ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
InteractiveDopolavoro




DOPOLAVORO
MARZO 2000

La posta di uBC
Dialoghi nella rete
Parola d'autore

In questa pagina:
Buon Compleanno Jonathan!
di Federico Memola

Pagine correlate:
Scheda di JS1
Scheda di Memola

Dopolavoro
Parola d'autore  

Federico Memola, in occasione del primo compleanno del suo personaggio, ritorna sulle pagine di "Parola d'autore" con questo lungo intervento tratto dalla Mailing list Ayaaaak, dedicata al fumetto bonelliano.

Buon compleanno Jonathan!


intervento di Federico Memola
(dalla Mailing list Ayaaaak)

Federico Memola:
Salve a tutti. Eccomi qua per rispondere a un po' di domande e commenti sul n.12 di Jonathan. I commenti, questa volta, sono stati davvero tanti, quindi scusatemi se magari salterò qualche punto rispondendo solo a quelli che pongono argomenti di discussione. E ora andiamo a cominciare.

Dr Nick:
"bè...non so se sia più cattivo finire uno con una pallottola in fronte o lasciare il nemico a morire lentamente dissanguato (tipo Magico Vento o Tex) ^____^"

Non lo so neanch'io. Forse "moralmente" è peggiore il secondo caso, ma visivamente ha più impatto il primo. Forse è anche più inusuale, nei nostri fumetti.

[Cruel]:
"Il lato negativo delle storie che ho letto, forse dovuto al fatto che non conosco bene i personaggi, è che mi pare tutto molto tirato per i capelli: però, leggendo gli interventi di Memola e non avendo mai letto ZonaX, so di dovermi aspettare rivelazioni a breve scadenza. Si parlò anche di un'unico mega-soggetto di decine di numeri nella mente (malata!!! :))) del creatore, quindi diamo tempo al tempo."

33 numeri, per l'esattezza. Al prossimo aggiornamento sul sito di Jonathan ci sarà il programma fino al numero 33, che concluderà tutta la saga. Spiegazioni e rivelazioni verranno scaglionate nei numeri precedenti, però.

Stefano Sala:
"Evita discorsi come quello tra JS e Myriam a pag. 32-33 o come quello di Jasmine a pag. 95-96. IMHO rendono banale i personaggi e banali le tematiche."

A questo commento credo di aver già risposto, ma nel dubbio correrò il rischio di ripetermi. Le parti in cui faccio parlare i personaggi sono quelle che preferisco, quindi temo che rimarranno una costante. La "comunicazione" fra le persone, intesa come la capacità o l'incapacità di comunicare i propri sentimenti o le proprie opinioni, è uno dei temi che mi stanno più a cuore.

Tecnocyber:
"mettiamoci un po' di sesso negli albi. Ogni volta si arriva a fare i romanticoni castigati. Ecccheca.....

In effetti si potrebbe anche fare su questo sono d'accordo ci starebbe bene! Non alla DD però almeno una volta sempre con quelle due ragazze che gli vanno dietro lo renderebbe più verosimile o JS è finocchio??? :-ppPPPPPPppppPPPPPPpppPPPPPpPPP"

Ragazzi, siamo alla Bonelli, non alla Blue Press! E comunque i rapporti fra i tre protagonisti sono troppo complicati per farli finire a letto così, con nonchalance. E' vero che Dylan lo fa con ogni cliente, ma è una ad albo (che poi, nel 90% dei casi, o è l'assassina o ci lascia la pelle, ma comunque poi sparisce), quindi può permetterselo!

Giuseppe Profiti:
"Partendo dalla prima cosa che si vede/ la copertina. Ma a nessuno è vanuto in mente "Demoni" di Nathan Never? Bestie e mani da tutte le parti..."

Devo dire che ora non ho presente la copertina che tu citi, ma se contiamo tutte le copertine prodotte dalla casa editrice per tutte le testate finora (tenendo comunque presente che esistono delle regole abbastanza precise da seguire), certe ripetizioni sono inevitabile. Se ci fate caso, nelle nostre copertine esistono fondamentalmente tre modelli: minaccia in primo piano con eroe che la fronteggia, eroe in primo piano che fronteggia la minaccia, eroe in azione insieme alla minaccia. Quasi tutte le varianti partono da questi tre modelli, e le volte che ce ne siamo distaccati radicalmente costituiscono una percentuale minima. E' il "Bonelli style".

"Pagina 21: qui cominciano i dolori per Memola... Due sole parole: fa schifo (secondo me). Alcuni l'hanno paragonoata alle classiche dissertazioni del BVZM, a ragione, perchè il confronto mette in evidenza lo scarso valore di quella pagina. A parte i disegni (che non sono male :) ) il resto è pesante, con Myriam che fa vedere ancora di più quanto sia tonta, ma così tonta che potrebbe dare lezioni a Angie (secondo meee). Ci avrebbe fatto una figura migliore Jasmine che consigliava l'amica su come vestirsi ecc. cioè quello che fa due pagine dopo."

Se i dolori sono per una singola pagina su 94, ci posso stare! Scherzi a parte, una delle caratteristiche della serie è quella di svolgersi in varie parti del mondo, presentando usi e costumi differenti. E visto che quella del Pakistan è una realtà ben differente dalla nostra, per una volta, mi è sembrato divertente fare davvero una sorta di "guida", che mi ha permesso anche di dire in una sola pagina un bel po' di cose che altrimenti, inserendole nei dialoghi, ne avrebbero portate via almeno due.

Darak Shadowblade:
"Inizio dalla fine: IMHO la parte più azzeccata è stata la rivelazione che Darak... ehm Dahak ;^) e gli altri demoni in realtà non erano tali: ottima trovata! :-) Il fatto che la bambina fosse la vera guardiana, invece, sebbene fosse anch'esso certamente azzeccato era forse un po' prevedibile."

Pienamente d'accordo. Riflettendoci, ed essendo scontato che Jasmine non può essere eliminata dalla serie perché bloccata nel deserto, secondo me è persino ovvio che nel momento stesso in cui appare la bambina si capuisce che sarà lei la vera guardiana. Il vero colpo di scena riguarda proprio l'identità dei demoni. Anche lì, però, qualche indizio poteva sussistere: si comportano in maniera troppo "umana" per essere dei veri demoni.

"Altri punti di forza della storia sono IMO tutti i flashback di Jasmine e soprattutto la scena di Jonathan che crivella Ripley di colpi: sarà stato davvero uno sguardo sul futuro? E che cavolo avrà fatto Ripley a Jonathan... e soprattutto a Delora (ma chi sarà)? Inutile dire che queste domande non fanno che accrescere l'attesa per le prossime storie, dove si spera che col tempo verranno date delle risposte (meglio prima che poi ;-) )."

Come ho già detto, nel numero 18 lo scoprirete.

"Quello che inizialmente mi aveva lasciato un po' perplesso era stata la scena in cui Jonathan, rialzatosi nonostante avesse subito delle ferite quasi mortali, si sbarazzava dei mostri in maniera quasi inumana, beccandosi pure dell'acido su metà faccia... pensavo che la situazione fosse quasi del tutto inverosimile, finché non sono arrivato all'ultima pagina... hmmm... interessante il dialogo fra Selene e Chang'Ho ;-) Mi piace molto che le storie siano legate in questo modo, ed immagino che quando la lunga saga per spiegare l'origine della magia del mondo sarà conlusa (tutte queste storie sono solo dei tasselli) potremo rileggere tutti gli albi sotto una luce diversa."

Lo spero anch'io!

"Riguardo ai disegni: Vercelli si è riscattato con questo albo dallla IMHO mediocre prova del numero 1 (forse sarà stato perché era stato costretto a disegnarlo in fretta e furia); mi piacerebbe inoltre sapere come ha diviso il lavoro con Ponchione (Federico, ci sei? ;-) )..."

E' facile: il buon Gino ha impostato le vignette (storyboard e layout) e ha supervisionato la tavola finita, apportando piccole correzioni e ritocchi. Sergio Ponchione ha realizzato invece le matite definitive e le chine.

"La rivelazione è che JS si svolge nello stesso universo di Legione Stellare e si capisce naturalmente dal fatto che la nave spaziale della vignetta di mezzo è la Lutezia. Molti di voi diranno "Sì, e allora?" Allora, c'è che mi sono andato a rivedere i miei cari vecchi albi di ZonaX per rinfrescarmi la memoria sulla data in cui la luna sarebbe esplosa, credendo addirittura che la follia di Memola (scherzo, naturalmente) lo potesse portare ad inserire questo evento disastroso (provocato comunque da una causa esterna: chi si ricorda ZonaX lo sa) nelle storie di JS ;^) Il pericolo comunque non sussiste, perché ciò accadrà nel 2099, quando Jon sarà ormai ultracentenario :-) Ma c'è di più, ed è questa la vera rivelazione a cui accennavo prima: per caso, la prima storia che mi è capitata fra le mani per rivedermi la cronologia del futuro non è stato un episodio di Legione Stellare, bensì la storia "Cleopatra 2000" (ZX 25b), che ricordavo essere ambientata nello stesso universo... e sapete chi vi trovo come protagonista: un ragazzo che di nome fa Daniel e che di cognome fa, guarda caso, Steele; inoltre viene dal Perigord ed ha una notevole rassomiglianza col nostro... Dato che, come dice DYD, le coincidenze non esistono, non può essere che il nipote o il bisnipote di Jon. Così vengono smentiti quelli che lo ritenevano dell'altra sponda solo perché finora non ci aveva provato con nessuna ;-Þ C'è però l'altro lato della medaglia (e qui, Federico, sei chiamato in causa direttamente...): nel mondo di "Cleopatra 2000" non c'è alcuna traccia di magia (almeno non come la vediamo nel mondo di JS)... come la mettiamo allora? Vuol dire forse che entro massimo 70 anni la magia se ne andrà come è venuta? Sono gradite risposte in proposito ;-)"

E' presto detto: come hai giustamente notato, rientra tutto nello stesso universo narrativo, quindi Cleopatra 2000 (che, se fosse proseguita Zona X, avrebbe avuto dei seguiti) e Legione Stellare rappresentano due epoche future di Jonathan Steele, così come un altro classico di Zona X (anche lui orfano di seguiti progettati) è ambientato nel passato di Jonathan. Nessuno ha letto una storia intitolata "La strega" (scritta insieme a Vincenzo Beretta?) E nel caso, nessuno ha notato che il protagonista è un normanno biondino, accompagnato da una "saracena" di nome Jasmine? Beh, allora ve lo dico io. Così come vi dico che proprio in questo periodo io e Vincenzo stiamo cominciando a pensare (oziosamente) come e dove poter far proseguire le avventure di questi personaggi.

vanini:
"Forse mi sono fatto fuorviare io. Però non si è capito perchè pure i finti demoni hanno sbagliato bersaglio. Inoltre, il libro sembra una cosa abbastanza particolare vedendo come si trasforma in barriera e il commento del demone. OK, poteva essere stato fatto in più di una copia ma mi pare un po' debole come spiegazione: vista le sue peculiarità non credo fosse un semplice libro con una raccolta di incantesimi."

Sì, forse non era chiaro, ma per "il libro" si intendono più che altro gli incantesimi che lo compongono, non proprio l'oggetto in sé (che può essere scritto utilizzando rituali magici, comunque).

"Inoltre non hai spiegato perchè la ragazzina non ha detto nulla ma ha lasciato che Jasmine & co si mettessero nei guai rischiando la vita. Certo l'effetto del colpo di scena finale è interessante ma la logicità della storia va a farsi benedire IMHO..."

Beh, è presto detto: a parte che per lei Jasmine & C. rappresentano comunque degli sconosciuti, la verità non rivelata è che li ha usati come esca per capire che cosa stava accadendo. Bella str***a, eh?

"Ma con tutte le cose squallide e gli orrori che si sono visti in DD una bambina incinta sarebbe stata davvero vista così male?"

Sì, credimi.

"Ci credo. E' solo che proprio non capisco in base a che parametri o gusti si giudichi cosa sia visto male e cosa no, tutto qui..."

I parametri sono anche quelli dettati dalla società in cui viviamo. Premesso che siamo tutti d'accordo sul fatto che una bambina incinta non sia di per sé una bella cosa (ma anche qui, tenendo presente che madre natura ci ha resi in grado di procreare sin dai tredici anni circa e che una volta questa era infatti l'età in cui ci si sposava, si potrebbe discutere), in questo momento esiste una vera e propria crociata antipedofilia. Come sempre accade quello che è giusto per principio rischia poi di sfociare in isteria di massa, per cui io non mi fiderei, per esempio, ad accarezzare in testa un bambino al giorno d'oggi! Ecco quindi che una bambina incinta in un fumetto potrebbe essere estrapolata dal contesto e strumentalizzata per una crociata contro i fumetti. Vi ricordo che i fumetti giapponesi sono già famosi, oggi, perché secondo alcuni articoli "tutti pornografici". La generalizzazione è sempre in agguato, e quindi noi stessi dobbiamo cercare di fornire meno pretesti possibili. Questa è la politica della Sergio Bonelli Editore, e io, come suo autore, devo seguirla, oppure andare a lavorare altrove. Personalmente, non condivido questo timore, ma poiché sono ben altri gli argomenti che mi interessa affrontare con i miei fumetti, non ho difficoltà di adattamento. Certo, ho anche in progetto un paio di storie che per le loro carratteristiche non possono essere pubblicate dalla Bonelli, e proprio per questo le proprorrò altrove. E' anche una questione di coerenza.

"Devo ammettere che ogni volta che Federico esce con queste sue "novità" rimango sempre stupito per l'apparente ristrettezza mentale della casa editrice per cui lavora. Che male c'è nell'inserire un ateo o un musulmano o un pedofilo o un assasino a sangue freddo in una storia? I lettori si arrabbiano e/o si scandalizzano se si trovano questi personaggi terribili in una storia?"

No, i lettori no (credo e... spero!). Altri sì. E poi esiste la malaugurata eventualità del giornalista che estrapola una frase o una vignetta dal contesto per attribuirle un altro significato, tanto per fare il pezzo di colore o di scalpore.

"E' proprio questo comportamento che non capisco. Senza tirare in ballo altre testate bonelliane ma usando solo JS12 come esempio, perchè vignette come la prima di pag. 92 passano tranquillamente e altre no? A me sembra che se eliminata dal suo contesto potrebbe creare casini con dei genitori preoccupati per la pornografia presente nei giornaletti dei loro bambini. gurada te bene quella posa. Le gambe che stanno per socchiuse, lasciando intuire ciò che c'è oltre ;)"

Personalmente, ritengo sempre che un nudo sia più apprezzabile di una testa mozzata. A parte ciò, il mio metodo è il seguente: io scrivo e faccio disegnare la storia come ritengo giusto, poi ci pensano Canzio e Bonelli a dirmi se e cosa devo togliere. Ti assicuro che dopo un po' che lavori, a parte un certo "sesto senso" per queste cose, smetti di porti domande.

"Se devo essere sincero dei tuoi gusti in campo erotico non mi importa molto ;) Tu scrivi certe cose perchè ci credi o ti piacciono: mi va benissimo e non te le contesto. Il mio problema è un altro e riguarda la politica editoriale della Bonelli in generale: perchè i boss alla Bonelli accettano immagini di natura glamour senza battere ciglio (almeno così sembra) ma un assassinio a sangue freddo no? Perchè le tette rendono felici i lettori mentre un omicidio brutale no? Uccidere a sangue freddo è sbagliato mentre pensare che una ragazza abbia un certo rapporto con le sue tette sia più normale e sano da far credere ad un ragazzino?"

Beh, come ho detto prima, moralmente la violenza dovrebbe essere condannabile, il sesso assolutamente no! Almeno così la vedo io. Sul pensiero di Canzio e Bonelli non posso esprimermi, dovresti chiedere direttamente a loro.

"Sinceramente non credo a queste cose. Se uno vuole fare il bastardo potrebbe fregare la Bonelli come e quando vuole."

E' vero. Ciò non significa che dobbiamo fornire più pretesti di quanti già ne potrebbero trovare. D'altronde, come ho già detto, questa è la politica della casa editrice.

"Io penso che Federico volesse sottolineare la stranezza del caso: la Bonelli è sempre stata una casa editrice di fumetti d'avventura, e non è certo ovvio il fatto che in un fumetto del genere i personaggi si mettano a parlare di massimi sistemi come religione o politica (e qui intendo la politica vera, del tipo "io sono di destra", "io sono fascista" ecc..., non voglio alludere ai messaggi politici). DD direi che si è schierato apertamente e con forza in molti campi. Censura, razzismo, violenze domestiche, alcolismo, handicap, ecc. sono temi problematici. Ha avuto le stesse difficoltà ad essere pubblicato? Non mi sembra visto l'alto numero di storie con certi temi."

Un'avvertenza: non prendete mai Dylan Dog come termine di paragone. In quanto opera di Tiziano Sclavi, Dylan ha sempre avuto un ruolo e un'immunità particolari all'interno della Bonelli. Se ci fate caso, Dylan si è potuto "permettere" temi e situazioni del tutto assenti da altre testate. Non è un caso.

"Se mi dici che Myriam e Jasmine non sono protagoniste al pari di JS possiamo chiudere qui la discussione. Sono pronto a scommettere una birra con Memola che per lui sono tutti e 3 sullo stesso piano. Non lo dice apertamente perchè non è una cosa tradizionale in Bonelli avere un trio invece del singolo ma... ;))))) Se non è così alla prossima fiera (Torino?) offro io da bere..."

Ciò che vale per me non è quel che appare ai lettori. E' vero, dal mio punto di vista i protagonisti sono tre, ciò non toglie che ai lettori, per tradizione della Bonelli, le due ragazze vengono presentate come comprimarie dell'eroe. Leggendo le storie ci si può accorgere che non è così, ma a quel punto hai già preso e letto l'albo, quindi non vale il discorso delle tette di Myriam come specchietto per le allodole. Tra l'altro, sai quanto è difficile far disegnare a un disegnatore una ragazza normale, con poco seno? Nelle mie intenzioni, la propserosità di Myriam dovrebbe essere sottolineata ulteriormente dalla normalità delle altre (per non parlare di jasmine, che, come modella, dovrebbe essere più longilinea), e invece i disegnatori fanno tutte maggiorate, il che, per distinguerla, fa sì che Myriam in alcuni casi sia addirittura esagerata! E poi sarei io, il depravato!

"pelo nell'uovo, ovvero sia, perchè appena si vede una cosa strana tutti dicono "è stata messa apposta, vogliono fare soldi, sono dei commerciali di mer***"?!?"

Punto primo: è vero, chi fa fumetti lo fa per i soldi, così come chi fa musica o cinema o qualunque altra forma d'arte. Vuoi perché al di là di tutto si deve pur vivere, vuoi perché se uno non fosse interessato al denaro, comporrebbe la sua brava opera e se la terrebbe in un cassetto per rimirarsela ogni volta che ne avesse voglia. Qual'è allora la differenza fra la creatività e l'avidità? Semplicemente la passione che uno mette nel proprio lavoro. Se, come ho già detto in un messaggio precedente, volessi avere più possibilità di arricchirmi (la certezza non esiste), avrei fatto Jonathan in maniera diversa da com'è (e, soprattutto, avrei fatto un altro lavoro!). A me piace il mio lavoro, mi ci sto dedicando al meglio delle mie possibilità e con tutte le mie energie, e per poterlo fare ho bisogno che questo lavoro mi renda almeno quel tanto che basta per vivere, altrimenti sarei costretto a smettere per fare un altro mestiere. Cosa che farei comunque nel momento in cui non dovessi più avere stimoli per continuare su questa strada. Persino il genio per eccellenza, Leonardo da Vinci, lavorava su commissione., spesso (come la maggior parte degli artisti) non aveva nemmeno la possibilità di scegliere i soggetti delle sue opere (privilegio che invece è concesso a uno come me), ma riversava in queste opere tutta la sua passione e la sua voglia di sperimentare. E vi pare poco? Esistono anche persone che si dedicano a una forma d'arte senza il minimo interesse per essa, ma solo nella (spesso errata) convinzione che ci si possa fare un bel po' di soldi. Ecco, questa è la differenza fra creatività e avidità.

Paradossalmente, se ci pensate, sono proprio le paranoie e le "regole" bonelliane a testimoniare la passione di Sergio Bonelli per questo lavoro: se fosse interessato unicamente ai soldi, se ne fregherebbe di cosa scriviamo, guardarebbe solo i conti, e chiuderebbe le testate traballanti o in perdita mandando a casa disegnatori e sceneggiatori "avanzati".

Punto secondo: ciò che può sembrare gratuito al lettore non lo è necessariamente anche per l'autore. Magari non è strettamente necessario alla storia, ma, nelle intenzioni dell'autore, deve suscitare un certo tipo di emozioni o sensazioni. E poiché ognuno di noi è diverso, è chiaro che anche le sensazioni (e ciò che le suscita) variano da persona a persona.

"Inoltre viene fatta una rivelazione a pag. 62, ma questa può notarla solo chi leggeva Zona X."

"Che JS viene da un'altra linea temporale?"

"No, che fa parte dello stesso universo di "Legione Stellare". E ve lo dice uno che NON leggeva ZonaX"

"Io leggevo Zona X ma non credo che fosse il disegno dell'astronave l'indizio. Tutti avete guardato il disegno ma non avete notato il testo della vignetta seguente. Myriam: "che cosa è successo?" Cattivone: "Sono stati risucchiati nel flusso del tempo... del LORO tempo..." [il loro era in grassetto] Forse sono io troppo contorto ma credo che l'indizio fosse quello."

Interessante ipotesi, ma è giusta l'altra. Il "loro" in grassetto si riferiva alle loro vite, non ad altre linee temporali.

Bene, questo è quanto, almeno per il momento. In attesa di altri eventuali sviluppi, ciao a tutti.
 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §