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" Anima persa"

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Aria di Praga, aria di magia...

Notti magiche
recensione di Riccardo Panichi



TESTI
Sog. e Sce. Mauro Boselli    

A Harlan Draka e soci l'aria di Praga fa veramente bene. Nel contesto di una serie che tutto sommato stenta molto a decollare, gli episodi ambientati nella splendida capitale ceca sembrano davvero avere un'altra marcia. Al di là infatti della vera e propria qualità dell'albo, ottima ma certo non eccelsa, a impressionare positivamente è la ricchezza di idee e di situazioni che la magica ambientazione praghese riesce ad ispirare a Boselli.

Tanta è infatti la carne al fuoco. Forse troppa. Sospesa tra leggende ebraiche e suggestioni biblico-cabalistiche, la narrazione procede attraverso momenti di rara magia, dove la nebbia sembra avvolgere non solo la città, ma anche i destini dei protagonisti, le vere anime perse della storia.

Non è infatti la storia del boia Jan Mydlar a catturare l'attenzione del lettore, bensì le travagliate vicende di Harlan, Tesla e Nikolaus, che, al pari di Mydlar, sono anime perse, creature sospese tra il bene e il male, in perenne ricerca di collocazione.

La chiave di lettura del racconto (di cui l'eterna partita a scacchi tra bene e male è l'immagine più efficace) è tuttavia, e qui arrivano le note dolenti, sepolta sotto una fitta coltre di erudizione intellettuale di difficile comprensione. E' infatti solo ad una seconda lettura che meglio si apprezzano le finezze espositive e la ricercata magia dei dialoghi, intessuti di poesia e teatro (si pensi all'incontro tra Tesla e Nikolaus, con quest'ultimo che apostrofa la vampira citando l'Amleto di Shakespeare).

Ma, paradossalmente, è proprio questa esasperata ricerca di una perfezione stilistica, volta a ricreare un'atmosfera carica di magia, che fa perdere il bussolotto al lettore, che, impegnato a comprendere i mille riferimenti esoterici-alchemici-cabalistici-culturali-ecc., finisce per non cogliere, o peggio smarrire, proprio quella magia che Boselli in alcune sequenze aveva saputo perfettamente suggerire.

Una volta terminata la lettura, rimane dunque la sensazione di essere stati resi partecipi di qualcosa di molto bello, le cui implicazioni e coordinate, tuttavia, non sono affatto chiare. Come una nebbia nella mente, in grado di diradarsi solo rileggendo l'albo. Ma ecco che, compiendo quest'operazione, viene poi a mancare quel piacevole stordimento che la prima lettura ci aveva provocato.
L'effetto di un'opera d'arte. Perfettamente incompiuta.


DISEGNI
Luca Rossi    

Chi meglio di Luca Rossi poteva disegnare questa storia? Già autore del prequel "Sotto il ponte di Pietra", Rossi conferma quanto di buono (che dico, di ottimo!) aveva già dimostrato, impreziosendo, se possibile, ancor di più la propria prova con una splendida decina di tavole in mezzatinta, sulle quali spicca per bellezza e impressione quella di pag.44.

Ancora una volta Rossi dimostra di possedere la tecnica e la sensibilità adatte per cogliere al meglio le sofisticate e ovattate atmosfere praghesi descritte da Boselli. Prospettive estreme, inquadrature sempre azzeccate, protagonisti i cui volti illuminati da luci quasi teatrali si stagliano sul nero di marcati contrasti chiaroscurali. L'autore coniuga perfettamente un gusto particolare e personale per il disegno con una straordinaria leggibilità.

Impossibile ricordare tutte le sequenze meritevoli di citazione. Tra tante, scegliamo di segnalare le splendide pagg.47-51, dove, accompagnati dal volo di una cornacchia, possiamo godere della disturbante vista della città dall'alto, con gli edifici che sembrano contorcersi su loro stessi, permeati da un male, rappresentato da Nergal, sulla cui spalla si appoggia l'uccello, terminando così il proprio viaggio.



GLOBALE
 

Copertina di Riboldi di una bruttezza imbarazzante... Il disegnatore si sofferma qui su di un aspetto vagamente orrorifico, quasi totalmente estraneo alla narrazione. Ancora una volta Riboldi non si dimostra a proprio agio quando deve affrontare soggetti poco dinamici, dove sarebbero richiesti lavori più evocativi. Basti confrontare questa cover con quella del numero precedente, che dimostra quali siano le vere potenzialità dell'autore.
 

 


 
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