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DOPOLAVORO
APRILE 1999

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Dialoghi nella rete


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Scheda di Beretta

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Dialoghi nella rete  

Questo mese Dialoghi nella rete ospita un interessante dialogo fra Emanuele De Sandre e Vincenzo Beretta apparso sul Newsgroup it.arti.fumetti.bonelli, in merito alla collaborazione al soggetto di DD151 della moglie di Tiziano Sclavi, Cristina Neri e del fratello Pippo.

Dylan e i parenti


interventi di Emanuele De Sandre e Vincenzo Beretta
(dal Newsgroup it.arti.fumetti.bonelli)

Emanuele De Sandre:
Vabbè che lavorare alla bonelli è come lavorare per il comune, ma tirare dentro anche i parenti mi pare eccessivo!!! Mi riferisco al fatto che il soggetto di Dylan Dog 151 è scritto dalla moglie di Sclavi e dal di lei fratello...

A parte l'indice di abisso creativo in cui Tiziano sembra essere precipitato, credevo che in bonelli lavorassero i più bravi, non i più "amici degli amici"! Ma visto che tutto il mondo è paese e che paese che vai usanze che trovi, se tanto mi dà tanto e chiavutoavutoechiadatoadato e chipiuneàpiunemetta, non mi stupisco più di niente.
Anzi sì: che Sclavi si stia disinteressando sempre più a Dylan Dog...

Vincenzo Beretta:
Mah, non direi proprio. Innanzitutto ogni creativo vive "immerso" in un certo mondo, del quale la sua famiglia certamente fa parte. Il fatto che da questo mondo scaturiscano spunti e idee mi pare assolutamente normale, ed altrettanto normale che tali spunti abbiano piu' facilita' di essere raccolti rispetto a quelli di persone esterne.

Per farti un esempio, una sera di diversi anni fa stavo chiacchierando con due miei amici - uno dei quali laureato in archeologia - sugli "archeovirus", ovvero quei virus antichissimi che si trovano nelle vecchie tombe e contro i quali l'uomo moderno potrebbe non avere difese.. Chiacchiera che ti chiacchiera, quella storia e' diventata "Il Nemico Invisibile" di Martin Mystere, il cui soggetto e' stato accreditato (e pagato!) ai miei amici.

In un altro caso, una ragazza che conosco ha sviluppato un'intera trama che e' riuscita a dare uno straordinario "twist" al tema di per se' abusato delle mutazioni genetiche - e me l'ha regalata!!!! Ovviamente se dovessi utilizzarla (magari per un Nathan Never) la riconoscerei come soggettista.

Cosi' non trovo nulla di strano al fatto che la moglie di Tiziano possa essergli di ispirazione o anche realizzare per lui dei soggetti - anche perche', se non ricordo male, e' scrittrice lei stessa. E questo non e' affatto indice di una crisi creativa. Stanley Kubrick non ha MAI lavorato su materiale suo, ma sempre su libri e testi scritti da altri, eppure non mi sembra di poterlo accusare di mancanza di creativita'!!!

EDS:
Caro Vincenzo, quante cose si imparano frequentando questo newsgroup!!!;-) Sulla provenienza delle ispirazioni non si può discutere, ovviamente, e tanto meglio se i soldi delle idee restano in famiglia o lì attorno!

VB:
Ma, la percentuale di quanto viene valutato un soggetto è una frazione così infinitesimale di quanto Dylan porta a Tiziano che non credo proprio che quello sia il problema. Tutt'al più, il valore di un'idea "in famiglia" sta proprio nel fatto che essa nasce in un'ambiente in cui essa puo' essere discussa con una certa profondità e, perchè no, con anche una certa complicità emotiva tra i creatori. Del resto Tiziano e sua moglie non sono certo la prima coppia di artisti sposati che lavorano insieme. Lo facevano Edmund Hamilton e Leigh Brackett, e oggi lo fanno Richard e Wendy Pini, per esempio, o, per restare in Bonelli, Federico Memola e Teresa Marzia. Un matrimonio artistico, se riuscito, porta molti vantaggi.

EDS:
Dylan è un caso a parte, pensavo alla miriade di soggettisti sceneggiatori di Martin Mystère, che è un fumetto secondo me eccezionale, sempre divertente e stimolante (a volte un po' "lento") ma certamente non dà i ritorni di Dylan... Notavo solo che è un bel po' che (tre o quattro mesi) Sclavi non firmava una storia, e anche ne "Il Lago" firma solo la sceneggiatura. "Il Lago" è una storia disegnata magnificamente da Brindisi, che si lascia leggere con grande scioltezza, ma mi sembra palese a tutti che questo Sclavi non è più "quello di una volta", i suoi Dylan sono sempre più surreali e fantasy e sempre meno noir-horror...

VB:
Se questa e' la sua nuova vena creativa e' giusto che la segua. Personalmente penso che sia sbagliato scrivere cose per forza o rifacendosi a un periodo della nostra vita che non ci appartiene piu', e del resto ogni artista degno di questo nome (anche nel campo della cultura popolare) ha sempre saputo assecondare i "periodi" della sua vita...

EDS:
Hai ragione, ma è anche vero che se Tex avesse cambiato umore assieme ai suoi sceneggiatori non so se venderebbe ancora come oggi... Almeno: voglio sperare che i Bonelli e Nizzi non abbiano la stessa visione della vita, non esattamente policromatica... di Tex!!! ;-))

Detto ciò il mio piccolissimo sfogo ha origini nel fatto che anche Dylan mi sembra stia divenendo prigioniero di sè stesso, cioè, nonostante la grande libertà, sia contenutistiche che narrative, di cui la testata gode, il personaggio Dylan non evolva, nè lui nè chi gli sta intorno (Groucho, Bloch). Tu sai mica se ci saranno passaggi chiave nelle storie di prossima pubblicazione? Storie doppie? Viaggi nel passato vero (e non solo sognato) del protagonista? Non so, magari di quando Dylan lavorava per Scotland Yard...

Rimane il fatto del "nepotismo involontario": quante storie, soggetti, idee, giacciono da voi in redazione e non verrano mai prese in considerazione perchè non provenienti da persone che conoscete di persona e bene? E magari anche migliori delle idee partorite dai suddetti amici-e-parenti? Penso valanghe... Magari ci date una letta veloce, costretti dalla fretta e da mille altri impegni, certo, mica per mancanza di rispetto o snobismo. Però non può che essere così.

VB:
Posso dirti che io OGNI GIORNO scarto idee provenienti da amci e parenti, semplicemente perche' non le ritengo buone. Anzi, che io mi ricordi in sei anni che scrivo fumetti solo tre volte ho ritenuto un'idea abbastanza buona da essere sviluppata in un soggetto (e di queste tre solo una poi e' diventata un racconto).

Comunque, e' vero che spesso non si ha il tempo materiale di leggere subito tutto quello che mandano i lettori, ma questo non significa che non viene mai letto. Ogni tanto ci sono periodi dedicati alla "gran lettura" in cui soggetti e sceneggiature vengono raccolti e esaminati finalmente in modo dettagliato. Il problema, a questo punto, diventa la loro qualita'. L'ultima volta che questo lavoro venne affidato a me fu nel 1995. Lessi, in dieci giorni, 139 proposte diverse tra soggetti e sceneggiature per Martin Mystere, e per ognuna di esse scrissi un commento (ho ancora qui il file sul mio hard disk). I risultati furono:

Idee interessanti anche se sviluppate male: 4
Buoni soggetti: 3
Il soggetto non è quel gran chè ma la sceneggiatura è buona - da tenere presente: 1
Buono il soggetto e la sceneggiatura: 1

Totale: 9 su 139, e solo uno promosso a pieni voti. Ma ogni proposta fu, te lo assicuro, letta e giudicata a fondo, senza preconcetti.

EDS:
Il mio pensiero è semplicemente questo: ci vuole anche fortuna a nascere moglie di Sclavi o amico di Beretta!!!;-))) O no?!

VB:
E' un po' una fortuna * nel momento in cui si hanno delle buone idee *, in quanto permette di farle arrivare un po' piu' in fretta a chi deve giudicarle ! La chiave di tutto, pero', e' "un po' piu' in fretta". La mia sincera opinione e' che se uno e' davvero un bravo sceneggiatore, prima o poi ce la fa. Quando scrivi una sceneggiatura ti trovi davanti un ostacolo al giorno, e spesso hai la sensazione che tali ostacoli siano insormontabili. Non lo sono, basta avere costanza. Ora, questa e' una mia PERSONALISSIMA opinione, e non della casa editrice, ma secondo me, se si ha * davvero * talento, superare l'ostacolo di riuscire dimostrarlo non e' altro che il primo passo - l'esame di maturita' se cosi' vuoi chiamarlo! La parte veramente difficile viene dopo! ^____^

 

 




Lo stakanovista Beretta è il protagonista anche del secondo intervento di questo mese (sempre tratto dal Newsgroup it.arti.fumetti.bonelli). Stimolato da una polemica considerazione di Paolo Vollaro, Beretta racconta inediti retroscena legati alla chiusura di Zona X.

Zona X, si chiude!


intervento di Paolo Vollaro e del solito :-) Vincenzo Beretta
(dal Newsgroup it.arti.fumetti.bonelli)

Paolo Vollaro:
Ho letto l'ultimo numero di Zona X, ho riletto la fine della stirpe di Elan per avere un idea piu' precisa del mio giudizio, ed ora ho pensato l'unica scusante: gli editori dovendo chiudere la testata hanno obbligato gli autori a chiudere le storie in maniera veloce e purtroppo per noi lettori in maniera ARRAFFAZZONATA.

Vincenzo Beretta:
Essendo "interno" posso assicurarti che l'editore non ci ha costretto a chiudere "maldestramente" le nostre miniserie. Per quanto riguarda Elan, e' finita quando doveva finire e nel modo in cui Federico voleva, tant'e' che Freddi aveva gia' iniziato a lavorare sull'altra serie che voleva pubblicare su Zona X (e che e' poi diventata Jonathan Steele). Naturalmente non voglio costringere nessuno a pensare "bene" del finale di Elan, ma solo che esso e' stato dettato dalla libera di scelta e dalla poetica di Federico, e non da una causa esterna come la chiusura della testata.

Per quanto riguarda Magic Patrol, il discorso e' un po' piu' complicato, e anche curioso. Il soggetto di "Memorie dalle Stelle" e' stato uno dei primi in assoluto che ho scritto per la miniserie quando essa nacque nel 1994, dal momento che esso conteneva il passato dei due protagonisti. A grandi linee era come lo hai poi letto, finale incluso. Per varie ragioni, pero', la storia e' sempre stata rimandata. Innanzitutto volevo che a realizzarla fosse Gino Vercelli, che per lungo tempo era stato occupato con altri lavori, e in secondo luogo pensavo che, per sua natura, avrebbe avuto senso pubblicarla solo dopo che i lettori avessero imparato a conoscere i personaggi della miniserie, e quindi ad avere con loro e con la base un legame (si spera!) affettivo.

Ma nella mia programmazione di Magic Patrol non era affatto l'ultima. A "Memorie dalle Stelle" sarebbe seguito un racconto tecnothriller con sottomarini nucleari e telepati russi che aveva come protagonista Antonietta (cosi' da staccare sia come personaggi che come tipo di storia dalla precedente), quindi un'avventura di Jacques in Europa sui Cavalieri di Malta (in cui il capo della Magic Patrol aveva una relazione con una giornalista inglese), un'avventura tragicomica su una serie di disastri che accadevano durante il giorno del compleanno di Antonietta, il seguito del "Segreto del Re degli Elfi" con i disegni di Alessandrini e il ritorno di Valeria, l'avventura con il passato di Antonietta (un altro soggetto gia' scritto intitolato "C'era una Volta a Citta' del Messico"), una breve avventura un po' intimista che si svolgeva in Francia, sui druidi, e in cui scoprivamo chi era il tipo con cui si era messa Christine e, infine, un'altra breve storia in cui si parlava di Intelligenze Artificiali e creativita', e nella quale Antonietta decideva di fare soldi pubblicando "un fumetto di facile successo commerciale"...

E nota che questa programmazione non include le storie di Stefano Vietti e Alessandro Russo! Come vedi di carne al fuoco ce n'era ancora dopo "Memorie dalle Stelle".

Quando venne decisa ufficialmente la chiusura di Zona X, Luca del Savio ovviamente venne da me e insieme vedemmo come risistemare il programma. Quando ci accorgemmo quale sarebbe stata l'ultima storia di MP, Luca mi disse: "Ma hai visto? Neanche a farlo apposta!", e io stesso non potei fare altro che ammettere che era stata una straordinaria coincidenza... :^D

 

 


 
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