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DOPOLAVORO
OTTOBRE 1999

La posta di uBC
Parola d'autore



Dopolavoro
La posta di uBC  

Potete partecipare al dopolavoro sia utilizzando l'apposito form, sia scrivendo direttamente al sottoscritto, curatore della rubrica.
Anche per questo mese, buona lettura.

2000. . . e ancora 2000!


intervento di Vanio Preti

Carissima redazione di uBC,
vorrei dire la mia a riguardo dell'intervento di Luigi Ferrini ("2000... e non più 2000!"), pubblicato nel numero 66 di uBC.

Mi aspetta un compito impossibile: tentare di dare torto ad una persona che ha perfettamente ragione, visto che dice esattamente ciò che ci hanno da sempre insegnato a scuola: l'anno zero non esiste, procedendo a ritroso, si va direttamente dall'anno 1 all'anno -1...

Questo dicono gli storici e su questo si basa l'ovvia conseguenza che l'inizio del nuovo millennio cadrà soltanto nel 2001... Come posso confutare tutto questo? Eppure... Facciamo un po' di conti: io, nel 2000 avrò la veneranda età di 39 anni. Vi chiederete: ma allora, tu in che anno sei nato? Il calcolo è presto fatto... 2000 - 39 (i miei anni) = 1961. Ebbene sì, sono nato nel 1961, mese più, mese meno.

E adesso facciamo un altro calcolo: nel 2000, dal momento che saranno passati 2000 anni dalla nascita di Gesù, Egli compirà (ovviamente) 2000 anni. Vi chiederete: ma allora Gesù in che anno è nato? Il calcolo è presto fatto... 2000 - 2000 (i suoi anni) = ... (ops...) Non so... gli storici giurano da sempre che 2000 - 2000 è uguale a 1, che Gesù è nato nell'anno 1 e che l'anno zero non esiste, ma io non riesco ancora a convincermi... ;-)

P.S.: con qualche sforzo in più, vi potrei dimostrare che se Gesù fosse nato veramente nell'anno 1, nel 2000 saremmo nel 1999 d.C., ma non sono troppo ferrato nelle addizioni, e vista l'ora tarda potrei sbagliare qualche calcolo... :-)


Risponde Luigi Ferrini

Hai ragione. Il millennio terminerà il 25 dicembre 2001, esattamente 2000 anni dopo la nascita di Gesù. La fine del mondo ci sarà dunque quando nessuno ormai se la aspetterà più. :-)

Scherzi a parte, la tua considerazione sulla possibile età di Gesù è inesatta: la tradizione cristiana fa infatti risalire la nascita di Cristo al 25 dicembre dell'anno 1 a.C.; il calendario liturgico prevede però che un anno inizi con l'avvento, poche settimane prima di Natale: Gesù sarebbe quindi nato all'inizio dell'anno 1 secondo il calendario liturgico, e avrebbe compiuto un anno il giorno 25/12/1.

Tutto questo, ovviamente, senza tirare in ballo il calendario giuliano, secondo il quale l'anno iniziava a marzo. Certamente, se vogliamo indagare scopriamo poi che la datazione della nascita di Cristo è quasi sicuramente sbagliata e che tale evento deve essere fatto risalire intorno al 4 a.C., così come scopriamo che la data del 25 dicembre è in tutta probabilità da attribuirsi alla "cristianizzazione" della festa del solstizio d'inverno (celebrata dal culto di Mitra, diffusissimo nei primi secoli d.C.), secondo un'usanza abbastanza comune in periodo paleocristiano: si "sovrapponevano" infatti le feste pagane con nuove feste cristiane, in modo da rendere meno traumatico l'approccio alla nuova religione.

Ma probabilmente tutte queste discussioni sono sterili, e a noi occidentali sfugge la verità, così evidente ad altre popolazioni del mondo: la fine del millennio avverrà nell'anno 2579 d.C., che corrisponderà al 2000 secondo il calendario islamico. Una bella fregatura per chi ha prenotato a caro prezzo la festa per questo capodanno! :-)
 

 




Bonelli & Dark Horse


intervento di Marco Gremignai (uBC staff)

(4k)
il logo della
Dark Horse
  
Nel mese di agosto sono usciti gli ultimi numeri degli albi americani editi dalla Bonelli/Dark Horse. Purtroppo, dopo un buon "inizio" :-), sul sito Khepri Comics non sono più apparse le recensioni degli albi di Dylan, Martin e Nathan (e, se vi ricordate, già il numero 3 dell'Agente Alfa non era stato recensito). In compenso, nel bollettino informativo della mailing list di Khepri, il 12 ottobre è apparsa la notizia di un film americano su Nathan Never, per il quale un tale Matt Busch avrebbe completato la pre-produzione (nessuna altra notizia invece del film su Dylan da tempo annunciato).

Tornando agli albi, sembra quindi che non avremo alcun feedback sui numeri 4, 5 e 6. Inoltre, siamo rimasti con la curiosità di sapere quali sono stati i dati di vendita: voci molto ufficiose parlavano di circa 7.500 copie vendute su 8.000 stampate (anche se a noi risultava una tiratura di circa 10.000 copie). Purtroppo non abbiamo ricevuto notizie sull'argomento né da Shawna Ervin-Gore (addetta stampa della Dark Horse), né da Ervin Rustemagic (vero e proprio "deus ex machina" dell'intera operazione), né da Brian Johnson (recensore del sito Khepri Comics). Non ci rimane che intervistare Castelli magari in occasione dell'ormai imminente edizione di Lucca Comics, ammesso che il buon Alfredo sia già rientrato dal viaggio di nozze. :-)

Nel frattempo, mostriamo ai nostri naviganti le copertine dei Nathan Never 5 e 6 (che ancora "mancavano" nella nostra galleria di immagini) per i quali, a sorpresa, sono state utilizzate due recenti copertine italiane disegnate De Angelis e non riferite alle storie contenute negli albi (cliccate sulle miniature per vedere le immagini in formato gigante).

(cliccare 46k)
Nathan Never 5
(c)1999 SBE/Dark Horse

(cliccare 57k)
Nathan Never 6
(c)1999 SBE/Dark Horse

 
 




Le tre mani di Diana


intervento di Marco Zucchi (uBC staff)

(18k)
Diana a tre mani, disegno di Freghieri
(c)1999 SBE
  
Non so quanti abbiano acquistato il numero 11 della collana Dylan Dog Superbook: in questo numero veniva riproposta la prima storia di Dylan Dog & Martin Mystere, uscita originariamente nell'ottobre del 1990. La prima cosa che ho fatto dopo l'acquisto e' stato andare a cercare se un marchiano errore commesso a suo tempo dal disegnatore (Giovanni Freghieri) e non corretto in redazione era stato eliminato: cosa che mi aspettavo, ovviamente. Invece a pagina 51 della ristampa (pagina 49 nell'originale) nella prima vignetta Diana saluta l'ospite di Martin tendendole due mani destre ed una sinistra.

Come dicevo, mi sarei aspettato che nella ristampa tale errore fosse stato corretto, ma cosi' non e' stato. La cosa mi infastidisce ancora di piu' visto che Sergio Bonelli in un pistolotto di venti righe a pagina 4 si scusa per l'aumento del prezzo di copertina dei Superbook, unico rimedio a sentire lui, contro le scarse vendite di questa collana. Mi puo' andare bene, ma non mi va bene che permanga tale grossolano errore, ad ulteriore dimostrazione di come negli ultimi anni tali errori in casa Bonelli siano aumentati.

Ovviamente la colpa di cio' non deve ricadere su Bonelli ma sui suoi collaboratori, soprattutto a quelli che gestiscono le collane di ristampe come è appunto il Superbook. La mia impressione e' che ormai si sia preso l'andazzo di dare da bere ai lettori di tutto, e quindi la storia in questione sia stato riproposta pari pari senza controllarla. Se qualche correzione e' stata fatta, non mi e' dato di saperlo essendomi rifiutato di andare avanti nella lettura.
 

 




L'eredità di G. L. Bonelli


intervento di Marco Perello

(4k)
Tex 463
  
Carissimi, complimenti per il vostro lavoro che è veramente eccezionale.

Leggo gli albi Bonelli da trent'anni (ne ho trentasei) e in particolare seguo con attenzione Tex che, in famiglia, è quasi una tradizione. Lo leggeva mio nonno, lo legge mio padre ed io ho naturalmente tutta la collezione. Ma veniamo al dunque...non ho mai scritto ad alcuno il mio pensiero ma ora penso di essere pronto a farlo. Credo che dopo G.L.Bonelli nessuno si sia provato a scrivere qualcosa di veramente intrigante al pari di Boselli.

Se Sergio Bonelli ci ha proposto molte buone storie "a solo" del ranger e anche qualche capolavoro, se Nizzi ha fatto il suo dovere per anni cercando di ricalcare stancamente stereotipi triti e ritriti senza avere la capacità necessaria e sotterrando uno per uno tutti i personaggi (e da vecchio lettore gli consiglierei di dedicarsi ad altro) forse solo ora intravediamo in Boselli lo sceneggiatore in grado di fare amare anche alle prossime generazioni un personaggio come Tex. Non credo sia vero che i lettori non amano la novità, io sono tra quelli che vorrebbe maggiore apertura al nuovo. In particolare l'avventura di Jack Tunder è puro "spaghetti western"...con quel mitragliatore a mano!

Una cosa poi che rimprovero maggiormente a Nizzi è di non essere in grado di scrivere storie corali come nella migliore tradizione di Tex. Inoltre non vedo di buon occhio la trasformazione "politically correct" del personaggio (si era mai visto primo il ranger sparare così tante volte alle mani? Ma andiamo...) Tex è un uomo che non guarda in faccia a nessuno che si tratti di dar fuoco ad un ranch o di di mettere i cerini nelle dita dei piedi al cattivo di turno, e non si pone certo domande troppo moralistiche. Il fine giustifica i mezzi, sempre.

Un plauso, per terminare, a quella magnifica storia del primo maxi Tex sceneggiata da Berardi, che a mio parere coglieva benissimo il miglior Tex. Se penso a quel che è venuto dopo non credo proprio che si possa dire "quello però non era Tex" più di quanto non lo si possa affermare per il Tex di Boselli.

Auguri di buon lavoro, a presto.
 

 




Napoleone & Julia


messaggio di Alessandro De Bellis

Sono un lettore di Napoleone e Julia. Vorrei esprimere il mio parere su questi. Mentre sono sempre più soddisfatto di Nap, gli albi di Julia non riescono più a darmi la soddisfazione dei mitici primi tre (la "trilogia di Myrna"). Trovo che in molte pagine Julia sia pesante da leggere, spesso lo rileggo due volte per capire la trama al 100%. In molti casi rinuncia all' introspezione psicologica e si limita ad essere un semplice giallo-enigma. Julia non riesce ad essere un personaggio carismatico (basta fare un confronto con "Oklahoma", il Maxi-Tex di Berardi). Io NON rimpiango Ken Parker: il solo fatto che Julia sia una donna (la prima donna reale nella Bonelli) la rende superiore a lui (per non parlare delle 132 pagine, dello staff di disegnatori, del corso di criminologia seguito dall'autore...).

Tuttavia non posso non esigere che Julia raccolga "l'eredita`di KP" (vedi il vostro articolo su "Faccia di rame"). Io continuo comunque ad essere un lettore fisso di Julia, conosco la bravura di Berardi, anzi, dopo aver letto 1-2 albi deludenti mi aspetto che ne segua uno bellissimo. Come si può, dopo solo 12 albi, intravedere in Julia un calo di qualita`come in Dylan Dog o Nathan Never?!

Mi secca inoltre che anche in Julia stiano comparendo delle "sequenze fisse" e dei tormentoni (faccio degli esempi: al ristorante Tex e Carson ordinano SEMPRE bistecche e patate, Dylan Dog si innamora SEMPRE delle clienti...): Julia ha SEMPRE gli incubi (quasi sempre dei "pezzi di bravura" dell'autore che raramente si ricollegano alla trama, e Julia, dopo 12 albi, non ha nemmeno pensato che uno psicologo potrebbe risolvere i suoi problemi :-)), litiga SEMPRE col tenente Webb...

Un altro motivo per cui mi piace Napoleone: non ha queste scene ripetitive. Ho la sensazione che sorgera` presto una polemica se il Napoleone "giusto" e`quello di Ambrosini o quello di Cajelli come quella Boselli VS Nizzi su Tex. Infine: se il Sergione facesse diventare il Nap mensile, potremmo opporci adesso che e`curato da due autori? Io, che lo leggo per l'altissima qualita`delle storie, esiterei... Non mi stupirei se si scoprisse che Bonelli vende in perdita le nuove testate (l'alta qualita`costa molto, cosa credevate??) e che il tanto vilipeso Dylan Dog regge da solo tutta la baracca con i suoi innumerevoli speciali...
 

 




I nativi americani


messaggio di Maurizio

Sono un lettore di Magico Vento sarei interessato a leggere delle poesie dei nativi d'america. Sapete indicarmi qualche testo, qualche titolo, qualche autore?


risponde Fabrizio Gallerani

Per restare in ambito bonelliano, e così avere magari l'occasione di fare la conoscenza con un altro character profondamente legato ai nativi americani, ti consiglio di recuperare gli albi della prima serie di Ken Parker (o anche i numeri del più recente Ken Parker Magazine), sui quali è apparsa con discreta regolarità, la rubrica "Tracce nel vento" che ha raccolto via via immagini, parole e scritti degli indiani d'america.

Altre preziose indicazioni le potrai trovare nel bel sito, curato da Mauro Cappeletti, completamente dedicato ai nativi americani.
 

 




Preveggenza


messaggio di Michele Giuliano

Ciao, ho appena letto "Il numero Cento" e mi e' piaciuto molto (a parte che e' uscito con ben 8 giorni di ritardo, fatto tipico di tutti i numeri un po' particolari). Non voglio rovinarvi alcuna sorpresa, ma a quanto pare o siete dei veggenti o siete molto furbetti, perche' la storia ricorda vagamente il vostro pesce d'aprile. E a quanto pare nel Gennaio 2000 partira' una nuova saga che ne fara' parte.

A risentirci.
 

 


 
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