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" Il dio
prigioniero"


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Neptuneland!

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Avete presente il cattivone nazista, l'affarista senza scrupoli, il killer spietato che fa battute mentre uccide, il mostro buono e la bimba innocente? Allora conoscete già il 90% di questa storia...

Ahrrrr calamaretto!
recensione di Alessandro Franchini



TESTI
Sog. e Sce. Pasquale Ruju    

Un'ennesima storia di Dylan Dog che di Dylan Dog ha molto poco. Fin dalle prime pagine si capisce dove si andrà a parare dato che vengono presentati solo due elementi: un carico di rifiuti radioattive e Neptuneland. Del resto tutta la trama della storia è senza misteri o colpi di scena (tranne quello dell'ultimissima vignetta, che tra l'altro è anche abbastanza inutile). Si capisce subito come andrà a finire, chi sono i buoni, chi sono i cattivi, chi sopravviverà e chi morirà. La lettura del resto dell'albo serve solo come conferma.

La colpa di questa "sicurezza" è da attribuire alla sceneggiatura capace solo di presentare personaggi "macchietta", monodimensionali e unidirezionali, che lasciano poco spazio a diverse interpretazioni. Alla prima apparizione di Heike, è impossibile non bollarlo come cattivo della storia: ex ufficiale nazista, con un ghigno ironico stampato su di un volto che sembra un incrocio tra Mefisto e Nosferatu. Da notare, fra l'altro, (sempre a proposito di macchiette) come nel finale Heike non resista alla tentazione di raccontare tutto il suo piano per filo e per segno a Charlotte. Andando avanti nella nostra carrellata, troviamo la bambina, giovane, pura e innocente, capace di comunicare con il calamaro gigante; ci sono i gemelli killer che non risparmiano a nessuno i loro dialoghi che vogliono sembrare ironici ma che riescono solo a suonare tremendamente finti e artefatti; c'è la bellona che "ha scoperto qualcosa" ma "ha paura di parlare"; ovviamente costei è destinata a morire, così come il cattivo inquinatore e i gemelli-clown. E tutto ciò avviene puntualmente nel finale, con l'immancabile mostro liberato che, nonostante fosse stato rinchiuso e rabbonito a suon di scariche elettriche, si rivela saggio e magnanimo, attaccando e uccidendo solo gli avvelenatori del mare, lasciando da parte l'istinto e la giusta collera.

Tutto il resto della storia serve solo a peggiorare la situazione; Groucho è abbastanza in forma, ma Dylan non fa assolutamente nulla se non sollazzarsi con la giovane amica francese: non indaga, non si pone domande, non ha pensieri. Gli sovviene l'inuizione "geniale" di Northole, ma subito dopo si disinteressa del fatto lasciando andare Charlotte da sola. Dylan torna finalmente protagonista nel finale, non come se stesso, ma come Indiana Jones, con tanto di scazzottata, sparatoria e fuga su di un autobus inseguto da un muro d'acqua. Il massimo lo si raggiunge nell'ultima pagina con il suo diario: "Tutto è bene ciò che finisce bene". Peccato, perchè uno dei punti forza di questa testata era che a volte le cose finivano male, e la storia ti lasciava così, con un vago senso di tristezza e di amarezza che ti obbligava a meditarci sopra...



DISEGNI
Daniele Bigliardo    

Un lungo parto travagliato questo albo (3 anni!), ma valeva la pena di aspettare, le attese non sono andate deluse. Sono decisamente buoni i disegni di Bigliardo, che sfrutta il nero in maniera molto efficace, caricando le vignette di ombre e tenebre.

(16k)
Neptuneland!
disegno di Daniele Bigliardo - (c)2000 SBE

I personaggi sono ben caratterizzati (forse troppo, come nel caso del volto "demoniaco" di Heine) e le vignette sono curate sia nei particolari che nelle angolazioni delle inquadrature. Di grande effetto le bolle d'aria che danno proprio l'idea di uno spazio pieno d'acqua, e i fasci di luce intensa usati dai poliziotti durante l'attaco degli ambientalisti al porto.



GLOBALE
 

Anche la copertina di Stano è in linea con l'albo: piatta, e con Dylan che sfoggia due manone che sembrano due vanghe.

Se non fosse per i disegni, forse varrebbe la pena di risparmiare 3500 lire (anzi 1.81 euro :-).
 

 


 
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