  

|
Sog. e
Sce. Tiziano Sclavi
| |
|
Storia che si inserisce nella tradizione delle storie brevi di fine gigante. La stessa vuole essere un omaggio
al videogioco preferito da Sclavi, "Myst", un'avventura per computer uscita nei primi anni novanta. Questo
adventure, che faceva dell'atmosfera e della cura grafica delle locazioni in cui si muoveva il giocatore il proprio
punto di forza, non ebbe un gran successo di critica (per la sua poca interattività). Sclavi, pur tecnofobo - soprattutto
in ambito informatico -, aveva già esternato questa sua passione in un articolo apparso sull' almanacco '97.
Il lettore appassionato di videogiochi capisce sin dalla seconda pagina il perché dello strano incipit: il tempio
che appare dinanzi a Dylan è una diapositiva impressa nella mente di qualunque viodeogiocatore si rispetti
;-)
Il problema è che proprio questo riconoscibile particolare elimina quasi totalmente l'aspettativa per ciò che verrà
più avanti nella storia.
  

|
Enea Riboldi
| |
|
Tratto pulito e disegni con poche ombreggiature per rendere la sinteticità dell'ambiente circostante. Buona la varietà
e la resa delle espressioni di Dylan.
  
Storia che non si può certo giudicare con i parametri classici: solo 16 pagine e natura dichiaratamente celebrativa.
Sclavi sarà contento per l'uscita prorio in questi giorni del seguito a quello che lui definisce "il più bel gioco d'avventura mai realizzato" (!?), ovvero Riven, aka Myst II.
|