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" Il sorriso dell'oscura signora"


Pagine correlate:

La Vita gioca strani scherzi: pu´┐Ż scambiare due cartelle cliniche, resuscitare un killer a pagamento, convincere un uomo dell'esistenza di un nemico immaginario...
ma, in fondo, che sar´┐Ż mai? Mica la Morte di nessuno...
:-)

Il Dylan di Neanderthal
recensione di Fabrizio Gallerani



TESTI
Sog. e Sce. Tiziano Sclavi    

La questione ´┐Ż ormai datata e se ne ´┐Ż gi´┐Ż dibattuto ampiamente: lo Sclavi sceneggiatore di oggi ´┐Ż innegabilmente un'altra persona rispetto a quella che nel 1986 ha iniziato a psicanalizzarsi pubblicamente sulle pagine di Dylan Dog. La crescita umana e professionale dell'uomo Sclavi ´┐Ż andata di pari passo con la crescita ed il successo del totem Dylan, senza soluzione di continuit´┐Ż. Poi, un bel giorno, improvvisamente, la seduta si interrompe, Dylan finisce il Galeone e si torna tutti a casa, l'adolescente Sclavi ´┐Ż diventato finalmente grande.

Dopo lo scossone del n.100, niente ´┐Ż stato pi´┐Ż come prima, n´┐Ż il personaggio, n´┐Ż, soprattutto, l'autore. Sclavi ha scacciato le sue inquietudini, le ha razionalizzate e ora punta dritto a temi pi´┐Ż concreti, socialmente impegnati, fin troppo impegnati. Ma ´┐Ż possibile che un cambiamento cos´┐Ż radicale, possa essere avvenuto senza un preavviso, senza che nessun segno potesse restituirci il sentore del mutamento?

B´┐Ż quel segno io credo oggi di averlo trovato. Concedetemi l'ardita metafora: se l'evoluzione di uno scrittore dall'indubbio talento e dalla complessa personalit´┐Ż come Tiziano Sclavi potesse essere assimilata a quella dell'intera specie umana, in questo momento io potrei sentirmi proprio come Johann Carl Fuhlrott, lo scopritore dello scheletro dell'uomo di Neanderthal, il primo fossile umano che sia stato riconosciuto differente dall'uomo attuale.

"... l'anello di congiunzione fra la vecchia e la nuova poetica sclaviana..."
   
Ebbene, si, sono proprio convinto che questo "Sorriso dell'oscura signora", che sembra quasi riemergere oggi dalle pieghe del tempo, possa essere considerato come l'anello di congiunzione fra la vecchia e la nuova poetica sclaviana, il trait d'union fra due differenti visioni della vita (o, a scelta, della morte :-)), il tassello mancante nell'evoluzione di un personaggio culto per una intera generazione.

Nell'episodio convivono sia gli elementi tipici della "weltanschauung" sclaviana degli esordi (il pessimismo esistenziale dei suoi personaggi, la maschera pirandelliana che ne nasconda una natura spesso mostruosa e lo sdoppiamento di personalit´┐Ż che ne consegue) sia le "stranezze" dello Sclavi attuale, i suoi giochi di parole, le sue geniali invenzioni linguistiche e le spiazzanti sorprese narrative.

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La vita e Jackal
disegno di Nicola Mari - (c)2000 SBE

Uno straordinario cocktail che rinnova la tradizione citazionistica di Sclavi, pescando a piene mani dal cinema (il finto persecutore Kopperman) dalla cronaca (le associazioni scettiche che smascherano i finti medium) e da s´┐Ż stesso, auto-prestandosi personaggi (il resuscitato killer Jackal) e giocando con altri (la morte evocata esclusivamente ai fini dell'equivoco narrativo finale).

Una vera e propria boccata d'aria per la serie che ormai, tranne poche eccezioni, sopravvive eslcusivamente manierando temi e situazioni ormai stantie, tra una battuta di Groucho, il Mad Doctor di turno, l'idiozia di Jenkins e l'immancabile tirata retorica.

Per altre considerazioni, note, citazioni e incongruenze leggete la Scheda della Storia.



DISEGNI
Nicola Mari    

E si respira aria di ritorno alle origini anche nei disegni di Nicola Mari che, liberato dalle trame in stile "action movie" di Ruju, ha finalmente la possibilit´┐Ż di utilizzare il suo raffinato bianco e nero per colorare questa storia con i toni del grottesco e dell'inquietudine.

L'ambiguit´┐Ż con la quale viene ritratta graficamente la vita (a partire dal modello della morte bergmaniana) ´┐Ż senza precedenti: il personaggio si rivela pian piano, passando da misteriosa presenza muta a regista della sadica burla, ma il malcelato gigno che segna il suo viso potrebbe anche essere scambiato per una smorfia di dolore.

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Dylan e la vita
disegno di Nicola Mari - (c)2000 SBE

Nel complesso una ottima prova per Mari che disegna con questo albo un'altra pagina del suo personale diario, alla ricerca della giusta ricetta per far convivere in un solo stile, sintesi, composizione e leggibilit´┐Ż.



GLOBALE
 

Per l'occasione Stano recupera le sue dirette ascendenze con Egon Schiele, regalandoci una copertina di notevole impatto e che ben si adatta ai toni dell'albo: fascino e repulsione, Eros e Thanatos che si intrecciano in un abbraccio bizzarro e angosciante allo stesso tempo.

 

 


 
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