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"I Misteri di Venezia"

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Saul e Dylan

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A volte ritornano
recensione di Fausto Ligios



TESTI
Sog. e Sce. Pasquale Ruju    

E già ritornano, perché di ricomparse più o meno eccellenti questo albo natalizio dell'indagatore dell'incubo ne è pieno zeppo. Ma andiamo con ordine.

Se escludiamo le copertine ed un paio di fugaci apparizioni sui giganti (il sesto ed l'ottavo, dove appariva in due racconti di media lunghezza, "Il gatto nero" ed "Il pozzo dei dannati"), riemerge dalla clandestinità Angelo Stano, desaparecido dalla serie regolare dell'indagatore da ben ottantaquattro numeri, ovvero sette anni tondi tondi. L'ultimo suo albo completo risale infatti all'ormai storico centesimo numero "La storia di Dylan Dog", senza dimenticare i classici degli albori, l'esordio con "L'alba dei morti viventi", il fondamentale "Morgana" (venticinquesimo numero della serie) ed il criptico n.43 "Storia di nessuno". Rispetto a questi, la differenza con "I misteri di Venezia" è il cambio di compagno di viaggio, ovvero lo sceneggiatore: non più Tiziano Sclavi (dove sei? ritorna anche tu...) ma Pasquale Ruju, uno dei creativi della serie da ormai diversi anni.

"... che gusto c'è a leggere una storia dove praticamente conosciamo già tutti i protagonisti?"
     
Ancora: Dylan rivisita Venezia dopo "La morte rossa" (il dimenticabile numero 126), riappare un personaggio ascetico e interessantissimo come Saul, biondo tedesco di natura angelica che i lettori di Dylan avevano conosciuto in "L'angelo sterminatore" (n.141) e, per finire, rientra anche la setta degli "illuminati", battuta ma non definitivamente sconfitta ne "La nuova stirpe" (n.155). Il dubbio del lettore a questo punto è legittimo: che gusto c'è a leggere una storia dove praticamente conosciamo già tutti i protagonisti? Fidatevi, perchè in realtà, questo numero si rivela decisamente interessante.

Infatti Ruju si dimostra sicuramente in ripresa. Non era certo semplice ripescare tutti quei personaggi mantendendo la storia su di una rotta accettabile. Il finale, pur traducendosi nel comodo e prevedibile "è tutto un sogno", non guasta affatto e arriva comunque a concludere una trama sufficientemente intrigante e avvolgente, dove in una Venezia definita "luogo che si nutre di sogni" e che si riempie di sognatori, le forze del male tentano di far scoppiare una nuova apocalisse per fare tabula rasa del mondo e ripartire da capo (citazione: la sofferenza genera potere).

Ovviamente il destino dell'umanità è nelle mani di Dylan, che ritrova la sua vena filosofica e la sua dinamicità anche grazie a Saul, che si conferma un grandissimo personaggio, una ottima spalla per Dylan, enigmatica e allos stesso tempo rassicurante, nonostante la caratterizzazione un po' troppo cupa dei pennelli di Stano. Il finale aperto lascia intravedere la speranza di poterlo ritrovare in qualche altra storia. Il lettore affezionato non può che attendere...



DISEGNI
Angelo Stano    

(7k)
Saul e Dylan
disegni di Angelo Stano - (c) 2002 SBE
   

Gli artisti si fanno aspettare (d'altra parte anche per completare il primo numero ci impiegò oltre un anno e mezzo) ma alla fine ne vale sempre la pena. Il tratto di Stano è inconfondibile, nervoso e angosciato, spigoloso e essenziale, preciso e sicuro: impossibile non rimanerne stregati. Ottimamente reso il passaggio tra la realtà moderna di Dylan e il sogno/racconto dove è invece protagonista Giacomo Casanova: si rischia sul serio di rimanere in perpetua ammirazione della sua metafisica mezzatinta.



GLOBALE
 

Nonostante qualche forzatura di troppo (Dylan che si esibisce davanti ad un pubblico nonostante l'ammissione d'essere un pò negato al clarinetto) e stereotipi ormai divenuti routine (baci un po' troppo frettolosi e i record da centometrista del sesso con ogni nuova partner), l'indagatore dell'incubo si riscatta in questo albo dopo qualche prova un pò deludente. E' un Dylan convinto e convincente, informato (vedi quando confessa a Chiara che conosce tutti i fatti "strani" accaduti nella città lagunare che potrebbero essere riconducibili alla storia), insomma un pò vecchio stile.

Buone nuove anche per Groucho, che riesce a conquistare una donna prima che questa cada sotto le grinfie del suo capo: anno nuovo, vita nuova anche per il nostro simpatico eroe. :-)

 

 


 
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