uBC (3k) Il "Dopolavoro" di uBC
Febbraio 1997

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"gestore": Giovanni Gentili

23.02 1997
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Il primo bacio tra Nathan e Legs!


Il primo bacio tra Nathan e Legs!
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Continua la pubblicazione di storie brevi dei personaggi bonelliani sul mensile delle F.S. Amico Treno (che è anche su Internet: www.galactica.it/amicotreno/). Dopo Mister No (di cui abbiamo già parlato nel Dopolavoro), in Gennaio è toccato a Nick Raider con una storia di Mignacco/Siniscalchi. Nel numero di Febbraio, che potete trovare nelle principali stazioni, è il turno di un team-up di 8 pagine a colori, tra Nathan e Legs. Fra l'altro, questo è l'ultimo numero gratuito di Amico Treno, che dal prossimo mese costerà 2000 lire.

I disegni della storia sono di Germano Bonazzi: molto buoni a parte una Legs non molto riuscita. I testi sono di Luigi Mignacco, che si trova per la prima volta a tirare i fili di Nathan e Legs.

Mignacco non solo riesce a realizzare in sole 8 pagine una storia molto divertente, ma cita anche tutti gli stereotipi delle due serie (didascalie del "musone", Legs autoironica e svestita, tecnologia "cattiva", ecc.).

Ma il vero colpo di scena della storia è l'appasionato bacio tra Nathan e Legs, sul quale non vi svelo nient'altro per non rovinarvi la sorpresa...



15.02 1997
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Nathan e U Giancu su Panorama
Esasperazione! ovvero "Nathan, Magia e Fantascienza"


Nathan e U Giancu su Panorama
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Proprio lo scorso mese ci lamentavamo della cronica scarsa considerazione del fumetto. Quasi a contraddirci nel numero di Panorama in edicola (n.7) ci sono due interessanti "apparizioni fumettistiche".

L'approfondimento della settimana è dedicato alla questione degli embrioni e delle manipolazioni genetiche (un settore senza regolamentazione in Italia). In uno degli articoli compare la strip che riportiamo qui sotto, tratta dal bel n.56 di Nathan Never "La storia di Kathy Teller" di Vigna/Mari.

i Chirp creati in laboratorio (21k)
(c) 1996 Bonelli

La didascalia è la seguente: "I concetti di fantagenetica, come clonazioni e manipolazioni dei geni, sono entrati a far parte del linguaggio dei giovani, anche attraverso i fumetti di 'Nathan Never': a destra una strip tratta da un volume dell'editore Bonelli". A parte il "volume", non mi sembra male!.

Ma non basta: nel settore società ci sono ben due pagine dedicate a U Giancu, il famoso ristorante del fumetto di Fausto Oneto. La prestigiosa firma è di Giampiero Mughini, sempre molto abile nei suoi articoli di costume.

Riportiamo solo due tratti dell'articolo: "Sono uomini goffi, un po' timidi. Forse perchè sono rimasti bambini e hanno paura del mondo, quando il mondo non è di carta. Forse perchè gli brucia passare come artisti di serie B, ciò che non sono affatto. Sono gli autori e disegnatori di storie a fumetti, e ogni anno a rapallo ne arrivano a iosa (..) E c'era ovviamente il riveritissimo Bonelli, figlio dell'uomo che ha inventato Tex e dunque il fumetto italiano del secondo dopoguerra (..) E c'era anche Alfredo Castelli, l'inventore della saga di Martyn Mistère, una delle ultime creature Bonelli." A parte Martin che ha ormai quindici anni, non mi sembra male!

Per sapere a chi sono andati i premi U Giancu 1997 vi consigliamo di leggere l'U Giancu's Bulletin, ospitato dall'Anonima Fumetti.


Esasperazione! ovvero "Nathan, Magia e Fantascienza"
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messaggio di Michele Giuliano   (14.02)

Sono un lettore relativamente recente di Nathan Never (circa sei mesi) e volevo parlarvi di una mia esasperazione. Non sono un lettore abituale di fumetti ma leggo molti libri (quando dico molti intendo circa 4 al mese di cui almeno 2 sono fantascienza o saggi scientifici e gli altri 2 sono classici, e per uno che lavora 8 ore al giorno mi sembrano un buon numero). Ritengo quindi di essere abbastanza allenato per esprimere un parere su un fumetto. Sono stato attirato alla lettura di Nathan dagli splendidi disegni del n.63 "Il mare della desolazione". In quel frangente, non ho dato molta importanza alla storia, abbastanza scontata e poco curata nei particolari (molte incongruenze), e mi sono fatto trascinare dall'entusiasmo.

Ho cominciato a cercare i primi numeri per leggerli nel giusto ordine (sono molto rigoroso in queste cose) e sono stato premiato. Le prime storie erano tutte molto belle e quando ho letto la n.9 "Gli occhi di uno sconosciuto" mi sono esaltato. Ero felice di avere un nuovo e piacevole diversivo (qualcosa di più leggero da alternare ai libri).

E' andata bene così per molti numeri (la prima ventina diciamo), per essere a fumetti era buona fantascienza, poi, il disastro. Il n.28 "Io, Robot" ha incrinato la mia opinione verso uno dei tre autori: Antonio Serra. Da quel numero, che per me rimane il peggiore di tutti, le storie firmate da Serra hanno cominciato a decadere in qualità. In ogni storia introduce qualche elemento mistico che ne rovina completamente il proposito fantascientifico. Ho appena letto il n.44 (sono esasperato!) in cui continua quella sua saga orientale che mi da sempre più sui nervi. Gli orientali sono sempre stati grandi filosofi ma così ce li fa odiare. Se me l'avessero detto probabilmente non l'avrei mai comprato. Sconfina nella fantasy ma non lo è, e cos'è? Ne carne, ne pesce. Quando aquisto una storia di fantascienza, fantascienza voglio che sia. Non si possono mescolare i due temi: uno sfrutta la fantasia per creare allegorie e storie magiche, l'altro presuppone che si ipotizzi il futuro con coerenza scientifica.

Non vale la pena neanche di parlare delle incongruenze scientifiche perchè bisognerebbe citare tutta la storia (comunque la Bionic Reiko infuocata che attraversa l'atmosfera è veramente ridicola).

Infine, non sopporto proprio questo suo odio per la tecnolgia che non manca di far notare ad ogni storia. Non si prende neanche la briga di mascherarlo con qualche stratagemma narrativo (che so, magari creando un personaggio, possibilmente non dei "cattivi", che sostenga l'opinione contraria).

Per finire, non credo alla magia (tranne quella che riesce a creare la nostra mente) e non ci crederò mai. Penso che i cosiddetti misteri inspiegabili del mondo, come li chiama Serra nel numero 44, siano tra i tanti fenomeni che la scienza non è ancora riuscita a spiegare e che in futuro, se non ci saremo ancora autodistrutti, spiegherà. Se la scienza fosse in grado di spiegare tutto, non esisterebbe. La sua esistenza si basa proprio sul dubbio e su nessuna certezza assoluta (a differenza di quanto sembra credere Serra).

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risposta di Giovanni Gentili   (15.02)

I numeri intorno a "Gli occhi di uno sconosciuto" rappresentano un periodo d'oro per Nathan Never (e lo dimostra anche la nostra Top Ten). Difficilmente una tale concentrazione di ottime storie potrà ripetersi, ma le buone storie si presentano ancora in edicola periodicamente (una produzione seriale non può non avere alti e bassi). Io "amo" Nathan, e proprio per questo in molte mie recensioni lo critico: vorrei vederlo sempre "al massimo", anche se -forse- non è possibile...

Per quanto riguarda il discorso "Magia e Nathan", questo è stato un tema ampiamente (e sentitamente) dibattuto sul Newsgroup di Nathan.

Sono diversi i messaggi che riceviamo su tono "i primi venti sì che erano belli..", "mannaggia ai giapponesi..", "la magia in Nathan?!?" e quindi ho deciso di inserire nel dopolavoro questo messaggio di Michele e di scrivere questa piccola replica pubblica.

Posso solo dire che alla luce del gigante n.2 la "magia dei Giapponesi" è spiegata scientificamente attraverso i nanoidi, e questo sembra andare incontro ai desideri dei lettori, sennonché anche i nanoidi sono odiati da molti lettori (io invece non li trovo male).

Mi sembra giusto ripetere una considerazione che ho già fatto nella recensione del gigante n.2: Serra ha disegnato una sua interessante e complessa "storia del mondo" diluita -purtroppo- in anni di storie. Sono certo che a questa sotto-saga Neveriana avrebbe giovato -molto- una serie a sè, poichè i singoli albi letti da soli non sono gran chè, e sono soggetti a grosse rivisitazioni del significato negli albi seguenti. Ma questo avviene -e questo è importante- non dopo pochi mesi, bensì dopo anni!. A mio avviso i lettori assidui si spazientiscono e i nuovi lettori si smarriscono.

Infine, così come Michele Giuliano, anch'io non sono in accordo con il ricorrente tema Serriano della tecnologia malefica. Devo però difendere la libertà di un autore di esprimere le proprie idee nelle sue storie e quindi questo non mi sembra un aspetto criticabile.

PS. Se volete fateci sapere cosa ne pensate su questi temi Neveriani o proporre discussioni su altri personaggi... il Dopolavoro aspetta i vostri messaggi.

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messaggio di Angelo Casertano   (17.02)

Dopo aver letto il messaggio di Michele ho sentito la necessità di intervenire, non soltanto a favore dell'elemento magico, ma, soprattutto, in difesa del grande Serra. Vado a motivare...

Serra è stato in grado di pensare un universo la cui storia si dipana su un arco temporale di anni!! Si tratta di un lavoro senza dubbio ciclopico, carico di elementi che assumono significato via via, man mano che la storia procede, col passare degli anni. In tal senso, le rivelazioni del gigante n.2 sono straordinarie. Dal punto di vista letterario, visto che Michele Giuliano si dice appassionato di letteratura, si tratta di un procedimento classico: elementi che paiono, in un primo momento, insignificanti o misteriosi o di poco conto, assumono con il progredire della storia significati tali da mutare gli equilibri della trama stessa. Per intenderci, utilizzando termini della critica letteraria, il siuzet creato da Serra (cioè il modo in cui racconta la storia) arricchisce di molto la fabula (la trama vista in sequenza lineare), accrescendone i significati. In sostanza, come nella migliore letteratura, non è tanto importante la storia in sè, quanto le suggestioni che vengono date dal modo in cui essa viene raccontata.

Per quanto riguarda il magico, ritengo che dividere l'universo fiction in compartimenti stagni sia riduttivo e deleterio. Un autore deve poter essere libero di spaziare e di trarre ispirazione da ciò che più lo interessa. Questo non può essere messo in discussione. Si può certo poi discutere sull'effetto che tale processo ha sul lettore, ma questo diventa un giudizio soggettivo: per quanto riguarda me, la componente "magica" -che poi magica non è visto che ci sono i nanoidi (trovata interessante)- risulta godibile e accresce la componente di mistero del mondo di Nathan.

Certo concordo con Giovanni Gentili quando afferma che trame così strutturate risultano ostiche per nuovi lettori. A maggior ragione, dato che questo significa potenzialmente meno copie vendute, bisogna dare atto a Serra e alla Bonelli di privilegiare la qualità alla quantità: fare storielle da "una botta e via" cioè scollegate tra loro o comunque non incluse in una trama dallo sviluppo organico, sarebbe sicuramente per loro più conveniente. Ergo, anziché rampognarli, bisognerebbe ringraziarli.



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