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Disney's Moby Dick

classici che interpretano i classici
Recensione di  |   | disney/


Disney's Moby Dick
Moby Dick


Per una volta ci asterremo dal procedere ad una rapida sinossi del volume che andiamo a recensire.
Non crediamo infatti sia possibile riassumere Moby Dick o, se fosse possibile, sicuramente è al di là delle nostre possibilità.
Quindi ci sia permessa questa sintesi: "questa è la storia di Moby Dick interpretata dalla famiglia dei Paperi".
Ed è un capolavoro.

Lo diciamo subito così risparmiamo inutili giri di parole. Francesco Artibani e Paolo Mottura firmano un capolavoro del fumetto seriale che merita assolutamente il volume di pregio con cui Disney / Panini lo sottrae alla caducità delle canoniche edizioni settimanali di Topolino, con cui era uscito, e lo consegna alle nostre librerie.
La sceneggiatura è un piccolo esempio di come si possa trasporre senza tradire: se la cifra di Moby Dick era l'Avventura, con la "A" maiuscola, il tendere eterno dell'uomo a raggiungere qualcosa, qualcosa di indefinito, qualcosa di enorme, qualcosa di mortale, qualcosa di desiderato e, per il suo negarsi, detestato; allora questa cifra viene rispettata e compiutamente resa.
Questa è la storia di Moby Dick interpretata dalla famiglia dei Paperi. Ed è un capolavoro.
Questa storia dei Paperi canta l'Avventura.
L'avventura a cui il Paperino / Ismaele si consegna da coraggioso incosciente, come sempre con più cuore che testa, con più entusiasmo che capacità.
La scelta del personaggio è ottima, visto che ci permette di ritrovare il Paperino che è nei cuori di ogni lettore: non il fannullone iracondo che in alcuni casi è divenuto persino odioso, ma quello avventuroso e colmo di speranza, sempre in movimento, sempre intento a tirarsi fuori da un guaio per cacciarsi in un altro.
Ed ottime scelte sono anche quelle dei comprimari: Qui, Quo, Qua prendono tutti insieme il posto del nobile e selvaggio Quequeeg e dove non riescono a compensarne la maestosità, fanno valere il loro carattere ardito; gli ufficiali del Piquod sono interpretati magistralmente da Archimede (un severo Starbuck), Paperoga (che si mette nei panni di un iperattivo Stump) e Ciccio (nei panni di un solido Flatch); i balenieri, rozzi e non particolarmente onesti e dediti sono poi impersonati dagli elementi della Banda Bassotti.

Un cast d'eccezione
Archimede, Paperoga, Ciccio, Paperino ed i Bassotti

(c) 2013 Disney Italia

Un cast d'eccezione<br>Archimede, Paperoga, Ciccio, Paperino ed i Bassotti<br><i>(c) 2013 Disney Italia</i>

Tutti questi personaggi di primo piano, compresa una Amelia in un ruolo a sorpresa, scompaiono però quasi alla presenza di Quachab. Come un Robert De Niro dei tempi d'oro, il cui solo apparire ammaliava lo spettatore, Zio Paperone ci offre una interpretazione magistrale di uno dei "personaggi maledetti" per eccellenza nella storia della letteratura.
Se il Paperino/Ismaele ci permette di goderci il Paperino più originale, nel ruolo del Capitano Quachab abbiamo Zio Paperone come Carl Barks lo concepì: autorevole ed autoritario, ossessionato, indomito. Quasi mefistofelico con le basette folte e disordinate e lo sguardo feroce: in ogni vignetta in cui compare gli altri personaggi, non importa quanto sia il loro carisma, vengono messi a lato.

Inarrestabile
Zio Paperone: il Capitano Quachab

(c) 2013 Disney Italia

Inarrestabile<br>Zio Paperone: il Capitano Quachab<br><i>(c) 2013 Disney Italia</i>

Questo solido casting, rafforzato da una scrittura asciutta e ben strutturata, in cui le gag sono misurate e rispettose dell'epica, si completa in uno dei tratti grafici di maggior pregio della scuola Disney italiana contemporanea.
La struttura anatomica "classica" dei personaggi viene rispettata integralmente e, nel contempo, resa originale da un taglio bizzarro delle inquadrature, spesso oblique ed in molti casi leggermente deformate ai lati, come se si stesse vedendo la scena tramite un vetro tondo... un oblò. Un effetto liquido e dinamico che rende la narrazione in molte tavole sincopata. Poi, improvvisamente, la tavola si distende in panorami o si verticalizza in rettangoli affiancati che danno alle scene d'azione un senso di vertigine.
Anche il colore è gestito da Mirka Andolfo con cura, in alcuni momenti "impressionista": destinato ad evocare sensazioni più che ad ancorare la scena ad una qualche "rappresentatività".

Disney's Moby Dick
Copertina

(c) 2013 Disney Italia

Disney's Moby Dick<br>Copertina<br><i>(c) 2013 Disney Italia</i>

E' superfluo spendere ulteriori parole: la scelta della Disney contemporanea di impreziosire la sua settimanale presenza nelle edicole con delle "grandi storie" che siano improntate al "bello" non può che essere commendata. La scelta poi di raccogliere tali storie in questi volumi curati e pubblicati a prezzi assolutamente competitivi è una dimostrazione di acume.
Il lettore, a questo punto, resta senza alibi: "Moby Dick" è un piccolo capolavoro del fumetto seriale e deve trovare, non importa quale sia il genere di riferimento, uno spazio nella biblioteca.
O incorrerete nelle ire del Capitano Quachab!! Moby Dick di Francesco Artibani (testi), Paolo Mottura (disegni) e Mirka Andolfo (colore) - volume brossurato con alette - colore - Disney / Panini Comics - 7.90€

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