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" Crimini dimenticati"

TESTI
Giuseppe Di
Bernardo e
Francesco
Matteuzzi

DISEGNI
Michela Da Sacco
Michele Benevento


Pagine correlate:

Desdy Metus
Giuseppe Di Bernardo
Anteprima L'insonne
Intervista ad Andrea Materia

"Desdy Ŕ profondamente umana. Per questo penso sia un personaggio di successo, al di lÓ delle sue vicende editoriali: il lettore si pu˛ identificare in lei." Alda Teodorani

Bentornata Desdemona!
recensione di Martina Galea

Questo primo numero de "L'insonne", testata dedicata alle avventure di Desdy Metus, si presenta atipico per diversi aspetti: innanzitutto, Desdy non Ŕ un personaggio sconosciuto e questo, in realtÓ, non Ŕ affatto il suo albo esordio. La creatura di Giuseppe Di Bernardo, infatti, compie ben 11 anni, dato che la sua prima uscita risale al 1994. C'Ŕ quindi un sapore diverso nell'avvicinarsi a questo "Crimini dimenticati", una velata soddisfazione nostalgica nel vedere un personaggio antico ritornare alla vita.

Se giÓ questo suo non essere inedita rende Desdy speciale, bisogna anche aggiungere l'atipicitÓ dei testi: Di Bernardo e Matteuzzi evitano di sciorinare una (probabilmente) noiosa presentazione di personaggi e ambientazioni, e lanciano il lettore direttamente nel turbine della storia, senza troppi fronzoli. Nelle 96 pagine di questo n.1 spiegano l'essenziale e omettono moltissimo, incuriosendo i lettori: perchŔ Desdemona soffre d'insonnia? E che ruolo ha Isaia Metus nella comunitÓ rom? E ancora, Cronide e i suoi misteriosi compari cosa nascondono? Tutte domande che la maggior parte delle volte non appartengono ad un normale n.1, che in genere tende semplicemente a presentare nel dettaglio la vita dei suoi personaggi di carta.

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Desdy Metus vista da Michela Da Sacco
   
 
Gli autori, invece, optano per una scelta coraggiosa ed evitano i passaggi noiosi e le spiegazioni prolisse, per lasciare che sia Desdemona stessa a presentarsi, con la sua voce che ci piace immaginare roca, calda e impastata nel cuore della notte, con la sua testardaggine, con la sua morale pura che stride col mondo grigio intorno a lei.

Ancora, gli autori rischiano una seconda volta adottando un soggetto non facile, legato alle stragi della seconda guerra mondiale e a quelle ferite che nei nostri nonni e genitori sono ancora fresche. Lo staff de "L'insonne" Ŕ molto preciso in questa linea: Desdy Ŕ italiana, vive la storia della nostra terra, ascolta canzoni di gruppi giovani ("Amore impossibile" dei Tiromancino Ŕ del 2005), ha vicini di casa che guardano il "Grande fratello"... tutte scelte che mostrano la volontÓ di abbandonare stilemi americani, ambientazioni iperboliche e nomi anglofoni per restare nel nostro vissuto, che spesso tendiamo a guardare con sufficienza, preferendo un sopravvalutato oltreoceano.

A questi elementi giÓ molto caratterizzanti si aggiunge un'ambientazione a metÓ tra l'onirico e il thriller, che rende "L'insonne" decisamente diverso dagli altri prodotti simili nel prezzo e nel formato presenti in edicola: come Julia Ŕ un instancabile segugio, come Legs Ŕ atletica e propensa all'azione, come Gea Ŕ giovane e legata al misticismo, come Dylan Dog e Martin Mystere affronta orrori e misteri legati al mondo contemporaneo. Nel complesso, quindi, un riuscito mix di generi che di certo potrÓ conquistare un nutrito numero di lettori.

Ad una cosý precisa costruzione del personaggio e del suo mondo si accompagnano dei disegni decisamente interessanti: abbandonata la canonica griglia bonelliana, i due giovani disegnatori, Michela da Sacco e Michele Benevento, realizzano un buon albo d'esordio, pur con due stili piuttosto diversi. La Da sacco opta per un tratto pi¨ nervoso, pi¨ dinamico, che rende perfettamente l'iperattiva Desdemona, mentre Benevento lavora maggiormente sull'atmosfera e sull'espressivitÓ dei personaggi del flashback. L'unione dei due stili Ŕ assolutamente gradevole e rende l'intero albo decisamente suggestivo.

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Matite di pag.26
disegni di Michele Benevento
(c) 2005 Free Books

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Un intenso primo piano
disegni di Michele Benevento
(c) 2005 Free Books

Una nota per la copertina di Giuseppe Palumbo, forse fin troppo ricca e piena, ma che ha l'indubbio merito di catturare l'attenzione, cosa fondamentale per un nuovo albo in edicola. Complessivamente, un ottimo esordio, proprio forse per la sua unicitÓ: un ritorno, pi¨ che un n.1, che mette ben in chiaro lo stile diretto della testata senza annoiare con eccessive descrizioni, anzi coinvolgendo ed emozionando il lettore.
 
 


 
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