "Anime prigioniere", di Paola Barbato e Angelo Stano, Sergio Bonelli Editore, 100 pg., b/n, brossurato, dicembre 2010, €2,7

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