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" Istinto omicida"

TESTI
Michele Masiero
DISEGNI
Giampiero Casertano

Martha e Storm

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Una storiellina senza troppe pretese, che scimmiotta più o meno allegramente alcuni dei più classici (ed invero abusati) tòpoi dell'universo letterario dell'Indagatore dell'Incubo, a partire da quel Killex (n.80 e n.129) che lo stesso Dylan menziona a pag.41.
Questo è quanto offre al lettore la terza prova (anch'essa, come le prime due, sulla serie regolare) della "matricola" Masiero, e dopo soli due mesi dalla precedente, e per certi versi più convincente, "Insonnia" (n.225).

In genere, il modello base di storie come questa prevede la presenza sulla scena di un numero limitato di comprimari, tra i quali devono essere identificabili: il cattivo che diventa vittima (Joe Storm), il principale sospettato che si rivela innocente (Martha) ed il colpevole, in apparenza improbabile (Preston). Un circolo chiuso da cui non si può scappare, come anni e anni di gialli e polizieschi d'oltreoceano (la "Signora in giallo" su tutti) ci hanno insegnato. :-)

(18k)
Martha e Storm (in formalina)
disegni di Giampiero Casertano
(c) 2005 SBE
   
 

Come si diceva, l'esilità della trama traspare sin dalle prime pagine, laddove il personaggio Storm viene delineato in maniera forse eccessivamente canonica; nel sèguito, la citata distribuzione dei ruoli viene calata in un contesto che soffre di non poche tra lungaggini ed incongruenze (vedere a questo proposito la scheda della storia), e che riesce a sollevarsi un minimo solo nel finale (l'uccisione di Preston da parte di Martha) dove, se pure non si giunge ad un'adeguata caratterizzazione dei dialoghi e delle psicologie dei personaggi, quantomeno si va a giustificare in parte l'altrimenti improprio titolo dell'albo.
In tutto questo, però, bisogna sottolineare come tutta la supposta malìa esercitata da Storm rimanga a conti fatti la grande assente della storia. Elementi come i libri su come provocare una morte apparente, o i cocktail allucinogeni propinati ad adolescenti sbandati o affini, pur nella loro limitata efficacia narrativa e funzionale, non vengono sfruttati a dovere; così pure l'incubo "da talk show" di Dylan non è che una pallida eco di quella componente onirica su cui poggiava buona parte del fascino del Dylan Dog dei "bei" tempi andati (e per una volta ci si perdoni la retorica).
Dulcis in fundo, la presenza di Groucho è ai minimi livelli, tanto vale a questo punto che Dylan riceva i clienti in cucina e impari a prepararsi il thè da solo. :-)

Le tavole di Casertano, per fortuna, non si risparmiano come al solito in termini di plasticità e di resa espressiva. Il volto di Storm appare forse un po' caricaturale (per certi versi risulta migliore quello - tra l'altro diversissimo - di Stano); globalmente, invece, si può tranquillamente parlare di una prova esente da sbavature, e che provvede ad aumentare il purtroppo scarso appeal dei testi. Sono poi da segnalare un paio di vignette veramente azzeccate in termini di atmosfera, vale a dire il dettaglio sulla labbra di Storm (ad es., a pag.86) e la ripresa a figura intera di Martha dinanzi alla bara di formalina dello stesso Storm (pag.95).

Una prova media, pur nella media media dylaniata degli ultimi - e penultimi - tempi (bisticcio di parole compreso).
 

 


 
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