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Dylan Dog  Almanacco della Paura 1997
" Paura di vivere "
(1k)
( 3 , 3 , 3 ) 2 + 1
34% equiv.
3/7
Vedere anche la Scheda della Storia nell'uBC Database.


Un povero e grigio impiegato sfoga le sue repressioni immaginando per le persone che gli sono attorno le morti più truculente. Il problema è che queste morti avvengono realmente con le modalità da lui immaginate...

Ti libero dagli incubi, anzi te li ammazzo!
recensione di Gianluigi Fiorillo
Dylan Dog



Soggetto
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3/7
Claudio Chiaverotti Ecco, lo sapevo, la solita storia da Almanacco. Ovvero una storia presumibilmente scarto della serie principale e degli speciali. Mi dispiace dover continuamente sottolineare la mancanza di originalità che attanaglia ultimamente gli sceneggiatori, ma purtroppo come ho spesso scritto, è proprio questo il maggior difetto che si possa rilevare in una sceneggiatura di DD.

Veniamo al nostro racconto: un impiegato dell'ufficio ragioneria del municipio, di kafkiano aspetto (con tanto di "Metamorfosi" alle pag.67-68) che ha paura di possedere una doppia personalità a causa di alcuni omicidi che gli vengono attribuiti. La costruzione del pathos non è nemmeno male, il problema che ogni cosa va a farsi benedire nel terribile finale. Lo psicologo che da anni "cura" il paziente da i suoi incubi sopprimendoli fisicamente non è neppure male, ma l'infallibilità con cui Dylan arriva alla soluzione, quasi non avendo elementi, unita alla farsesca messa in scena della finta impiccagione per "costringere" il dottore a confessare e ad alcune incongruenze della sceneggiatura fanno scadere il tutto.

Sceneggiatura
(1k)
3/7
Claudio Chiaverotti Ad uno sguardo disattento DD potrebbe sembrare un fumetto poco rigoroso: niente di più sbagliato, è rigoroso ma a modo suo. Anche le farneticazioni più sfrenate hanno una loro logica, che viene alla luce di solito nel finale. Indovinate cosa voglio dire con questa introduzione? Che l'eccezione conferma la regola...

Chi mi spiega perchè Franz Krod ha quelle visioni terrorifiche nel cantriere, visto che lì è insieme a Dylan a preparare la trappola per smascherare il suo amico psicanalista? Più che un espediante per sviare il lettore, mi pare una presa in giro dello stesso. Qualun altro mi dovrebbe invece spiegare come il buon Franz si sia liberato dalla sua posizione di falso impiccato senza levarsi l'imbragatura. Oppure perchè uno psicanalista che ha il suo ufficio in un palazzo così lussuoso (e che quindi pagherà fior di quattrini per l'affitto) dispone di una macchina per elettroshock così rudimentale da essere attivata per mezzo del contatto di due fili...

Disegni
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3/7
Ugolino Cossu Carina la caratterizzazione del protagonista, di aspetto decisamente kafkiano, molto meno quella di Dylan che in molte tavole sembra al massimo suo fratello e nemmeno troppo somigliante. Lo stesso psicanalista è un po' troppo uomolupesco, con barba, baffi & capelli che sembrano piu' pelliccia che altro. Cossu secondo me difetta un po' in dinamicità, così i disegni risultano troppo classici e quando il disegnatore vuole dare la sensazione del movimento scade in effetti grafici tipo le scie che vorrebbero indicare il mulinellare dei piedi di Franz alle prese con un cappio da impiccagione, e che invece fanno pensare più ad un astronauta in assenza di gravità.

Copertina
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2/3
Angelo Stano Beh, di copertine di albi fuori serie ne ricordo di peggiori; forse è un po' troppo collage e un po' poco illustrazione, pero' fa il suo dovere presentando a lettore gli elementi che troverà trattati all'interno.

Overall
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1/3
Una storia da Almanacco, detto tutto.



Oltre il fumetto. .
(1k)

Interessante la parte saggistica dell'Almanacco: la prima parte è la usuale sezione dedicata ai media che si sono interessati di horror nel 1996 più le usuali anticipazioni per questo anno. La chicca è un articolo di Tiziano Sclavi sul mondo delle avventure su CD-ROM, scritto con sorprendente cognizione di causa per uno che la tecnologia sembra abborrirla. A proposito di Internet il Nostro afferma "Internet, questa vacua bufala globale" (!).

La seconda parte è dedicata ad un dossier sul Re di Bangor, Stephen King, con tanto di appassionato articolo di Sclavi: l'opera del Maestro del Horror è sviscerata nelle sue componenti letterarie e cinematografiche, con tanto di escursus musicale. Poi, di seguito due speciali, uno su Giger, il visionario artista autore di dipinti "biotecnologici" e del famoso alieno di "Alien", e l'altro sul fumetto americano che Bonelli avrebbe voluto pubblicare (parole sue): Sandman.


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Soggetto

 
Sceneggiatura

 
Disegni

 
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