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"Il "progetto""


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Temevate che la telefonia cellulare potesse friggervi le cervella? E ci avevate ragione! Non nel modo canonico che voi avreste pensato, certo, ma non temete: non verrete discriminati, qui c'è chi si è preso un impegno preciso...

Lobotomia per tutti!
recensione di Emanuele De Sandre



TESTI
Sog. e Sce. Tiziano Sclavi    

"Repetita iuvant", così tramandano i grandi maestri latini, e chi l'avrebbe mai detto che uno dei più accaniti assertori di questa massima sarebbe stato l'ineguagliabile Tiz?
Sclavi, unico vero e irripetibile burattinaio dell'indagatore dell'incubo, oramai scrive per abulica inerzia in attesa che l'accecante aureola di talento che gli galleggia sulla testa si accenda. E questa luce forse non splende più di continuo come una volta, ma ogni volta emana bagliori che rimangono impressi nelle nostre retine fino a costringerci a scriverne nella recensione.
Tutto questo funambolico preambolo per raccontare dell'ennesimo collage di "variazioni sui temi". Quali temi?
"Lampi estivi di genio, nel quieto tran tran dylandoghiano..."
   

  • il signor nessuno: tutto inizia con un uomo che sente di non esistere (un albo per tutti: "Memorie dall'invisibile");
  • impazzire davanti alla televisione, come in "Canale 666";
  • cambio di personalità: uno a caso, "La metà oscura" (da rileggere assolutamente, anche per ammirare il vero Casertano, non il baccello che firma quest'albo!;-));
  • Dylan presunto assassino: vedere "Cattivi pensieri", anche per il ricorrere del simpatico personaggio Lee Riker;
  • presunti rapimenti e invasioni aliene: "Terrore dall'infinito";
  • il mistero nascosto in un paesino dimenticato dagli uomini e dagli dei: come non ricordare "Lassù qualcuno ci chiama";
  • il complotto: uno dei pezzi forti di Sclavi, "Gli uccisori" e "I vampiri" su tutti.

    E qui entra in gioco lo sconfinato talento dell'autore, che pur ricorrendo a passaggi tritati e grattuggiati, riesce comunque nel suo intento. Soprattutto perchè Sclavi nel 99% degli albi ha qualcosa da dirci, un suo pensiero che ci vuole fare arrivare, in questo caso le sue "forti perplessità" verso il telefono cellulare.

    'il telefono, la tua croce...'
    Comunicazione di massa...
    disegno di G. Casertano (c) 2001 SBE

    Ecco allora che Sclavi trasforma il telefonino, a tutt'oggi sotto osservazione per i possibili svariati effetti negativi sulla salute degli utenti, in un telecomando per esseri umani! E tutto per realizzare una democratica lobotomia globale, affinchè l'uomo, completamente controllato, non possa più nuocere a sè stesso.

    Non che l'appassionato medio di mysteri, tra X - files e affini, strabuzzi gli occhi di stupore davanti a questa idea, però l'insieme funziona, e le geniali finto-sgangherate sceneggiature del Tiz ti spingono fino all'ultima pagina, dove il finale è rigorosamente casuale.

    L'elemento che più di ogni altro trascina è un personaggio: Lee Riker, giovane squinternata avvocatessa delle cause perse. Sono soprattutto i duetti tra lei e Dylan e le sue performance nel foro a dare sale all'albo.

    Due ultime cose a cui dare risalto:

  • perfetta la sequenza che va da pag. 63 a pag. 75: viaggio nell'angoscia con twist comico a spezzare l'ansia, da manuale della sceneggiatura;
  • il finale non è aperto, ma completamente assente: laddove c'è scritto "fine dell'episodio" avrebbe potuto esserci scritto "continua" e il lettore avrebbe avuto tutto il diritto di attendersi altre 94 pagine di albo.
    Ma va bene lo stesso, se ogni tanto ci accorgiamo dei blackout in cui incappa la testata è perchè siamo ancora abbagliati dagli antichi bagliori sclaviani. A volte splendono ancora. A volte.



    DISEGNI
    Giampiero Casertano    

    L'inquietudine ci attanaglia, perchè una volta c'era un autore che disegnava per Dylan Dog, e si chiamava Giampiero Casertano, ma noi lo conoscevamo bene, e non disegnava così. Ma oggi questo autore ci sembra strano, ci sembra cambiato, come se... non fosse più lui! Una esagerata immedesimazione nella storia o una scelta definitiva? Facezie a parte, a Casertano va dato atto di aver intrapreso la rischiosa via della mutazione, ed è sempre lodevole vedere un autore più che mai affermato mettersi in discussione e imboccare nuovi sentieri artistici. Sia chiaro: la perfezione del tratto non è in discussione, ma lo stile più caricaturale (molto vicino a Bacilieri), scolpito di bianchi e neri molto netti seppur tracciati da morbide pennellate, non incontra completamente i nostri gusti.
    Grandissima prova, invece, la sequenza onirica in mezza tinta (da pag.89 a pag.92), di cui vediamo un estratto qui sotto. Peccato che la sequenza sia un po' troppo avulsa dal resto dell'albo per acquistare efficacia anche narrativamente oltre che graficamente.
    Attendiamo con curiosità il prossimo albo di Casertano, per scoprire quale essere sguscerà fuori da questo baccellone extralusso! ;-)

    Aiuto, mi fanno la bua!!
    Che paura della puntura!
    disegno di G. Casertano - (c)2001 SBE



    GLOBALE
     

    Un buon albo, con dei guizzi notevoli, ma il guru della sceneggiatura Sclavi dimostra ancora una volta di non avere molta voglia di mettersi a congegnare trame anche vagamente diverse e "nuove" rispetto alle sue solite.
    Il titolo con le virgolette personalmente ci orripila.
    Neanche gli alieni della copertina suscitano grande interesse, dal momento che vengono rappresentati secondo l'iconografia più stereotipata dell'Universo Conosciuto.
    Per chiudere facciamo solo notare che l'idea del chip di manipolazione della mente Sclavi la utilizzò anche nel lontano settembre 1988, nell'albo di Zagor gigante n. 278, tassello essenziale della saga "Incubi", in cui Zagor stesso subisce lungamente l'influsso di un microcomputer piantato nella fronte.

     

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