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DOPOLAVORO
APRILE 2000

La posta di uBC
Dialoghi nella rete/1
Dialoghi nella rete/2

In questa pagina:
Viulenza!


Dopolavoro
Dialoghi nella rete/1  

Come prevedibile l'uscita del primo numero di Dampyr è stata accompagnata da un acceso seguito di commenti nelle aree di discussione presenti nella rete. Riportiamo due fra i più interessanti, relativi all'uso eccessivo di violenza nelle storie (tratto dal newsgroup it.arti.fumetti.bonelli) ed all'accusa di errata interpretazione del mito originale del Dampyr da parte degli autori (nella pagina successiva). Ad entrambi, gli autori rispondono nello speciale sul loro intervento alla mostra di Torino ospitato in questo stesso numero.

Viulenza!


interventi di Hopkins, Siccus, Lobo, Giulio Capriglione e Nemo
dal newsgroup it.arti.fumetti.bonelli

Hopkins:
Ho appena letto il primo numero dell'ennesima nuova testata bonelli: sangue, squartamenti, massacri, violenze gratuite, ancora sangue sangue e disperazione, guerra, bombardamenti, mercenari macellai, teste mozzate, ancora sangue... non era più "educativo" se Bonelli produceva un fumetto porno? Dampyr mi fa rivalutare Selen e la sua "voglia" di vivere.

Ho sempre rifiutato le atmosfere troppo cupe di Brendon ma se dovessi seguire Dampyr mi porterebbe al suicidio. Morale: già terminata la collezione. Dimenticavo, probabilmente la serie viste le sue "tematiche" sarà purtroppo un successone.

Siccus:
E che cacchio!!!
Fino ad oggi ci siamo lamentati perchè di testate zeppe di buonismo & politically correct non se ne poteva più e ora che finalmente ci mostrano un pò di belve sanguinarie (come tra l'altro purtroppo da quelle parti se ne possono trovare per davvero) si torna a parlare di fumetti diseducativi...

Sia chiaro che con la presente non intendo nè rivendicare un valore artistico per il primo numero di Dampyr nè contestare il tuo sacrosanto diritto di non averlo trovato interessante; vorrei solamente capire perchè lo ritieni un "fumetto diseducativo". Temi che potrebbe spingere le giovani coscienze in formazione a praticare la violenza? Temi che storie simili possano generare tra i lettori una sorta di abitudine (e quindi di indifferenza) di fronte al dolore? Valuti come culturalmente pericolosa un'operazione il cui unico fine (ammesso che questo sia il suo unico fine) sia il compiacimento nel tratteggiare scene spaltter? Pensi sia moralmente disgustoso far leva sulla reale disperazione di quelle popolazioni per produrre un divertissemant? Che altro?

Non so quale sia la tua età e più in generale quale sia quella media dei lettori di Dampyr, ma se veramente basta così poco per "diseducare" allora piuttosto che andare avanti con le solite storielle credo sia meglio che il fumetto sparisca di circolazione del tutto...

Hopkins:
No niente di così impegnato, trovo assolutamente noiosi e tutti uguali quei fumetti "furbeschi" volutamente cupi, sanguinari, che usano il sangue, la morte raccappricciante, e ammazzamenti vari solo perchè fa effetto (e lettori), tra l'altro mascherati da roba impegnata immergendoli in drammi veri e reali come i balcani, ma cosa ci posso fare, niente... ai lettori piace così e sangue sia! Posso dire però che i vecchi fumetti come Oltretomba (vedi quindi che ho una certa età) erano perlomeno intellettualmente più onesti, cioè si vendevano per quello che erano! E poi scusa un'ultima cosa: non ti sei accorto che ormai tutto ciò che è violenza deve per forza essere bello? I lettori si esaltano quando Magico Vento ammazza qualcuno a sangue freddo, quando perfino Jonathan Steele spara alla testa di un tizio senza battere ciglio, quando la "rinascita" di Mister No è basata su un incredibile numero di spietati ammazzamenti da lasciare allibiti i lettori di prima data come me, quando perfino Zagor è più carogna del solito?

E' chiaro che in un contesto simile Dampyr è il fumetto più azzeccato (lode agli autori per il fiuto e tempismo commerciale). Comincio averne abbastanza di simili tristezze,la vita reale è già abbastanza tragica da se' che per non rischiare la depressione preferisco leggere la Casotto su Selen!^___^ Già non leggo più Dylan Dog e Brendon proprio perchè ppppesanti... e adesso ci mancava anche Dampyr, poi magari mi sbaglierò.

PS: non dimentichiamoci che nel frattempo c'è la crisi del fumetto e i lettori di fumetti calano di anno in anno, chissà perchè? meditiamo gente, meditiamo.

Siccus:
D'accordo, qui passiamo sul piano del gusto e della sensibilità personali e quindi non posso far altro che accettare il tuo giudizio. Tra l'altro l'unica risposta possibile sembra che tu l'abbia già data: smettere di comprare Dampyr (ma magari, come già diceva Lobo, non augurarne implicitamente il fallimento ^__^).

Visto però che a me almeno il primo numero è piaciuto vorrei chiarire alcune cosette: se pure è vero che la storia è piena di violenza non mi sento per questo un fanatico della suddetta; so che si tratta di un gioco, so quando inizia, so bene quando finisce (nel frattempo mi diverto con un'avventura avvincente) e infine so che ci sono anche altre cose (sia a livello di intrattenimento, sia a livello di contenuto culturale).

Mi inserisco in questa schiera ma non tanto perchè ami la violenza in sè, quanto perchè trovo intellettualmente molto più offensivo raccontare una frontiera popolata di moderni gentelman che non rappresentarla in tutta la sua originale crudeltà.

Tornando a Dampyr: nel momento in cui si sceglie di ambientarlo nella guerra dei Balcani (capisco che tu possa ritenere discutibile questa scelta) sarebbe IMHO disonesto (e questo forse sì diseducativo) cancellare le rovine, i cadaveri o scene di violenza gratuita come quella in cui (spoilere di sicurezza...) Istvan abbatte la nonnina (poi si può anche obbiettare che la scelta di inserire questa scena sia puramente effettistica, ma questo è un altro discorso).

Per decidere se Dampyr avrà anche un suo valore culturale ritengo si dovrà apettare ancora qualche numero per dare un giudizio. Quanto al resto mi sento di ribadire che anche l'intrattenimento ha una sua dignità e di aggiungere che non trovo minimamente scandaloso che la Bonelli voglia raggranellare qualche soldarello... (è o non è un'azienda?) e farlo fornendo un servizio mi sembra del tutto legittimo.

Lobo:
Questo tuo accostamento del porno alla voglia di vivere, e dell'horror alla tristezza e alla disperazione mi sembra quanto meno tirato per i capelli.Se tu sei tanto impressionabile da un pò di sangue rappresentato su un foglio da disegno non vedo perchè coloro che invece apprezzano le scene forti e personaggi duri e cattivi siano persone tristi e con poca voglia di vivere. E poi ancora questo discorso sui fumetti diseducativi, ma neanche i pregiudizi di mio nonno!

I lettori pagano per avere quello che vogliono, e il fatto che possono apprezzare storie cupe, violente e anche angoscianti non li rende dei poveracci tristi e intellettualmente svantaggiati. Finalmente in Bonelli si sono accorti di cosa mancava ai loro lettori,e se tu non riesci a vedere la carica innovativa di Dampyr (che non si limita alle scene pesanti), beh, IMO ti sei perso qualcosa. Tutto ciò limitativamente alla SBE.

PS: comunque, perchè no? Un bel fumetto erotico d'autore in casa Bonelli... io sarei il primo a comprarlo! ;-) ma non toccatemi Harlan Draka :-)

Hopkins:
Ho sempre letto con interesse i tuoi post e non incomincierò a giocare sugli equivoci e sul significato delle parole proprio con te. cercherò di andare dritto al concetto.

Violenza e horror- Io adoro "Pulp fiction", "le Iene" ,e Tarantino in genere, mi è piaciuto "Four rooms" (gli ultimi due episodi) ho sempre letto racconti horror fin dall'infanzia e non sono per niente impressionabile, perchè quindi mi infastidisce Dampyr (così come Brendon)? Per la assoluta mancanza di quello che si chiama humor nero, caratteristico di quasi tutta la letteratura e cinematografia Horror, portato all'esasperazione con il genere pulp...

Per me lo humor nero è fondamentale in una storia horror o noir che sia (se ti chiami Lobo ci sarà un motivo)e la sua mancanza conferisce all'atmosfera di un opera di questo tipo una pesantezza e un' oppressione insopportabile. Dampyr, IMHO, è così; non c'è traccia di humor nero e vuole essere forzatamente (per quanto un fumetto sui vampiri possa permetterlo) più realistico e drammatico possibile con tanto di ambientazione in una tragedia che ancora oggi tutti hanno negli occhi: quella dei Balcani. Mi dà poi l'impressione che una certa crudezza sia "cercata" e non finalizzata al racconto e questo per me è "furberia", per carità legittima per esigenze di mercato ma...

Sesso = vita e violenza = morte: in realtà se si parla di vampiri dovrebbe essere automatico parlare di sesso e sensualità, cmq la mia reazione dopo aver letto Dampyr e le sue atmosfere trucolente,e opprimenti senza un pizzico di humor nero è stata proprio quella di andare a guardare la playmate del mese e ogni strizzacervelli ti dirà che è cosa perfettamente normale.

Lobo:
Ed è qui che ci scontriamo: io adoro il genere Pulp, o comunque l'horror venato da humor nero, (il mio nick quindi è giustificato ;-)) ma non è il solo tipo di horror che esiste, e soprattutto non è vero che caratterizza quasi tutta la letteratura e cinematografia Horror.

Esiste anche quello cupo, pauroso, cattivo, opprimente, e privo assolutamente di ironia,che è IMO comunque molto interessante e piacevole e che io non trovo nè pesante nè insopportabile.Ciò non fa di me un sadico,o un'amante della violenza ,come magari mi posso definire per scherzo ;-), o semplicemente una persona triste.

Hopkins:
Allora chiariamo un punto: io sono stato tra i primi a criticare Dampyr (e la Bonelli per quest'iniziativa) non l'ho denigrato, oppure basta andare controcorrente e non accodarsi all'opinione generale per passare da denigratore?

Comunque, per chiarezza: Dampyr è un ottimo fumetto sia come disegni che come sceneggiatura tra l'altro cosa tipica della SBe e vale anche per le altre ultime testate uscite come Legs, MV, JS, Nap, Gea, ecc... (poi i gusti sono gusti), quello che non sopporto in Dampyr è l'uso ostentato della violenza ,del sangue e delle brutalità a scopo (IMHO) commerciale, la storia avrebbe funzionato benissimo anche senza alcune scene ai limiti dello splatter messe lì apposta per catturare un pubblico sempre più assetato di sangue (questo mi sembra un dato di fatto inopinabile non solo per i fumetti ma per qualsiasi altro media), quello che non capisco è perchè ormai, anche in casa Bonelli una pistola in bocca, uno stupido assassinio a sangue freddo di una vecchietta o squartamenti vari (tra l'altro senza neanche l'ironia che aveva il genere "pulp") siano diventati presentabili mentre una sana e bella scopata è ancora tabù.

Cioè vedo una differenza di valori (scusate la "parolaccia") impressionante e questo mi fa incazzare non poco. Tra l'altro l'esperienza dei comics usa ha dimostrato che il genere "morte e distruzione" ha portato al collasso il mercato americano, cioè il grosso pubblico (quello che da un fumetto chiede un po' di relax dopo aver passato una giornata a lottare nel lavoro,in famiglia e nella vita in genere) l'ha semplicemente rigettato, ricordate? Si era passati da un boom del '91-'92 alla crisi del 95-96. E cosa mi tocca di vedere? Che lo stesso errore lo sta facendo ora la Bonelli. Poi magari Dampyr sarà quel successo che la Bonelli cerca per ripetere quello di DD,e glielo auguro.

Giulio Capriglione:
Per carità, anzi, è bello sentire critiche costruttive. Comunque io non penso affatto che le scene di Dampyr truculente siano state messe apposta per attirare lettori: è un genere, l'horror, che lo impone; è una scelta degli autori, se vogliono fare così lo facciano; e poi, sarò ingenuo, ma non mi figuro affatto Bonelli a seguire queste "mode" in maniera stupida e pedissequa, proprio lui che ha sempre osato, con fumetti come Ken Parker, Martin Mistere, Magico Vento, Gea, ti pare che farebbe una stronzata del genere? Io davvero mi rifiuto di crederlo, non me ne volere ;-D.

Ripeto: a mio avviso le scene splatter sono solo una scelta degli autori, e poi, a essere sinceri, io non vedo questa pazzia per il macabro, non mi pare che ai lettori di oggi piacciano solo fumetti e film splatter macabri con sangue da tutte le parti, anzi, a me sembra che sia tutto il contrario: tutti ci accorgiamo che sono cose ridicole, ma sono cose ridicole se sono l'unica componente del fumetto; mi spiego: fai conto che Dampyr avesse avuto una trama esile e stupida, dei personaggi scontati e mal caratterizzati, disegni brutti... e un sacco di splatter: _questo_ si chiama poco rispetto per il lettore, ed allora sarebbe venuto logico pensare: non hanno idee, non sanno fare niente, ed allora per valorizzare e far vendere il loro misero prodotto mettono cose commerciali. Ma qui ci troviamo davanti a una storia splendida, personaggi grandiosi, disegni ottimi, e allora che bisogno avevano di mettere splatter per fini commerciali?

Nemo:
Caro Hopkins, ho il massimo rispetto per le tue idee, ma non le condivido. Non penso che sia giusto indignarsi così di fronte all'uso della violenza: del resto si tratta di un fumetto horror che ha come tema portante storie di vampiri, i quali, si sa, non sono certo degli ingenui bambini con il lecca-lecca; del resto anche nel romanzo di Bram Stoker non mi pare che l'horror e la violenza siano assenti. Mi pare invece che glia autori abbiano voluto descrivere la violenza intrinseca che caratterizza questi personaggi rimanendo in parte fedeli al genere. Del resto nella seconda di copertina ciò viene chiaramente spiegato: i personaggi, attingendo alle atmosfere gotiche e cupe tipiche di tale letteratura, vengono calati nel mondo reale, quello di tutti i giorni, quello che conosciamo noi stessi più o meno in prima persona. La violenza del fumetto vuole descrivere proprio questo e cioè la brutalità del mondo che ci circonda, con il quale interagiamo; un mondo che può essere dolce e romantico, ma anche spietato e crudele...

Tra l'altro ti ricordo che l'episodio è ambientato in una zona di guerra: i soldati sono esasperati, inariditi da tutti gli orrori ed i cadaveri che hanno potuto vedere; sono persone ciniche e disilluse, violente e spietate; questo non significa però che siano privi di sensazioni umane come la paura, lo sdegno, l'affetto. Le inquadrature che il fumetto ci offre non sono molto dissimili da quelle che la televisione ed i telegiornali documentano dalle zona di guerra, dove i morti ed i cadaveri sono reali...

Ogni giorno la stessa televisione ci propina un'alta dose di violenza: non voglio dire che questo sia giusto, ma non si può neanche negare che il mondo che c'é fuori dalle nostre mura sia così. I telegiornali riportano i fatti veri che accadono attorno a noi e si guardano bene dal risparmiarsi ciniche e lucide descrizioni: chi non ha sentito di recente dell'operaio a cui sono stati sparati undici chiodi in testa? Chi non ha avuto dei brividi al racconto del maniaco che ha dato fuoco alla sua vicina di casa? La violenza però non necessita di morti o sangue: non è forse violenza anche quella "ingenua" barzelletta che un politico italiano ha recitato con uno smagliante sorriso all'interno di un transatlantico?
 

 


 
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