
La "lezione" di Wrightson
articolo di Marcello Vaccari
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Bernie Wrightson
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E’ davvero curioso come un autore possa essere tanto "poco convinto" del proprio lavoro da arrivare addirittura a rifare metà di un albo Bonelliano, ovvero ben 50 tavole.
Quando vidi per la prima volta le tavole di Torricelli su di un banco di una mostra/mercato, non riuscii certo ad individuarne l’autore, anzi mi chiesi chi fosse questo disegnatore italiano che aveva così bene assimilato le lezioni dei maestri dell’horror americano, ed in particolare quella del grande Bernie Wrightson
Infatti tutto l’impianto delle tavole richiamava il maestro statunitense, dalle inquadrature insolite e tese a creare drammaticità, ai volti scarni e fortemente caratterizzati, alle dita ossute, ai morbidi ma fitti tratteggi che la fanno da padrone negli sfondi, all’uso sapiente delle luci e delle ombre che riescono perfettamente a creare un’atmosfera "dark", alle ricostruzioni ambientali che sanno più di "old america" che di paesino della Norvegia.
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Tavola da "Cool Air"
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La sensazione è ancor più accentuata vedendo che il volto del personaggio di Lancelot Edwards è decisamente in linea con il "topoi" classico del maestro americano, in pratica il volto che Wrightson dà a quasi tutti i protagonisti delle sue storie "horror".
In effetti questo tipo di disegno che davvero ben si adatta a tutta la sequenza iniziale dell’albergo, che peraltro sembra a sua volta estratta di peso da qualche vecchio Creepy, nelle seguenti tavole sembra creare qualche problema all’autore, con l’entrata in scena di Harlan e soprattutto con il cambio di ambientazione nella chiesa.
Probabilmente Torricelli, stuzzicato dalla classicità della sceneggiatura delle prime 13 tavole (da pag 5 a pag 17), aveva deciso di adottare uno stile reminescente dei vecchi horror comics, ma poi nel proseguimento della storia questo tipo di disegno si è rivelato inadeguato ad esprimere quello che voleva, ed ha così deciso di passare ad uno stile più "europeo", peraltro con risultati eccellenti.

tavola da "Cool Air" di Wrightson
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tavola da "Cool Air" di Wrightson
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illustrazione di Wrightson
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Trovo comunque queste tavole molto belle ed estremamente efficaci nel rendere una storia che, a parte la presenza di Dampyr, ha indubbie somiglianze con i vecchi horror. Credo inoltre che la loro presentazione su queste pagine (elettroniche) non possa che fare piacere sia agli appassionati bonelliani che a quelli dei comics americani.
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