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" La strega di Brentford"

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Pagine correlate:

Tre ricercatori scomparsi in un bosco mentre cercano le tracce di una strega di un'antica credenza popolare... il ritrovamento di un video girato dai ricercatori durante la loro esplorazione... Vi ricorda qualcosa? :-)

The Dylan Witch Project!
recensione di Cristian Di Clemente



TESTI
Sog. e Sce. Claudio Chiaverotti
   

Dopo il film "The Blair Witch Project" l'idea alla base di questo episodio dell'indagatore dell'incubo non può certo essere giudicata originale. Del resto, non avevamo dubbi sulla fonte di ispirazione dell'albo (sin dalla pubblicità nel numero precedente) e non se ne fa mistero nell'horror club e all'interno del racconto a fumetti.

"Idea di partenza non originale, ma la sceneggiatura rende l'albo piacevole e sottilmente inquietante. L'orrore è lasciato all'immaginazione del lettore."    
Anche la struttura della storia è classica: abbiamo l'indagine con il sospetto di eventi soprannaturali, la spiegazione razionale che fa quadrare quasi tutto e il ribaltamento finale che cambia di nuovo la prospettiva d'osservazione. La traduzione del soggetto in sceneggiatura è però decisamente buona.

Chiaverotti (alla sua terza vacanza "dylaniata" da Brendon negli ultimi due anni) ci introduce sapientemente nell'atmosfera del piccolo paese di Brentford, nelle sue superstizioni e nelle angosce dei parenti delle persone scomparse, con dialoghi adeguati e generando una sottile inquietudine in chi legge. L'orrore, infatti, non è mai mostrato direttamente o spettacolarizzato ma viene lasciato alla nostra immaginazione dalle leggende locali o dagli sguardi privi di senno delle sorelle Leibnitz.

L'episodio è fluido, scorrevole e riesce ad attirare l'attenzione del lettore per tutto l'albo, con un equilibrato utilizzo di rivelazioni, colpi di scena e depistaggi per far pensare a un possibile colpevole anziché a un altro. Per esempio, a pag.72, Dylan rassicura la sua ragazza Claire, in ospedale, dicendole che non la lascia sola poiché accanto a lei ci sarà il padre di uno dei ragazzi scomparsi... ma nell'ultima vignetta di quella pagina la combinazione tra testo e disegno ci fa sembrare la persona fidata tutt'altro che rassicurante! ;-)

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Paura!
disegni di Nicola Mari - (c) 2002 SBE
   

La sceneggiatura, a nostro avviso, ha tuttavia qualche punto debole. La prima riguarda padre Harris, che ha capito che Roxanne è in realtà la scomparsa Susan. Ci sembra poco credibile che le abbia proposto di incontrarsi senza prendere precauzioni (avvisando, magari, la polizia) e senza pensare che lei avrebbe potuto ucciderlo. E invece, appena lei mette mano al candelabro per tappargli la bocca, padre Harris è sorpreso e scappa in preda al terrore. Non prova a disarmarla, pur non avendo di fronte una persona possente armata di pistola o di un'arma da taglio (pericolosi anche in una collutazione). La sequenza con l'equivoco delle scale per il paradiso dipinte in canonica è comunque molto gustosa.

Ci sembra, inoltre, strano che la polizia, pur avendo passato al setaccio per giorni il bosco e i luoghi nei paraggi del ritrovamento della tenda dei ricercatori, non abbia trovato le tracce di sangue nello spuntone di roccia (difficilmente eliminabili da Susan) che ha ucciso Russell, non lontano da lì.

Un altro punto debole è, invece, un rammarico per le ultime due tavole dell'albo. Dylan ha capito che qualcosa non torna nella spiegazione razionale della storia, e solo a quel punto la strega di Brentford (fino ad allora dietro le quinte) si presenta al lettore e spiega tutto. Le ultime due pagine cancellano, quindi, quell'alone di mistero e sottili inquietudini che la vicenda aveva generato nel lettore.

"Le ultime due tavole cancellano buona parte del fascino della figura della strega di Brentford."    
Forse non era necessario spiegare tutto quanto, pensiamo che sarebbe stato sufficiente mostrare la strega solo con la bella vignetta che chiude l'albo e lasciare il lettore libero di ipotizzare. Invece, in questo modo la strega non si è mostrata meno logorroica di Martin Mystère ;-) e ha perso buona parte del fascino della sua figura, derivante dall'incertezza sulla sua esistenza e dalla sua presenza impalpabile. E anche la logica delle sue spiegazioni non ci sembra molto indovinata: se il suo scopo è quello di non essere disturbata durante i suoi riti e di fare in modo che nessuno creda alla sua esistenza, forse era meglio non fare nulla anziché far impazzire Susan e attirare l'attenzione di media e polizia.



DISEGNI
Nicola Mari    

La sceneggiatura della storia acquista vigore anche per merito dei disegni di Nicola Mari. I suoi volti lasciano trasparire le emozioni dei protagonisti (l'angoscia dei parenti degli scomparsi, la sorpresa e felicità di Padre Harris davanti alle "scale del paradiso" a pag.77, ultima vignetta, il rammarico di Dylan che capisce di aver provocato sofferenza con le sue domande a pag.58, ultima vignetta) e i suoi bianchi e neri sono essenziali per l'atmosfera di sottile inquietudine a cui si accennava in precedenza.

"I disegni di Mari sono funzionali alla storia e coerenti con le atmosfere dell'albo."    

Mari è particolarmente efficace nella caratterizzazione grafica ed espressiva di Deanna Dyxon, moglie di uno dei ricercatori scomparsi (pag.15, ultima vignetta, oppure pag.57-58 e pag.95, seconda vignetta) e di Roxanne (alias Susan), la ricercatrice ossessionata dalla strega di Brentford (vedi gli intensi primi piani di pag.92, seconda vignetta e pag.94, penultima). Uniche pecche: i volti della strega a pag.96 e alcune anatomie (per es., Dylan a pag.69, terza vignetta).

Le ambientazioni sono sufficientemente curate e lo stile di Mari è al servizio della storia e ad essa funzionale, con un nero ancora meno marcato rispetto alle sue prove precedenti, nelle quali l'autore aveva abbandonato un segno eccessivamente artistico per renderlo più leggibile.

Segnaliamo la sequenza di pag.20-24, in cui la storia della leggenda della strega è rappresentata con uno stile ottocentesco dai numerosi tratteggi e con i margini delle vignette disegnati a mano e arricchiti da un ornamento. Bella anche la soluzione grafica delle pag.42-48: Dylan visiona la videocassetta e i margini delle vignette spariscono, assorbiti dal nero del bordo dello schermo della televisione.



GLOBALE
 

Copertina in parte ingannevole: illustra efficacemente il tema dell'albo (riprendendo la descrizione della strega fatta da chi, secondo le credenze popolari, sostiene d'averla vista), ma promette uno scontro con effetti speciali tra Dylan e la strega di Brentford che invece non avviene. La realizzazione di Angelo Stano è comunque buona, come pure la colorazione dello sfondo che aggiunge drammaticità all'immagine scelta. Ci convincono poco le dita della mano sinistra di Dylan, che sembrano un pò troppo molli e prive di tridimensionalità.

"Il giudizio complessivo è positivo."    

Il giudizio sulla storia è nel complesso positivo: l'albo si legge volentieri ed è caratterizzato da una buona coesione tra testi e disegni. Un'ennesima conferma del fatto che, pur partendo da spunti non originali, una storia scritta bene può comunque essere piacevole.

Vedere anche la scheda della storia
 

 


 
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