  
Si ritorna a parlare di guerra sulle pagine di Dampyr, con lo scenario bellico che si sposta dai Balcani dei
primi tre numeri al Caucaso di questo albo. Boselli ha impostato la storia facendo
in modo che il lettore possa assistere allo svolgersi degli avvenimenti osservando la scena da tre prospettive diverse:
quella dei militari invasori, spietati guerriglieri, cinici assassini, si tratta di vere e proprie macchine da guerra;
quella dei partigiani che lottano per difendere le proprie terre, qualsiasi età essi abbiano.
infine, quella dei volontari del Medical Team, che lottano 24 ore su 24 per cercare di salvare vite umane, sia che si
tratti di oppressi che di oppressori.
"Boselli mette in risalto, in questo modo, alcuni degli aspetti più atroci di una guerra."
| | |
|
Ognuno di questi punti di osservazione permette all'autore di poter trattare al meglio il tema della guerra,
mettendo in risalto, in questo modo, alcuni degli aspetti più atroci:
i genocidi - interi villaggi in cui vengono sterminati uomini che potrebbero, ipoteteticamente, rinforzare le fila dei
partigiani;
le violenze sulle donne - spesso stuprate e sfruttate dai soldati invasori;
le mine giocattolo - costruite in maniera da attirare l'attenzione dei più piccoli, esplodono solo dopo forti
scossoni e, quindi, solo dopo che i bambini ci hanno giocato (senza dimenticare le mine anti-"adulti"-uomo);
i bambini - non giocano alla guerra come tutti i loro coetanei, perché fanno la guerra;
A fianco di tutto queste atrocità, l'autore sottolinea anche il ruolo, spesso dimenticato, di organizzazione come la CRI,
Emergency (i veri medici in prima linea) e similari, che si prodigano per riuscire a portare un po' di sollievo in
tutti i territori devastati dalla guerra, anche a costo della loro incolumità.
Per buona parte dell'albo, Boselli, fa credere al lettore di trovarsi di fronte alla
solita caccia la vampiro, disseminando indizi che lo lascino intendere. Alla fine, però, si tratta solo di vampiri umani
di cui, purtroppo, il mondo "globalizzato" in cui viviamo ne è pieno.
  

|
Stefano Andreucci
| |
|
Continuano i "prestiti" dei disegnatori da altre testate bonelliane. Questo mese è il turno del neveriano Casini che
sembra trovarsi proprio a suo agio con le ambientazione contemporanea di Dampyr. Come è sua abitudine rende al meglio le
scene d'azione. Risaltano, quindi, i vari combattimenti tra partigiani ed esercito e, soprattutto, le varie azioni di
guerriglia capitanate dalla succhiasangue Tesla. Casini fa, inolte, un sapiente uso delle campiture nere che fanno da
sfondo alla maggior parte delle tavole dell'albo.
Sicuramente una buona prova, macchiata solo da qualche piccola difficoltà nella realizzazione dei volti dei tre protagonisti
della serie.
  
Altra buona prova ai pennelli per Enea Riboldi che ha realizzato proprio una
bellissima cover, contribuendo positivamente al buon giudizio complessivo sull'albo di questo mese.
|