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" L'incubo dell'indagatore"


Pagine correlate:


Villa che disegna una storia di Dylan Dog? E' un sogno!
Naah..., soltanto un incubo.

L'incubo del disegnatore.
recensione di Fabrizio Gallerani



TESTI
Sog. e Sce. Tiziano Sclavi    

C'era una volta un disegnatore, che si era stancato degli indagatori e di tutti i loro incubi e, dopo ben 41 copertine della serie regolare e altre 3 degli speciali, aveva gettato la spugna. Salito sul suo cavallo, si era messo a galoppare per le sconfinate praterie, finalmente al fianco di una vera leggenda, quel Tex che proprio oggi compie cinquant'anni di ininterrotti successi editoriali. Oggi, quel disegnatore è diventato molto famoso e il suo stesso nome è ormai una leggenda ... in tutto il west. :-)

Bè, bisogna ammetterlo, a Sclavi serviva probabilmente un pretesto per distogliere per un attimo il bravo Claudio Villa dal ranger e dai suoi pards e coinvolgerlo direttamente nel suo personaggio, occasione anelata dai fan dell'indagatore dell'incubo fin dal lontano 1986, ma finora, purtroppo, sempre disattesa.

E quale migliore occasione di una storia breve (anzi brevissima, l'impegno con Tex ha sempre la priorità) che da sola costituisca una mega-citazione visiva di tutte le copertine che lo stesso Villa ha realizzato per la serie? Nessuna, ecco allora nascere questo "Incubo dell'indagatore" (in origine avrebbe dovuto chiamarsi "La fine dell'incubo") disegnato da Villa nelle pause della lavorazione della storia evento di Tex che vedrà il ritorno di Mefisto.

In sole 16 pagine, Sclavi ha infilato tutte, ma proprio tutte, le situazioni che permettessero a Villa di autocitare le sue cover di Dylan Dog, costruendo un curioso mosaico fatto di ricordi che tuttavia ci riserva anche qualche sorpresa.

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La citazione più famosa: quella della copertina del numero 1, disegno di Villa
(c) 1998 SBE

Da rilevare infatti un curioso inside-jokes sclaviano presente nell'ultima vignetta di pagina 112. Sulla tomba di Dylan Dog, nella citazione della copertina del n.40, Accadde domani, le date di nascita e di morte che appaiono sull'epigrafe, sono rispettivamente quelle di uscita del primo numero della testata (L'alba dei morti viventi del settembre 1986) e del numero 100 (La storia di Dylan Dog del dicembre 1994); in aggiunta, Dylan, nella vignetta successiva, commenta: -"Doveva essere un mio omonimo... mi spiace per lui, ma io sono vivo...", quasi a sottindendere che il Dylan Dog attuale non è più lo stesso personaggio che appariva nei primi 100 numeri, ma un altra persona che, a sua insaputa, ne ha preso il posto.

Nella Scheda della Storia, troverete le indicazioni, vignetta per vignetta, di tutte le copertine citate nell'episodio.



DISEGNI
Claudio Villa    

Un Villa ai limiti del virtuosismo che supera senza difficoltà l'impresa di cucire assieme praticamente tutte le inquadrature caratteristiche delle sue copertine, pur preservando la continuità della lettura.

Ma malgrado la provata abilità è proprio il suo Dylan a non convincere appieno. Probabilmente a causa della ormai scarsa frequentazione con il personaggio, ne tradisce la fisionomia di vignetta in vignetta, alternando ritratti grotteschi ad altri meglio riusciti.

D'accordo che il "reuccio del fumetto italiano" nutra una ormai insanabile passione per Claudione "Anima mia" Baglioni, ma da qui a ritrarlo ancora nelle vesti di Dylan Dog (dopo il celebrativo "Le vie dei colori" apparso sul numero 10 del mensile Tutto dell'ottobre 1996) ce ne dovrebbe passare. E invece è proprio quello che accade in questo episodio. Date un'occhiata ai due disegni qui sotto (il primo tratto dalla seconda vignetta di pag.104 ed il secondo dalla copertina del DD n.4): dal 1986 ad oggi Dylan sembra passato per le mani di un discutibile chirurgo plastico. :-)

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Oggi e ieri: fisionomie a confronto, disegni di Villa
(c) 1998 SBE

Efficacissimo invece l'effetto spiazzante del Dylan "omologato" nel finale della storia. Abbandonata l'improbabile zazzera, il suo look leccato è sorprendentemente angosciante.



GLOBALE
 

Niente più che un piccolo omaggio, scritto soprattutto per rendere giustizia al talento di Villa, che malgrado sia stato il creatore grafico del personaggio, non ha poi mai avuto l'occasione di disegnarne nessuna storia.

E per i nostalgici dei primi, ormai mitici numeri della serie, una maniera per rinfrescare ricordi forse ormai sopiti.

 

 


 
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