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Dopolavoro
Nov.1997
      

Sfida sulla Sierra degli Sceneggiatori


intervento di Enrico Petrella

Sono un lettore di vecchia data di Tex, e conosco pressochè a memoria tutte le sue storie. Ultimamente trovo che le storie scritte da Nizzi siano in paurosa caduta, salvo rare eccezioni. Magari tecnicamente perfette, ma assolutamente vuote. L'approccio al personaggio è troppo freddo e meccanico, e in certi punti quasi raggiunge la parodia. Invece apprezzo molto il Tex di Boselli: molto più convinto, caldo, appassionato, ed anche creativo. In fondo, molto più vicino al Tex di G.L. Bonelli. E' stato Boselli a creare l'unica storia degli ultimi vent'anni degna secondo me di stare alla pari con i grandi classici texiani: "Il passato di Carson". Inoltre anche le altre sue avventure sono di ottimo livello. Volevo sapere che ne pensate voi e quali sono gli umori del pubblico di Tex (e dei naviganti) in generale su questo argomento.


commento a TX 438/440 "Sfida sulla Sierra" di Giorgio Loi

Vorrei dire che mi sembra troppo duro il voto di 52% dato da Zucchi nella recensione di Tex n.440 "Sfida sulla Sierra".

Pur concordando sostanzialmente con le sue rilevazioni vorrei mettere in luce alcuni aspetti anche in generale:

  1. Credo che il giudizio su questa terza parte sia stato influenzato eccessivamente dalle aspettative che il recensore aveva maturato dopo la prima e la seconda. Sono d'accordo sulla parziale delusione, poiché date le premesse l'avventura avrebbe potuto svilupparsi in modo più interessante, ma non bisogna misconoscere i meriti dell'albo.
  2. E' vero, Tex 440 è praticamente una lunga battaglia, ma che battaglia! Qui bisogna dare atto a Boselli di essere molto più abile di Nizzi nelle scene d'azione di massa. Le sparatorie di Nizzi si riducono il più delle volte a una noiosa sequela di "Bang! Zing! Ahh!", mentre Boselli sembra mantenere costantemente un dominio assoluto sullo svolgimento dell'azione. Immagino che si costruisca preventivamente un modello dello scenario dove avverrà lo scontro e che poi ci piazzi dentro i vari personaggi, stando attento non solo alle posizioni relative ma anche (e soprattutto) agli spostamenti che avvengono nel corso dell'azione. Si tratta, concedetemelo, di un pregio non di poco conto in una serie come Tex, dove si respira il West allo stato puro!
  3. Concordo con Zucchi, e lo ribadisco, Boselli è bravo nelle caratterizzazioni rapide; in altre parole, è capace di dare un'anima anche a personaggi minori con pochi ma sapienti "tocchi". Su Kelly sono d'accordo, ma quella di Watts è stata una finezza. L'elemento più duro del gruppo, sgradevole eppure simpatico a modo suo, che alla fine manifesta la sua stima per Tex e un istante dopo viene abbattuto da una fucilata. Alzi la mano chi non ci è rimasto male, ma sono sicuro che fosse proprio questo l'intento di Boselli. D'altronde in una serie con quattro eroi praticamente invulnerabili non è facile smuovere le emozioni del lettore.
  4. Il debole di Boselli per Carson è indubbio e, personalmente, mi fa piacere. Dopo che Nizzi lo stava relegando a ruolo di vecchio bisbetico incapace di scegliere il colore dei calzini senza chiedere consiglio a Tex, Boselli gli ha restituito una dignità perduta da tempo. Credo anche di non essere il solo a pensarla così: sarà un caso che "Il passato di Carson" è stata votata a furor di popolo come la miglior storia di Tex in assoluto? (vedi TopTen di Tex).


risponde Marco Zucchi (recensore della storia)

Andiamo a rispondere:

  1. Sono d'accordo con Giorgio quando dice che sono stato influenzato dalle precedenti due parti della storia (n.438 e n.439): ma l'abilità dello sceneggiatore è proprio quella di tenere sulla corda il lettore dandogli qualcosa alla volta, coinvolgendo con la sorpresa finale. E' questo che secondo me è un po' mancato nella storia in questione: dopo una prima parte con elementi sparsi qua e là arriva la sorpresa all'ultima pagina della comparsa di Danny; anche nella seconda la fine dell'albo ci porta a volere conoscere come fa a finire l'assalto al gruppo dei nostri; ma nella terza tutta la carne al fuoco finisce per bruciare anzitempo. Il giudizio complessivo dei tre albi sarebbe 61%.
  2. Non l'ho detto in tono spregiativo ma solo per dovere di cronaca: era un po' in effetti che non si vedeva una sparatoria del genere! Posso assicurare Giorgio che anche Nizzi si prepara i suoi schemi per spiegare meglio le sue sceneggiature ai disegnatori: un esempio è riportato su Flex n.4 del gennaio 1993, a pag.14.
  3. Ribadisco che secondo me forse sono sin troppo caratterizzati i personaggi di Boselli, a tal punto che ti aspetti sempre qualcosa di particolare, di più di quello che poi accade. Penso anch'io che Watts sia proprio stata una finezza, ma su Kelly e Karim contavo proprio maggiormente. Secondo me Boselli mette troppi personaggi in gioco e, con la sua "pignoleria" nel caratterizzarli finisce a volte per eccedere, lasciando il lettore penzolante nell'attendere sviluppi che ormai non ci si può aspettare più. Ancora d'accordo con Loi sul fatto che con quattro eroi praticamente invulnerabili non è facile smuovere le emozioni del lettore, anche se questa è solo la prima delle storie di Boselli con tutti e quattro i pards in gioco, seguita da "Il passato di Carson" con Tex, Carson e Kit e da altre tre con Tex e Carson, due volte, e Tiger Jack, una volta, e dall'almanacco 1997 con solo Tex.
  4. Credo che la storia già citata sia di tipologia differente rispetto alle altre di Boselli e forse per questo, essendo una storia classica pur innovativa (raccontare il passato dei pards è un rinnovarsi nella tradizione secondo me, come fu la storia del passato di Tiger Jack di Nizzi/Ticci) ha raccolto così tanto successo.
Riassumo quindi le mie considerazioni dicendo che in effetti mi aspettavo di più dagli sviluppi della storia e che le caratterizzazioni troppo particolari portano in quella direzione (dell'attesa) che talvolta viene a mancare.

Comunque credo che parlare così tanto di Tex come stiamo facendo sia un fatto altamente positivo: di sicuro se Nizzi è l'erede di Bonelli, Boselli sarà l'erede di Nizzi. Spero pero' che Nizzi continui a regalarci ancora tante storie. uBC invita tutti i Texiani in rete a Fateci Sapere.farci sapere la loro.
 

 




Classici Classici


commento a ZX n.27 classico "La strega"

Il soggetto e' praticamente inesistente, pero' e' un classico cosi' classico, che non si puo' dargli meno di 6/7. Inoltre, storie cosi' dovrebbero far ripensare sulla decisione di ridurre la presenza dei "classici".

Forse, si potrebbe pensare ad una soluzione che faccia coesistere la due anime di Zona X con uno sdoppiamento dell'albo: uno per le miniserie e uno per i classici.
 

 




Appleseed


commento di Luca Malisan a LW n.22 "La città orbitante"

Vorrei far solo presente alcune chiamamole citazioni (io le definirei "copiature") che ho trovato in questo numero di Legs riguardo ai disegni:

  • Pag.29 tra la folla c'e' una testa di robot che e' quella di Briareos in "Appleseed" di Masamune Shirow (questa e' una citazione in tutti i sensi :);
  • Pag.42 in una vignetta sono illustrati dei piani del "satellite-arma" che sono pezzi ripresi in maniera pressoche' identica di nuovo da Appleseed: terzo volume (mi riferisco all'edizione italiana della Star Comics in 4 volumi) pag. 145;
  • Pag.87 la terza vignetta rappresenta un esoscheletro che si accascia, colpito, su una saracinesca. La stessa scena e' a pag. 166 del primo volume di Appleseed, prima vignetta.
    Sono identiche: - inquadratura - schema generale dell'esoscheletro colpito (piccole differenze nelle articolazioni) - posizione e forma dell'esoscheletro armato - saracinesca - polvere che si alza da terra - edficio sopraelevato sullo sfondo
    Sono diverse: - ambientazione (in Appleseed in cielo e' buio, in Legs e' bianco) - onomatopea (App: KSANG; LW: CRASH)
Queste coincidenze non le definirei, a mio parere, citazioni, ma copie. E queste sono solo le prime che mi sono saltate all'occhio, scommetterei che ne esistono delle altre. Vorrei che queste cose venissero almeno dichiarate all'inizio dell'albo, come si fa per le citazioni dei testi.
 
 




Legs, ma chi baci??


commento di Gabriella Anzalone a NN n.76/77 "Fenice"

La scoperta omossessualità di Legs, a mio parere, in tutta la storia non ci azzeccava proprio nulla, e mi ha dato fastidio sul serio. Passi che in passato avrebbe potuto avere esperienze simili, ma da quello che si capisce Legs gli uomini non li calcola proprio, e mi pare un fatto davvero fastidioso (eufemismo) considerando che Legs è la prima donna a cui la Bonelli dedica una serie regolare! Se non è maschilismo questo! Con tutto il rispetto per le problematiche del personaggio, ben pochi dei personaggi Bonelli hanno un passato limpido, ma mai nessuno si è mai sognato di far vedere Nathan che bacia Sigmund (così per dire), e invece questa è una cosa che per una donna (il fatto cioè di essere lesbica) fortifica il personaggio... non so se ho reso l'idea!


commento di Fabrizio Gaudio a NN n.76/77 "Fenice"

Nathan era nato come personaggio complesso e "difficile" ora non si capisce piu' cosa voglia essere... Mi sono crollate le braccia quando ho visto Legs che bacia May: ma non si era detto che si voleva uscire dallo stereotipo delle eroine gay dei fumetti??


commento di Antonio a NN n.76/77 "Fenice"

Che Legs fosse bisessuale (non omosessuale), o, forse, solo innamorata di May, doveva essere chiarito, prima o poi. Che lo sia stato sulle pagine di Nathan, invece che sull'albo a lei dedicato, non ha importanza, anzi, rafforza il legame tra i due personaggi (sarebbe opportuno, piuttosto che Nathan rientrasse nell'universo degli albi di Legs).

Quello che e' stato assurdo (e qui concordo in pieno con il vostro giudizio) e' il momento scelto per la "rivelazione": non era utile alla storia e non aveva alcuna relazione con essa .


commento di Michele a NN n.76/77 "Fenice"

Secondo me il fatto che la scena del fatidico bacio tra Legs e May sembri fuori luogo e' azzeccatissimo per stuzzicare la fantasia di chi legge. Penso sia carina la trovata di far vivere alle due una scena i cui precedenti vengono lasciati all'immaginazione del lettore. Quindi quello che Giovanni considera un punto debole per me e' un punto di forza. Viene criticato anche il fatto che Legs dichiari la sua omosessualita' ma questa, secondo me, non e' affatto una situazione definitiva. Non dimentichiamoci che Legs ha avuto storie passate, quindi la sua uscita dal guscio e' stata in qualche modo liberatoria. Io penso che l'ambiguita' di Legs sia utile proprio perche' si presta a queste situazioni, quindi non mi stupirei affatto se nel prossimo numero s'innamorasse di un'uomo.


risponde Giovanni Gentili (recensore della storia)

Abbiamo ricevuto parecchi messaggi sulla storia "Fenice" e sulla famosa scena del bacio. Questo interesse è già di per se un complimento per l'autore della storia, Antonio Serra.

Come ho già detto nella recensione, sono daccordo con Gabriella e Fabrizio: la scena non solo era fuori posto, ma soprattutto fa ricadere Legs nel classico stereotipo delle eroine mascoline a fumetti. Michele pensa che l'omossesualità di Legs sia una "situazione non definitiva", ma su questo posso dire che recentemente Serra ha dichiarato che con quella scena voleva chiarire definitivamente la faccenda: Legs è omosessuale e basta.
 

 


 
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