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Sog. e
Sce. Luigi Mignacco
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Questa storia assomiglia un po' a quei piatti che si mettono
insieme all'indomani di un pranzo di festa. Un po' di roba avanzata, qualcosa
rimasto nel frigo, e alla fine se il cuoco è sufficientemente abile l'insieme magari
farebbe inorridire Raspelli, ma risulta tutto sommato sufficiente a saziare l'appetito.
L'esperto chef Mignacco ha raccolto un po' di ingredienti esotici,
condito il tutto con un trito di intrighi classici da dime novel, insaporito
con due o tre belle figliole che non guastano mai, mescolato bene e passato in forno.
"Il risultato è un girotondo abbastanza divertente, con tanto
di simpatica morale incorporata (una sana presa in giro della new age)"
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Il risultato è un girotondo abbastanza divertente, con tanto
di simpatica morale incorporata (una sana presa in giro della new age).
Mignacco ha la mano per la commedia brillante, e alcuni personaggi (la vivace Geena, il pittore Kean)
entrano immediatamente in simpatia al lettore.
Divertente e perfettamente coerente con il personaggio la
gag di Dylan terrorizzato all'idea di dormire all'aperto in mezzo alla campagna.
  

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Montanari e Grassani
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Lo ammetto: ero partito con l'idea di affibbiare una
bella stroncatura al diabolico duo tanto contestato da molti lettori.
E invece, dopo la lettura dell'intero balenottero, mi sono trovato a
correggere parzialmente il tiro. Il fatto è che M&G sono come certi vecchi B-movie in bianco e nero,
tirati via finché si vuole, ma con una inesorabile capacità di intrattenere.
Siamo di fronte a un disegno pulito e privo di sbavature,
con un discreto story telling (la lunga esperienza si vede).
"Siamo di fronte a un disegno pulito e privo di sbavature,
con un discreto story telling.
Certo, al di là di questa che è comunque la condizione minima
per un buon fumetto, non ci si spinge molto"
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Certo, al di là di questa che è comunque la condizione minima
per un buon fumetto, non ci si spinge molto: poca espressività,
scarsa atmosfera e una sostanziale legnosità condizionano
le vignette del diabolico duo, popolate da figurette che spesso
non riescono a staccarsi dalla carta e a diventare vive.
Eppure la lettura procede scorrevole, anche se dopo si sente
l'esigenza di rifarsi la vista con un Mignola o con un Giardino.
Diciamo che Montanari e Grassani vanno presi a piccole dosi,
una volta all'anno, magari in spiaggia o sul terrazzo dopo un bel
gelato. In più, alle prese con storie di impianto brillante e convenzionale
come questa, il duo si trova più a suo agio e dà il meglio di sé.
  
Tutto sommato l'impatto con il balenottero quest'anno è stato migliore del solito.
Questa seconda storia è gradevole, pur senza riservare grosse sorprese.
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