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DOPOLAVORO
DICEMBRE 1999

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Dialoghi nella rete


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Dialoghi nella rete  

Le tematiche affrontate da Luca Enoch nel secondo numero della sua Gea sono state al centro di più di una discussione fra i lettori della testata che frequentano la rete. Noi vi proponiamo questo ampio stralcio, tratto dal newsgroup it.arti.fumetti.

Stuprate si', ma simpaticamente . . .


interventi di Claudia Cangini, Fabius e Giuseppe Gigante,
(dal newsgroup it.arti.fumetti)

Claudia:
Vorrei spendere qualche parola per esprimere il mio pensiero in merito a Gea n.2 - "Il corteo di Dioniso". A quanto pare la storia mi ha suscitato una serie di riflessioni che, con mia grande sorpresa, non sono state finora condivise da nessuno. Daro' per scontato che chi legge abbia letto l'albo.

In questa storia l'autore si prende tot pagine per far vedere come si schiera dalla parte delle minoranze oppresse come gli omosessuali. In tot pagine ti insegna che non devi prendere per il c**o i gay, perche' poi arriva un gigante 4 metri per 5 a spiegarti come si sta al mondo. Nulla di male, anzi...

All'inizio della storia gli allegri fauni sono stati presentati come simpatici ecoterroristi che fanno tanta bua al bracconiere cattivo. Suppongo che da questo dovremmo capire che sono personaggi fondamentalmente positivi. Ma se pensavamo che fosse fantascienza vedere i sileni saltellare sulle rogge tra i mufloni al galoppo sbagliavamo di grosso, gli eventi piu' inverosimili devono ancora svolgersi.

Quando Gea riesce finalmente a incontrare le ragazze rapite scopriamo che le giovani hanno preso piuttosto bene l'accaduto. Sono tutte belle e tranquille ad abboffarsi e cazzeggiare in attesa di scodellare il pupo (e stanno seminude, non ho capito perche'. Forse una volta che ti hanno stuprata i freni inibitori vanno a quel paese...).

Le ragazze non sono sconvolte, non sono turbate ne spaventate. Al massimo sono un po' seccate per la situazione, come possiamo evincere dalla conversazione che segue:
Ragazza A: "Beh...no... Ci trattano bene... [...] solo che all'inizio... non ci hanno mica chiesto il permesso, questi MAIALI!"
Ma c'e' addirittura chi della cosa non sembra dispiaciuta affatto:
Ragazza B: "Pero' non e' stato male, ammettetelo..."
A chi fa notare che sono state drogate e successivamente violentate la stessa risponde "Eeh... Violentate, che parola grossa! Sono stati gentili anche in quell'occasione, e se non ricordo male tu non e' che chiamassi aiuto mentre..."

E' tutto molto bello. Da questo simpatico scambio possiamo dedurre che non e' poi tanto male stuprare una ragazza, basta avere l'accortezza di drogarla prima e preferibilmente di pagarle il disturbo in seguito come fanno quei milordini dei satiri (dei veri signori!). Come possiamo vedere le fanciulle non se la prendono poi troppo. Anche quando arrivano i presumibili soccorsi a nessuna viene in mente di chiedere se la loro salvatrice puo' gentilmente tenergli fermo cinque minuti lo stupratore per rendergli la cortesia. Tutto molto credibile.

Ma gli eventi sempre piu' fantastici si susseguono incalzanti. Come apprendiamo i satiri stanno per partire per un'altra dimensione mentre alle ragazze viene offerta la possibilita' di portare a termine la gravidanza e scodellare a casa propria. Non a una sola delle dodici ragazzine ex vergini-cattoliche-collegiali-di-buona-famiglia viene in mente per un solo istante di dire "pensandoci bene, visto che ne avete tanta voglia, perche' il pupo non ve lo portate con voi per allevarlo a edenlandia levando a me questa gravosa incombenza?" Ma certo che no! Come un solo uomo, decise e compatte, le ragazze non manifestano il minimo dubbio sul tenere il loro pargolo, non si preoccupano minimamente dei cambiamenti che questo potra' portare nella loro vita, non pensano nemmeno per un attimo che potrebbero avere qualche problemino con la famiglia che le ha mandate in un collegio cattolico.

No, sono tutte tranquillissime e si tengono il loro bambino. Ma l'apotesosi dell'inverosimilie, secondo me si raggiunge al momento del finalino edificante, quando la mamma porta la ragazza a farsi l'ecografia e il dottore scopre un bel feto al quinto mese.
Mamma: "Ma... cosa dice dottore? Mia figlia ha subito questa... brutta avventura solo UN MESE FA!"
Dottore: "L'ecografia non mente, guardi lei stessa. Il feto e' di almento venti settimane, non c'e' possibilita' di errore"
E la cosa fantastica e' che la mamma non risponde, come si potrebbe logicamente supporre, "Brutta zoccola, da chi ti sei fatta sbattere mentre tuo padre si rompe la schiena per pagarti la retta del collegio?!" Macche', la mamma le dice "poverina!"

In conclusione vorrei evidenziare come nel corso della storia vengano delineate una serie di psicologie umane al limite dell'incredibile (specialmente quelle femminili). Vorrei anche fare notare che se vale la pena di perorare la causa di disabili e omosessuali, anche le ragazze violentate non sono poi cosi' male (ah, no, scusate, e' che prima le hanno drogate e poi pagate, percio' va bene) e che il fatto di essere ecologisti non significa che poi si possa fare qualunque cosa impunemente.

Questa logica delirante che pervade la storia mi ha lasciato veramente spiazzata, e ancora di piu' sono rimasta basita nel vedere che nessuno si e' accorto delle cose che davvero stridevano e che non sono assolutamente la "political correctness" quanto piuttosto l'applicazione distorta della stessa e una serie di personaggi che ragionano con la stessa credibilita' di quelli del Villaggio Pinguino.

Scusate tanto ma se non scrivevo questo messaggio scoppiavo. Spero di essere riuscita a fare capire cosa c'e' secondo me di veramente storto in Gea n.2.

Fabius:
Le critiche che muovi a Gea n.2, sono tutte condivisibili sul piano della logica. Tuttavia, mentre leggevo il tuo post, qualcosa mi impediva di darti ragione in assoluto. Ci ho messo un po' per razionalizzare il motivo.

Giuseppe Gigante:
Bene, una analisi epistemologica del termine "Fauno" o "Satiro".

Il fatto e' che secondo me e' fuoriviante leggere quella particolare puntata di GEA con lo spirito che sembra animare la tua lettera.

Il problema è il seguente. Di Satiro, l'autore, a quanto sembra ha colto solo due particolari: l'ambientazione agreste, e la sfrenatezza sessuale. E basta.

Li ha, dubbiamente, modernizzati, trasformandoli in ecoterroristi, ma conservando, della loro natura sovversiva, solo un particolare, il più appetibile per un pubblico maschile.

Voglio dire, e' come se leggessi un libro di mitologia domandandomi se Pan andasse in giro a chiedere alle ninfe il permesso per fare cio' che tutti i satiri fanno in tutte le leggende della mitologia greca.

Qui il dubbio è dato una semplice constatazione. Non si tratta di ninfe, che come ben saprai erano ben legate ad un particolare ambiente, sia che si tratti di un bosco, sia d'una fonte, o sia d'uno specchio di mare. Dovresti comunque considerare, ciò che esprime il Boccaccio nel "Ninfale Fiesolano"; ivi troverai una pronta risposta ai tuoi quesiti. Originariamente il mito delle ninfe e dei satiri, rappresentava l'unione delle forze "brute" dell'animo, con la bellezza; così come spiegare la coesistenza di tratti negativi e positivi in alcuni elementi. Il greco viveva del mito del "kalokagatia", dell'essere bello e buono.

Il satiro incarna la passione al di la' della ragione, e analizzarne il comportamento su di un piano strettamente razionale e moderno, rischia di portare ad interpretazioni che vanno al di la' dell'intento dell'autore.

L'autore ha modernizzato il satiro credo, ma le baccanti erano, e restavano protagoniste della cerimonia. Ricorda che tutto aveva inizio dall'inseguimento d'un cerbiatto. E che la sfrenatezza, più che dalle "droghe" e dai vini, era data dalla particolare circostanza.

D'altra parte, lo stesso titolo dell'albo, "Il Corteo di Dioniso", richiama alla mente cerimonie che della razionalita' fanno (facevano) la loro vittima sacrificale: il culto delle Baccanti, ricordiamolo, era parte di una societa' fortemente matriarcale, quanto restava di una cultura indoeuropea che aveva nelle divinita' ctonie e non in quelle uranie, il centro della propria Teologia.

L'annullamento della ragione, durante quelle cerimonie, era causa di eventi che andavano ben oltre lo stupro e in generale il libertinaggio piu' sfrenato e violento.

I satiri rapresentano parte dello spirito che animavano quel mondo. E se una critica puo' essere mossa agli sceneggiatori di Gea n.2, piuttosto, e' proprio quella di aver rappresentato la cosa avvolgendola in una nebbia di idilliaca felicita'.

No, è di aver avulso da un contesto ben definito una situazione, piegandola a sviluppi a loro congeniali.

Peccato veniale, potrei dire, visto che Walt Disney stesso, in Fantasia, rappresenta un Bacco un po' brillo ma simpatico e birbantello, non volgare e violento e privo di scrupoli.

Appunto. Qui Dionisio era un simpatico ciccione ubriaco, dalle gote rubiconde, interessato solo al vino. Invece in Gea due ne hanno fatto un eroe della lotta ecologista, con un imbarazzante vizietto, che, a detta delle ragazze sue vittime, vizio proprio non è, anzi, gli ha reso un favore notevole. E' qui che giustamente Claudia (posso?), accusava la serie di essere "facilona" o peggio "sessista". Ripeto, io tra la consapevolezza delle baccanti, e l'ingenuità e la costrinzione delle 12 studentesse, non ci colgo alcuna affinità.

Allo stesso modo, in Allegro ma non troppo c'e' un episodio dove viene raccontata la vita di un vecchio satiro che ricorda e rimpiange i bei tempi di una volta, quando era giovane e poteva andare in giro a cacciare le ninfe.

In definitiva, secondo me, se riconduciamo tutta la storia di Gea nell'ambiente da cui i satiri provengono, le donne diventano davvero oggetti, perche' nella tradizione mitologica le ninfe non avevano davvero il potere di rifiutarsi, condannate dalla loro stessa natura ad essere prede di satiri affamati e libidnosi (oltre che di divinita' piu' o meno importanti, come Zeus).

Le ninfe erano la personificazione delle forze della nature, che andavano "fecondate" dall'uomo, o da chi per lui. In quest'ottica si, ma non è affatto riconducibile al caso esposto in Gea.

Forse l'intento degli autori era davvero quello di creare un dipinto che rappresentasse o ricordasse in qualche modo quell'idilliaca mitologia, e secondo me e' sbagliato caricare la storia di significati che invece sono propri di un mondo totalmente diverso, dove la ragione e il diritto sono le leggi superne, e dove la passionalita' ha ragione di esistere solo se contenuta nei limiti del rispetto delle individualita'. Tutte cose assolutamente preziose, ma che i satiri non conoscono ne' possono capire.

Allora, perchè farli "paladini dell'ambiente"?
Forza, se qualcuno osa dirmi che i "fumetti manga giapponesi" sono sessisti e pornografici, lo seppellisco virtualmente sul newsgroup, con una lapide infamante, dato che siamo a Natale e tutti sono più buoni.

 

 


 
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