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Il Matto contro la Maga

tutti i temi cari alla Barbato in un albo tutto sommato
Recensione di  |   | dylandog/


Il Matto contro la Maga
Dylan Dog 234 "Ultimo arcano, L'"


Scheda IT-DD-234

Irritante. Come sempre, la Barbato riesce ad essere estremamente irritante. Eppure, o forse proprio grazie a questo senso di fastidio, tiene incollato il lettore fino alla fine, anche quando la fine non c'Ŕ. Quest'albo Ŕ un connubio di tutti i particolarismi di cui la scrittura di Paola Barbato abbonda: inizia in medias res, senza fornire alcuna spiegazione introduttiva al lettore, senza siparietti nÚ il consueto dlin dlon alla porta. Ancora, quest'albo finisce in medias res, senza un lento digradare verso la conclusione, bensý con un climax nel punto pi¨ alto: una fine tronca che evidentemente piace molto all'autrice, che lascia libero il lettore di immaginare quel che preferisce.

Altri marchi di fabbrica di Paola Barbato? Dylan innanzitutto, privato ancora una volta dell'amore fisico con la belloccia di turno, oppure un Groucho decisamente troppo umano nella sua reazione violentissima contro Mavý. Ma anche la presenza di un tema ricorrente, la scelta e l'arbitrio, con Dylan chiamato a decidere la sorte altrui senza sapere quale sia la mossa giusta, se fare o non fare. E ancora, la figura di Mavý, donna sopra le righe e sardonica, incapace (sembra) di provare pietÓ e portatrice di un messaggio veritiero ma crudele, quello per cui le nostre scelte si ripercuotono sempre contro di noi. Forse Mavý non Ŕ direttamente Paola Barbato, ma Ŕ senza dubbio molto evidente la mano cinica dell'autrice nella caratterizzazione della figura della maga.

Dylan Ŕ chiamato a scegliere
pag.39 dell'albo - disegni di Nicola Mari

(c) 2006 SBE

Dylan Ŕ chiamato a scegliere<br>pag.39 dell'albo - disegni di Nicola Mari<br><i>(c) 2006 SBE </i>

In 94 pagine, quindi, Paola Barbato condensa buona parte delle sue predilezioni, e questa volta lo fa senza stravolgere l'universo di Dylan, cosa che era spesso successa in passato. Il tema del Il Matto e il Mago sono due importanti carte degli Arcani Maggiori (o Trionfi) dei tradizionali Tarocchi. Il Matto Ŕ colui che crede che il progresso sia solo positivo, che non fa caso alla linea di demarcazione che divide il reale dal baratro della follia. Il Matto manca completamente di razionalitÓ e se ne va per il mondo con un piccolo fagotto sulle spalle, vestito in maniera trasandata, accompagnato da un cagnolino o da un coccodrillo e perennemente sull'orlo di un precipizio. E' una carta che significa stravaganza, frivolezza, pazzia, promesse non mantenute, insicurezza. Il Matto non ha preso ancora coscienza di sŔ e quindi vive sotto l'influsso di illusioni, in balia dei sensi. Il Mago (o il Bagatto) Ŕ colui che possiede i mezzi, ma deve fare molta attenzione a come li usa, dato che con i suoi poteri e il suo carattere Ŕ in grado di dominare il destino. bivio e della scelta (non a caso esiste un suo albo speciale proprio con questo titolo) ritorna prepotentemente alla ribalta, e Dylan si trova ancora una volta ad essere, suo malgrado, la pedina chiave nella scacchiera di un destino che la Barbato continua a gettargli addosso, quasi a ferirlo con le sue consuete storie al limite.

Anche qui, infatti, Dylan arriva al suo limite, desiderando qualcosa che va oltre le sue forze, e sfidando ulteriormente se stesso, la sorte e il lettore con un ennesimo desiderio (inespresso): la Barbato violenta Dylan, lo manipola e lo sfrutta, rendendo palpabile la sua sofferenza e la sua ansia.

Non Ŕ una lettura semplice, quest'albo: Ŕ irritante, e disturbante. Lo Ŕ perchÚ insiste nel provocare Dylan (e i suoi lettori) e questa volta Paola Barbato lo fa senza barare, senza uscire dai canoni consueti della storia dylandoghiana. In un albo normale, con una storia tutto sommato normale, comunque la Barbato spinge al limite ogni azione, con la stessa crudeltÓ che si legge negli occhi di Mavý.

E nonostante qualche pecca nel progetto e troppe risposte non date, come nello stile della Barbato (chi Ŕ Steve? Mavý ha poteri sovrannaturali? A che gruppo appartiene?) la storia scorre, spinge a riflettere su temi corposi, sui desideri pi¨ intimi delle persone ma soprattutto su ci˛ che questi desideri comportano. L'ultima tavola, quindi, va molto probabilmente letta come un invito verso il lettore a desiderare qualcosa, anzi, ad osare desiderare insieme a Dylan, sfidando la sorte grazie alle nostre scelte continue.

L'ultima, enigmatica tavola
pag.98 dell'albo - disegni di Nicola Mari

(c) 2006 SBE

L'ultima, enigmatica tavola<br>pag.98 dell'albo - disegni di Nicola Mari<br><i>(c) 2006 SBE </i>

I disegni di Nicola Mari sono una conferma della sua bravura nell'illustrare storie cupe, dove ci˛ che conta maggiormente sono le espressioni esasperate dei personaggi, gli occhi furiosi e gli sguardi cinici. Un Mari in ottima forma, che realizza un albo perfettamente in linea con i testi disturbanti di Paola Barbato.

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Scheda IT-DD-234

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