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" Dov'´┐Ż finito Dylan Dog?"


Pagine correlate:

Tre storielle brevi e un filo conduttore...

I Grandi Classici di Dylan Dog
recensione di Cristian Di Clemente



TESTI
Sog. e Sce. Pasquale Ruju
   

Forse ´┐Ż bene precisarlo: il nostro titolo rimanda esplicitamente alla felice epoca mondadoriana de "I Grandi Classici di Walt Disney", antesignani balenotteri disneyani, in cui le avventure di Topolino (dopo la prima pubblicazione sul settimale omonimo) venivano ristampate e "collegate" tra loro da pagine aggiuntive, create appositamente per la ristampa, che fungevano da filo conduttore.

Infatti Ruju, ripropone, dopo i primi storici speciali sclaviani, la formula della raccolta di episodi, ma con con risultati, questa volta, purtroppo assai modesti. L'incipit ´┐Ż intrigante e di un certo interesse (Dylan Dog e la sua casa scompaiono nel nulla, Groucho, Bloch e Wells indagano per scoprire cosa ´┐Ż successo) ma proprio la struttura ad episodi rappresenta il punto debole dell'albo.

"Un'idea intrigante che per´┐Ż si spegne lentamente, per la struttura ad episodi dell'albo e per la sceneggiatura poco avvincente..."    

Il lettore ´┐Ż colpito dall'idea di partenza e vorrebbe scoprire, insieme alle "spalle" tradizionali di Dylan (per una volta, potenzialmente, in primissimo piano) cosa ´┐Ż accaduto all'indagatore dell'incubo, ma ´┐Ż costretto a leggere degli episodi in flashback del tutto estranei alla vicenda. E questi ultimi hanno una sceneggiatura poco avvincente e a tratti pesante, con pi´┐Ż ombre che luci.

Il primo episodio, in particolare, ´┐Ż prevedibile e banale e ci ripresenta il Ruju routinario che sembrava scomparso negli ultimi tempi. Si va meglio con lo spunto diabolico del secondo racconto, che per´┐Ż ´┐Ż indebolito da un finale poco coerente che distrugge le basi di quanto raccontato in precedenza (vedere la scheda della storia).

(12k)
Brutta cosa la sindrome della
pagina bianca...
(c) 2002 SBE
   
 
Il terzo e ultimo episodio, pur poco significativo come plot, ha invece il pregio di avere Groucho come protagonista e in discreta forma, come ai tempi dei gloriosi "Grouchini". Quando il lettore arriva al finale tanto atteso, curioso di sapere come possa giustificarsi la scomparsa di Dylan e della sua casa, la spiegazione ´┐Ż abbastanza convincente e sfocia nel "metaletterario" (o pi´┐Ż propriamente nel "metafumetto", evidentemente la moda bonelliana di questo periodo): l'autore del destino di Dylan Dog non sa pi´┐Ż cosa inventarsi!

La storia acquista quindi un forte parallelismo con il lavoro di chi scrive le storie della serie ma ci lascia anche una riflessione malinconica (malgrado il lieto fine per merito di Groucho): quando gli autori (quelli veri) di Dylan Dog non sapranno pi´┐Ż cosa inventare, il n.7 di Craven Road della fantasia che conosciamo sparir´┐Ż dal cuore dei lettori e lascer´┐Ż il suo posto al bar che esiste nella Londra reale, anche se magari le leggi editoriali (che vogliono che un personaggio di successo continui comunque ad essere pubblicato) impediranno alla testata di scomparire anch'essa.:-(



DISEGNI
Giovanni Freghieri    

Giovanni Freghieri svolge il suo compito di illustratore della storia in modo abbastanza ordinato ma anonimo, senza far trasparire passione per il suo lavoro e senza colpire il lettore. Fanno eccezione le pag.148-149, che esprimono bene la dinamicit´┐Ż dei poteri del Demonio e il volo del camion.

"Un Freghieri poco ispirato..."    
La resa dei volti ´┐Ż altalenante (con l'eccezione dei primissimi piani, in cui Freghieri si conferma quasi sempre incisivo) e alcune vignette sono poco curate o scarsamente dettagliate (per es. la terza vignetta a pag.11 o la prima a pag.28). E' la caratterizzazione grafica di Wells, in particolare, a deludere: inespressivo e notevolmente impoverito nei tratti distintivi, il suo viso si uniforma e diventa quello di una persona qualsiasi con i baffetti.



GLOBALE
 

Bella copertina di Angelo Stano che riesce nell'impresa di rappresentare adeguatamente il contenuto dell'albo pur rappresentando una situazione del tutto inventata (dato che Dylan ´┐Ż assente nel momento presente della vicenda fino a pag.161).

"Si poteva osare maggiormente..."    
Nel complesso, resta il rammarico per non avere osato maggiormente, elevando i comprimari di Dylan a protagonisti assoluti dell'albo (come ´┐Ż accaduto, invece, nella recente "La vendetta di Loki", avventura di Martin Myst´┐Żre, vedi MM 244-246) anzich´┐Ż ridurli a banale supporting cast di collegamento tra storielline riscate dell'indagatore dell'incubo.

Per ulteriori note ed informazioni, vedere anche la scheda della storia


 

 


 
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