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" La radio fantasma"

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Può una trasmissione radiofonica uccidere? O sono i ricordi del passato? Può un DJ morto venti anni fa risorgere? O è un suo emulo? A questi interrogativi cercherà di rispondere Dylan Dog, stando attento, perché...

La morte corre nell'etere
recensione di Marco Zucchi



TESTI
Sog. e Sce. Pasquale Ruju    

Strani scherzi gioca la notte! E strani rumori porta con sé! Prima il clarinetto di Dylan Dog, poi il volume alto di un film dell'orrore trasmesso in televisione... Ma quest'ultimo non è un film, è un vero orrore.

Comincia così questa nuova avventura del nostro indagatore dell'incubo, con la macabra uccisione di una ragazza, colpevole di avere chiamato un programma radiofonico, della fine degli anni settanta. Sì un programma di venti anni fa.
E' questa la radio fantasma del titolo, che riemerge dal passato inserendosi sulle frequenze di una radio attuale e portando con sé i macabri ricordi degli efferati omicidi de il chirurgo, uno spietato serial killer, che riprende l'attività dopo tanto tempo.

"...la trama di questa storia si basa su un gioco di detto-non detto, scoperto-non scoperto..."
   
Può una trasmissione uccidere? No, ma ciò che c'è al contorno evidentemente sì. E la trama di questa storia si basa su un gioco di detto-non detto, scoperto-non scoperto, vero-falso, abilmente sfruttata dallo sceneggiatore, Pasquale Ruju.

Chi è che è sopravvissuto all'ncendio che distrusse la vecchia sede della SBC? Master o Hogg? Ovviamente tutto si spiegherà, forse in maniera un po' semplicistica (in senso buono), grazie ad indizi seminascosti (la foto da ingrandire, la finestra scomparsa) che conducono la storia su un piano razionale, fino all'irrazionalità della voce di Elmer, nell'ultima tavola, che si sente pur se lui è definitivamente morto.



DISEGNI
Montanari e Grassani    

Montanari & Grassani: gioia e dolori.
Maestri della serialità, nonché della serietà.

Il loro tratto essenziale, pulito, con pochi spazi ad effetti trascendenti, divide come sempre coloro che ne parlano. Personalmente sono tra coloro che li apprezzano e ricordo con piacere tante loro storie. Il loro tratto non sporco trova poi esaltazione nella presenza di ombre, che danno un senso di paura ai disegni. Ancora una volta una buona prova.



GLOBALE
 

Terzo Maxi e terzo trittico per Montanari & Grassani: squadra che vince non si cambia! Buoni disegni, con una buona storia a cavallo tra razionale e irrazionale.
 

 


 
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