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DOPOLAVORO
SETTEMBRE 1999

La posta di uBC
Parola d'autore
Dialoghi nella rete



Dopolavoro
La posta di uBC  

Potete partecipare al dopolavoro sia utilizzando l'apposito form, sia scrivendo direttamente al sottoscritto, curatore della rubrica.
Anche per questo mese, buona lettura.

2000. . . e non più 2000!
Anche il BVZM colpito dal virus di fine millennio?


intervento di Luigi Ferrini (uBC staff)

(4k)
Martin Mystère 210
  
A quanto pare Martin Mystère sembra non essere immune dal virus della fine del millennio. E non stiamo parlando del problema Y2K con cui il detective dell'impossibile si sta cimentando sulla serie regolare. Non stiamo parlando nemmeno del millenarismo tanto in voga, che sembra contagiare tutti gli ambiti del vivere sociale. Stiamo parlando di un altro "virus", l'errore concettuale che sta dietro a tutto questo.

Ma a questo punto è necessario un breve ragionamento: supponiamo che il terzo millennio debba iniziare, come tutti ritengono, l'1/1/2000. Ciò significa che il millennio corrente, vale a dire il secondo, ha avuto inizio l'1/1/1000 (per terminare il 31/12/1999), e analogamente il primo millennio ha avuto inizio il primo gennaio dell'anno zero. Peccato che l'anno zero non esista: la datazione dell'era cristiana è stata fatta all'inizio del medioevo, prima cioè che gli arabi importassero in Europa il concetto di "zero". Il senso di tutto questo è che l'anno 1 a.C è seguito direttamente dall'anno 1 d.C. Quindi, il primo millennio va dall'1/1/1 al 31/12/1000, il secondo dal 1/1/1001 al 31/12/2000 e il terzo, ahimè, dal 1/1/2001 al 31/12/3000.

Il BVZM, dunque, è stato contagiato dal virus: anche lui è stato tratto in inganno dalle decisioni prese a livello di marketing, secondo le quali è molto più significativo far iniziare il nuovo millennio dall'anno 2000 (e a livello "estetico" è sicuramente così, con quella bella "cifra tonda"!) . Come ulteriore dimostrazione della faccenda, basta dare un'occhiata al programma ufficiale del Giubileo per accorgersi che la veglia di preghiera per il nuovo millennio è stata prevista dalla Chiesa Cattolica per il 31/12/2000, cioè al termine dell'anno giubilare.

Cosa aspettarci dunque dal numero di Martin Mystère che uscirà nelle edicole a gennaio? E soprattutto, cosa aspettarci dal numero di Martin Mystère che uscirà nel gennaio 2001? Forse una fine del mondo che nessuno si aspetta? Chissà.

Sarebbe però oltremodo divertente, e sicuramente pane per i denti del BVZM, calcolare l'esatta data del cambio di millennio, che a rigor di logica non corrisponderebbe neppure al 1/1/2001. Bisogna infatti tener conto di almeno un fattore: se prendiamo come "pietra miliare" l'anno della nascita di Cristo, ci scontriamo in effetti con un errore di datazione. Il monaco che "inventò" il nuovo calendario, infatti, sbagliò il conteggio degli anni relativamente agli eventi storici narrati nei Vangeli; in pratica, risulta che Gesù Cristo dovrebbe essere nato tra il 7 e il 4 avanti Cristo, per quanto ciò possa sembrare paradossale!

E allora il cambio di millennio c'è già stato, probabilmente nel 1997, e nessuno se n'è accorto. Nemmeno l'onnisciente Martin Mystère.
 

 




Ripensando a quell'autostrada. . .


intervento di Vincenzo Oliva (uBC staff)

(4k)
Dylan Dog 153
  
E' difficile, molto molto difficile, difendere una storia che a te è piaciuta e al resto del mondo pare aver fatto tutt'altra impressione. :-) Ancora più difficile se di quella storia devi fare la recensione. Certo, quale occasione migliore? Eppure possibile che tutti sbaglino e solo tu sia nel giusto?

Il cervello comincia a lavorare e tu pensi: come riuscirò a spiegare compiutamente, ragionevolmente, perché questa storia deve essere considerata buona nonostante quello che ne pensano tutti i "cattivi" là fuori? :-) Poi a trarti dall'impasse interviene la necessità di fare un'altra recensione impegnativa ed ecco che trovi un salvatore che ti sostituisce e la fa al posto tuo. E quando leggi la recensione scritta dal tuo salvatore ti rendi conto che i tuoi sospetti erano fondati: aveva ragione il mondo e torto tu. Ti trovi perciò a condividere il giudizio negativo sulla storia, scritto dal recensore.

Nonostante questo, però, nonostante tu ti sia reso conto che la storia non era come ti sembrava che fosse, continua a piacerti. Così aumentano i tuoi sensi di colpa per non aver tentato almeno una "difesa d'ufficio", facendo tu la recensione. Ed è così che mi ritrovo qui a fare, non questa "difesa d'ufficio", quanto piuttosto a dire che anche una storia della quale si riconoscano le debolezze, può piacere e può essere letta con piacere, se - evidentemente - va a solleticare le giuste corde del nostro animo.

Ringrazio, prima di tutto, Francesco Manetti per la sua recensione di DD153, "La strada verso il nulla", che mi ha definitivamente convinto. A me resta da dire, che, pur nell'oggettivo poco che offre, la storia di Dylan ed Alga mi aveva affascinato - e continua a farlo - perché ha saputo catturare un'atmosfera (parola quanto mai temibile, ed impressione troppo spesso fuorviante) straniante, tutta basata sul fatto minimo dell'incontro di due persone solitarie, che incrociano per un attimo le loro vite: nulla di più, e riconosco che sia troppo poco. Sufficiente, però a lasciarmi un buon ricordo di una storia della quale non c'è molto da aggiungere.

Chiudo formulando la speranza che Carlo Lucarelli, autore di sicuro valore, vorrà cimentarsi ancora con Dylan Dog, offrendoci una prova migliore del suo talento.
 

 




Boselli e Tex


Intervento di Salvatore Gervasi

(4k)
Tex 463
  
Vorrei riagganciarmi ai due interventi di Pietro Paolo Miani e di Umberto De Paulis in merito alla storia "I sette assassini", pubblicata su Tex nn.463/465. Devo dire che mi sento di condividere sia l'entusiasmo di Pietro Paolo, sia le preoccupazioni di Umberto. Non ho ancora letto la recensione di uBC ma ho deciso che regalerò comunque un ottimo punteggio a questa storia, perché l'ho trovata interessante ed avvincente a tal punto da non sfigurare al confronto con la mitica "Il passato di Carson", dalla quale Boselli riprende personaggi e temi, riuscendo abilmente ad evitare di scrivere un deludente remake.

A Boselli perdono volentieri anche alcune "dimenticanze" nella narrazione: ad esempio, perché di Jack Thunder e della sua "famiglia" nessuno aveva mai sentito parlare fino a quel momento? Si sono forse conosciuti in un penitenziario o in qualche manicomio criminale dal quale sono appena evasi dopo una lunga reclusione? Una spiegazione in merito sarebbe stata opportuna (d'altra parte è possibile che Boselli si riservi di rispondere al quesito in occasione di un eventuale "ritorno" di Jack Thunder che, a mio avviso, è tutt'altro che morto).

Punteggio pieno, dunque, perché è una di quelle storie che ricorderò a lungo. Quello che invece mi riuscirà difficoltoso da ricordare (e questa invece è una cosa che non perdono a Boselli) è "che cosa abbia fatto Tex" nel corso della storia: questa avventura aveva, infatti, Jack Thunder come protagonista e Tex Willer come "guest star". Forse Nizzi non ha tutti i torti quando, nella sua intervista, sostiene che "Tex deve essere più importante delle storie in cui si trova coinvolto" e che "si deve sapere rinunciare ad una bella storia se questa rischia di mettere in secondo piano Tex".

Ecco spiegato il mio personale entusiasmo misto a disagio per questa bellissima avventura che, tuttavia, avrei preferito leggere magari su un'altra testata, ma non su Tex.


Intervento di Stefano Jacurti

No, non sono d'accordo su quello che e' stato detto sull'ultima storia di Tex ad opera di Boselli. Ho trovato questi numeri intriganti, infernali, con dei personaggi anche quelli negativi, molto interessanti. Geniale poi di ricondurre il tutto alla banda degli innocenti,una delle migliori storie di Tex.
Avanti cosi!


risponde Fabrizio Gallerani

Come dimostrano questi e gli altri messaggi ricevuti nei mesi precedenti, la storia di Boselli ha acceso le discussioni di una gran parte degli affezionati texiani, registrando, pare in egual misura, sia sostenitori che detrattori. In questo numero il giudizio di uBC, nella puntuale recensione di Marco Migliori.
 

 




Ho letto Gea


intervento di Antonio Nigro

(4k)
Gea 1
  
Ho letto il primo numero di Gea e l'ho trovato interessante; mi è piaciuto il personaggio, dinamico ed ironico al punto giusto; mi è piaciuta l'ambientazione, gli scenari entro cui si muove Gea ed il cast di personaggi comprimari della serie.

Come primo nunero, comunque, non succede poi molto, tranne quel paio di interventi che Gea è chiamata ad affrontare e che sbriga velocemente: mi aspetto che con i prossimi numeri le storie diventino più corpose (ma ne sono sicuro, perchè stimo molto Enoch). Per quanto riguarda i disegni, devo dire che li ho trovati molto belli, un pò stile manga, ma non dispiace quella dinamicità e velocità del tratto che rende più rapida la lettura e che coinvolge il lettore; interessanti, inoltre, alcune "splash-pages" che coinvolgono più vignette, pur restando leggibili.

Un ottimo esordio, dunque, per il nuovo personaggio Bonelli, che contrasta parzialmente il terribile "flop" di Jonathan Steele, vera e propria delusione cocente dei lettori bonelliani e mia in particolare che, dopo aver letto i primi due numeri (ho voluto dargli una seconda chance...), ho deciso di non comprarlo più.

Grazie per la possibilità di comunicare e tanti saluti, in particolare al mio amico "virtuale" Giovanni Gentili.
 

 




Dagli States . . .


messaggio di Marina Terracciano

Sono una vecchia e fedele lettrice, che non vi ha abbandonato nemmeno da emigrante! Infatti, anche ora che vivo in Florida, costringo la mia famiglia alla spedizione delirante (e mensile) di pacchi di fumetti, che io e mio marito aspettiamo come nuovo ossigeno (per la verita' aspettiamo un bel po' - abbiamo una contestazione in corso con le Poste).

L'uscita degli albi americani, purtroppo, non ci interessa perche' li abbiamo gia' letti tutti. Solo una curiosita': nella rubrica che apre abitualmente gli albi di Martin Mystère, non ho notato (ma potrebbe essermi sfuggito) alcun riferimento al fatto che il BVZM sia citato in un thriller italiano (mi pare sia uscito nel 98). Il titolo del romanzo è La procuratora e l'autore è Piero Soria (grande giallista), la casa editrice non ricordo.

Si e' trattato di una mia svista o nessuno ve lo ha segnalato? Nel caso consiglio la lettura del libro, un po' breve per i miei gusti (normalmente preferisco macinare un minimo di 600 pagine), ma decisamente non male.
Buon lavoro a tutti, Marina


risponde Fabrizio Gallerani

Cara Marina,
confessiamo la nostra lacuna: non abbiamo mai sentito parlare del titolo che tu citi e tantomeno del fatto che vi sia citato Martin Mystère. Qualcuno dei nostri lettori ne sa qualcosa?
 

 




. . . e dall'Inghilterra


messaggio di Michael Bowling

I have quite a few Dylan Dog comics from Italy which were given to me by my friend in Milan. However I don't speak Italian apart from ordering drinks and food which doesn't come in handy when you are trying to read a comic book. I was therefore quite happy when I saw that Dark Horse Comics was releasing Dylan Dog, but only 6 comics.

Are there any publishing houses in England that have shown an interest in publishing Dylan and friends? I notice that Dylan only charges 50 pounds a day for his services (which include almost getting killed each episode) I think he should put his prices up ! ;-)


risponde Fabrizio Gallerani

Hi Michael,
unfortunately, at the moment we haven't any news of english publisher interested in publishing Bonelli Comics (Dylan & Co.). It seems that Dark Horse are going to continue the first mini-series of Dylan Dog, publishing other episodes: look at the comics shops!

Concerning the Dylan charge, I am happy to inform you that your favorite investigators has already provided to update his charge at 100 pound a day. :-)
 

 




Wow!!


messaggio di Simone Vicari

Ho recentemente acquistato un modem, e così mi sono potuto connettere a internet. Avevo sentito parlare di un sito che trattava i mitici fumettoni della Bonelli, ed ora eccomi qua, a passare da una pagina all'altra. Il vostro sito mi piace, è pieno di curiosità e di ogni riferimento ai miei beniamini di carta, per la mia felicità qui posso sapere tantissime cose, Wow!!

Leggo diverse testate tra cui Dylan Dog, Nathan Never, Tex, Martin Mystère, Julia, Napoleone, Legs, Magico vento, Jonathan Steele, Gea e Brendon... Non ho delle preferenze assolute leggo perchè mi piace farlo, mi piace sfogliare le pagine, leggere le avventure e le disavventure dei miei eroi cartacei, ma non faccio mai delle critiche, solo penso: - "questa storia non mi è piaciuta molto" non vado mica ad abbandonare Dylan solo perchè una storia non mi piace, leggo per il piacere di farlo, per avere qualche ora di tranquillità.

In ogni caso mi fa piacere conoscere altre opinioni, è sempre bello vedere che qualcuno trova qualche piccolo errore di disegno o di battute, corro a prendere l'albo "incriminato" per vedere l'errore pensando: - "caspita non l'avevo proprio notato". Per il momento non posso e non voglio esprimere un parere sul vostro lavoro (non mi piace giudicare). Continuate così anche in futuro, sono certo che passerò qualche ora in piacevole lettura delle vostre schede o recensioni.

Un grande saluto a tutto lo staff di uBC.
P.S. e se dovessi votare qualche albo "vecchio"?


risponde Fabrizio Gallerani

Caro Simone,
L'intero staff di uBC ringrazia ed è sinceramente commosso per l'entusiasmo contenuto nel tuo messaggio :-).

Per votare le storie meno recenti non devi fare altro che cercare la pagina della recensione relativa (passando dalla HomePage del personaggio e selezionando l'archivio recensioni) ed esprimere il tuo voto mediante il box a fondo pagina.
 

 




Nel nome di Chiaverotti


messaggio di Carlo

Perchè ce l'avete con Chiaverotti?
E' un genio! Ma non capite che le sue storie lasciano col fiato sospeso, a volte lasciano ancora di più, ti tolgono il fiato, ti soffocano, sono uno spasso, è da comprare già solo per scoprire i paradossi che inventa per capire come fa... si perchè il vero personaggio è lui non Brendon.

Non vedete che da quando non c'è piu' lui Dylan Dog ha perso colpi, perchè le sue storie colpivano, davano personalità. Chi è quel Pasquale Ruju che ha osato sostituirlo? Ma dai non scherziamo !!!!
 

 


 
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