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" Nato per uccidere"

TESTI
Pasquale Ruju
DISEGNI
Maurizio Di Vincenzo

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recensione flash di Vincenzo Oliva


Storia tanto ordinaria quanto onesta, questa "Nato per uccidere", che però Ruju, nel tentativo di vivacizzare e riscattare da una certa banalità, finisce per indebolire infilandoci in mezzo delle inutili forzature.

Nel quadro dell’ennesima riproposizione di quel moderno archetipo che è la storia sanguinaria di Bonnie e Clyde, l’autore decide di raddoppiare: accanto a Chris Mord, il "supercattivo", non si limita a mettere la moglie Ginger, e, alla ricerca del colpo di teatro che desse corpo e spessore all’albo, gli affianca anche Amy Mandell, giovane e brillante agente di Scotland Yard e "donna del mese" di Dylan . Solo che la spiegazione del perché e del come Amy sia divenuta complice e poi amante di Mord appare davvero incongrua: è veramente possibile che a Scotland Yard venga assunta una pazzoide sanguinaria senza che uno straccio di test riveli un qualcosa, dia un minimo indizio che la donna è quanto meno "inadatta" al lavoro di polizia (Amy racconta di essere stata sempre un’ammiratrice di Mord)? Né, appare molto convincente che Amy abbia convinto Mord a lasciare gli Stati Uniti e tornare in Gran Bretagna attraverso dei contatti, iniziati fortuitamente per di più, avvenuti in rete. Per finire, appare anche strano che Amy assecondi Dylan nella ricerca dell’identità di "Talisman". Si dirà che è per depistare l’indagatore dell’incubo, ma certo la donna avrebbe potuto ottenere un miglior risultato semplicemente limitandosi a brancolare nel buio; e di sicuro non sarebbe stato difficile, per lei esperta di informatica, trarre in inganno Dylan.

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Il "sorridente" Mr. Number
disegno di Di Vincenzo
- (c) 1999 SBE
   
Al di là di questo, il racconto si dipana tranquillamente, senza scosse, presentando almeno un paio di personaggi sicuramente ben caratterizzati ed azzeccati: Ginger, che al di là dello stereotipo della "pupa del gangster" (che si ravvede per la maternità), è abbastanza "matta" da risultare credibile e da dar vita a momenti che si ricordano col sorriso sulle labbra (il siparietto con Dylan ammanettato); e soprattutto Mr. Number, il ragioniere della morte, specializzato in assassini, che deve far quadrare il numero dei decessi e per questo recluta e protegge pazzi sanguinari come Mord. Almeno finchè questi mantengono il patto stipulato con lui. Attorno a Mr. Number ruota l’elemento fantastico della storia, ed effettivamente, l’idea di una Morte con l’aspetto di un sardonico impiegatuccio mezzemaniche ha in sé qualcosa di agghiacciante. Certo molto più del macellaio Chris Mord, che tutto sommato è figura scialba e banale, a dispetto del potenziale che sempre hanno figure così sinistre.

Complessivamente buona la prova di Maurizio Di Vincenzo ai pennelli. Se infatti il suo Dylan appare troppo monocorde e non riesce a perdere una certa aria da cane bastonato neppure quando sorride - oppure Chris Mord non va oltre la rappresentazione di un personaggio viscido, a metà tra il dandy decadente e il bullo di periferia, ben lontano da quel mostro demoniaco che si sarebbe voluto (ma il testo per primo, non riesce a conferire spessore al personaggio) - abbiamo in compenso uno splendido Bloch, sofferto ed incisivo, segnato dal dolore di una storia veramente "cattiva"; abbiamo l’ispettore Winston Douglas, che Di Vincenzo raffigura in modo fortemente caricaturale, donandogli una forza d’impatto non comune, riuscendo a far esprimere al personaggio tutta la sua carica di rabbia e di follia, certo molto meglio che non per Mord. Anche la sua Ginger è eccellente: ora dura, ora ironica, ora terrorizzata, o ancora tesa, triste, commossa... Di Vincenzo sa farle esprimere con maestria tutta la gamma delle emozioni provate.
Meno buona la prova dell’artista con gli sfondi, troppo spesso anonimi e tirati via, e troppo carichi a volte i neri, che così finiscono per togliere profondità alle scene.

L’albo nel suo complesso avrebbe potuto essere migliore, se non si fosse voluto strafare e si fosse lasciata al suo sviluppo naturale una storia non eccelsa ma comunque gradevole. Una storia in cui Ginger è anche riuscita a bloccare in tempo la consueta filippica sui buoni sentimenti di Dylan; e questo non è poco! E ne diamo pienamente atto a Ruju.

Vedi anche la scheda della storia.
 

 


 
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