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DOPOLAVORO
MARZO 2001

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Commenti a GH/2
La posta di uBC


Dopolavoro
La posta di uBC  

Potete partecipare al dopolavoro sia utilizzando l'apposito form, sia scrivendo direttamente al sottoscritto, curatore della rubrica.
Anche per questo mese, buona lettura.

Qui si fa la storia


intervento di Giuseppe Pelosi (uBC staff)

(5k)
MV n.45
  

Ora i bambini dormono
sul letto del Sand Creek...
(F. De André, Fiume Sand Creek)

Nel Luglio del 1866, George Armstrong Custer venne nominato tenente colonnello del Settimo Cavalleggeri. L’anno seguente condusse il Settimo in una difficile campagna militare contro i Cheyenne, senza sortire i risultati sperati. Per questo venne deferito alla corte marziale e sospeso dal suo incarico per un anno.

Custer sostenne di essere stato preso come capro espiatorio per il fallimento della campagna, e il suo vecchio amico Generale Phil Sheridan fu concorde con lui, al punto di richiamarlo al suo incarico nel 1868. Custer riguadagnò onore agli occhi dell’esercito vincendo la battaglia sulle sponde del fiume Washita. Nel 1873 fu mandato nelle pianure settentrionali, e partecipò a qualche schermaglia contro i Lakota, nell’area del fiume Yellowstone.

L’anno seguente guidò un esercito di 1.200 uomini a prendere possesso delle Black Hills, dove aveva trovato l’oro, e che solo sei anni prima erano state assegnate ai Lakota dal governo degli Stati Uniti. Nel 1876 ricevette l’incarico di guidare parte della spedizione anti Lakota, insieme al generale Gibbon e al generale Crook. Non condusse a termine il compito perché denunciò di corruzione l’agenzia per gli affari indiani, e questo fece infuriare il presidente Ulysses S. Grant, che rilevò Custer dall’incarico, sostituendolo con il generale Terry.

La protesta popolare costrinse Grant a tornare sulla sua decisione. Custer allora mosse all’ovest, verso il suo destino, che lo trovò il 25 giugno del 1876 presso Little Big Horn, dove per un suo errore di valutazione incontrò la morte insieme ad un drappello di 210 uomini. Fu uno dei più grandi insuccessi dell’esercito degli Stati Uniti d’America. (Liberamente tratto da New Perspectives on The West).

Questo è quello che raccontano i libri di storia. Questo è quello che tramanda la Storia. Quello che non dice è che c’era anche Magico Vento. Ma questo ce lo sta raccontando Manfredi, a partire dal numero 45 della collana più affascinante degli ultimi anni. E se anche ci riesce difficile immaginare un finale soddisfacente per questa avvincente saga (anzi, proprio per questo); se anche, solo un anno dopo, la maggior parte degli Indiani presenti a Little Big Horn furono costretti alla resa; se anche, come al solito, uBC vi darà la sua recensione di questi episodi alla fine della saga, ora non possiamo che invitarvi, sia che leggiate Magico Vento o no, a recuperare i numeri usciti (il 46 è ancora in edicola) e a preparare la poltrona buona: qui si fa la storia, qui si fa la storia del fumetto western.

 

 




Ri-copiamo?


Intervento di Michele Giuliano

(5k)
NN n.118
  
Salve ragazzi,
ho il dovere di fare un grave denuncia che a me ha molto deluso e sconvolto. Ho appena letto il numero 118 di Nathan Never e mi sono accorto che nella quinta vignetta (l'ultima) di pagina 77, appare un disegno che è la scannerizzazione perfetta del disegno a tutta pagina che compare nel numero 1 del manga Blame!, per l'esattezza a pagina 128. C'e' solo qualche piccola correzione come la rimozione di Killy (il personaggio del manga in questione) e l'aggiunta di Hadija, la fidanzata di Nathan Never.

Vi assicuro che il disegno è proprio stato fotocopiato (scannerizzato o quello che volete) li ho confrontati attentamente e sono identici. Io non ho parole, questo è un vero è proprio plagio. Alla Bonelli hanno sempre fatto i criticoni nei confronti dei manga e poi si viene a scoprire che che "copiano" spudoratamente. E non mi venissero a raccontare la solita panzana che raccontano a tutti sulle citazioni e gli omaggi che adesso hanno veramente stufato. Un manga come "Blame!", una specie di capolavoro visionario, oserei dire quasi Dickiano e me lo vanno a plagiare.

Senza contare che da quando leggo manga mi sono accorto che hanno sempre attinto a piene mani da quel materiale e sempre copiando spudoratamente. Vi ricordate la "Lady Miyako" di Akira (chi non se la ricorda) è comparsa identica spiccicata con un anagramma nel nome su una vecchia saga Nathanneveriana. Delle analogie e delle influenze sono ovvie ma queste non sono né influenze né spunti, sono dei veri e propri plagi. Tanto pensano di essere sicuri che il loro pubblico non legga manga e quindi convinti di non essere scoperti.

Bè mi dispiace ma ora mi sto aprendo gli occhi e non posso fare a meno di dire quello di cui mi sto rendendo conto: scrivono storie superficiali, prive di originalità e di profondità letteraria. Dovrebbero imparare dai manga anzichè copiare. Ho scoperto un simbolismo e una qualità nelle storie che non avrei mai immaginato potesse esistere nei fumetti. A me la Bonelli ha introdotto al mondo del fumetto e mi dispiace con tutto il cuore dirlo ma ormai sono veramente pochi i fumetti della loro casa editrice che non butterei giù dalla torre e l'unico che forse alla fine resisterà penso che sarà Napoleone (e forse Gea).

Mi hanno proprio deluso. Quando si giustificano sull'aumento del prezzo raccontando la panzana (cattiveria gratuita e anche un po' acida a mio parere) che i giovani non comprano più fumetti perchè giocano con la Playstation. Prima di parlare si lavassero la bocca col sapone, guardassero dentro se stessi e osservassero meglio quello che il mondo offre. Sono presuntuosi e nazionalisti, e non hanno un minimo di apertura mentale e di modestia per chiedersì cosa c'è che a loro manca, cosa c'è che non va nelle loro storie. Adesso basta.

Scusate se ho scritto a voi ma per scrivere direttamente alla casa editrice sono costretto a passare per la posta tradizionale (perchè hanno pure questa fissazione di non usare e-mail tra l'altro) e non potevo aspettare i tempi necessari, avevo bisogno di sfogarmi subito e denunciare questo grave fatto. Poi se riuscirò a farlo, puo darsì che scriverò anche a loro. Saluti a tutti e grazie.

 

 




Di bene in meglio


Intervento di Franco Villa

(5k)
MM n.228
  
Di bene in meglio... riguardo l'avventura di Martin Mystère attualmente in edicola, ribadisco di non condividere l'entusiasmo per l'interpretazione del personaggio di Martin data da Morales. Non basta che il comportamento dei personaggi 'storici' sembri venire adattato a forza alle esigenze della singola scena, quaso come se la storia fosse stata originariamente realizzata per la più insipda e banale delle fiction televisive; non basta la totale piattezza narrativa della vicenda; non basta la più completa mancanza di approfondimenti delle tematiche trattate; adesso addirittura abbiamo un Martin Mystere incapace di reagire in maniera intelligente ai ricatti di un killer in pensione.

Ma davvero lo stesso uomo che ha combattuto lo spietato Sergej Orloff (con e senza arma a raggi) è lo stesso che adesso si è ridotto a utilizzare un coltello da cucina per minacciare un vecchietto, dopo essersi fatto compromettere nella maniera più sprovveduta, quasi fosse un Dylan Dog qualsiasi?

Forse, dopotutto, Alfredo Castelli non scherza quando fa sostenere a BVZM che ormai è completamente rimbambito... e anche io mi auguro che questa eccezionale 'novità' sia dovuta a un temporaneo attacco di senilità, perchè concordo sul fatto che il personaggio debba mostrare i sintomi dell'invecchiamento, ma qui stiamo degenerando nel ridicolo!

 

 




A proposito di sentinelle . . .


Intervento di Paolo Miani

(5k)
NP n.21
  
Cara redazione di uBC,
vi invio questo mio breve commento al n.21 di Napoleone: è vero che la storia non e' un gran che e che probabilmente il Cardinale avrà un ruolo di rilievo nelle prossime storie, ma finora come antagonista fisso ha dato misera prova, e non solo in questa storia.

Mi sarebbe piaciuto che fosse lui a diventare la successiva sentinella. Un modo forse trito ma efficace di liberarsene per sempre, e magari con l'occasione di poterlo sfruttare ancora per qualche storia valorizzando il modo lucido e privo di compassione col quale le "sentinelle" guardano al mondo e a se stessi per primi.

Una storia comunque non noiosa, ma neppure trascinante. Secondo me i due spunti narrativi principali si potevano benissimo fondare una storia autonomamente. Comunque, fossero tutte cosi le storie brutte... magari!

 

 




Troppo Mitico!


Messaggio di Andrea Sacchet

Buondì a tutti,
sono anni che leggo Legs e ogni volta è un'avventura più... Il modo di fare di Legs è troppo mitico, trovarne di donne così!

 

 


 
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