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Sog. e
Sce. Pasquale Ruju
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Ho aperto quest'albo con grandi aspettative: se il buon giorno si vede dal mattino, la splendida e dissacrante copertina di Stano predispone il lettore a qualcosa di altrettanto originale e spiazzante. Bene, vediamo cosa ci aspetta all'interno.
Già dalle prime pagine l'autore ci presenta il tema dell'albo: la bellezza esteriore, certezza e poi rimpianto per pochi,
sogno e poi rassegnazione per i rimanenti. Così, passando da ex pop star fatali a bruttoni congeniti (però moolto
ricchi), Ruju ci mostra le motivazioni che portano i suoi personaggi ad affrontare una delicata e costosissima
operazione che dovrebbe apparare il loro aspetto esteriore alla loro interiore idea di bellezza. Tutto ciò con l'aiuto di
tecniche scientifico-paranormali che mettono i soggetti in grado di modificare il proprio corpo . Con gli effetti
dylandoghiani del caso, naturalmente: la Natura, ahiloro, notoriamente mal sopporta intrusioni nella sua peculiare
sfera di competenza e punisce i malcapitati con una morte orribile (e personalizzata).
Questo, dicevamo il tema; ma
passiamo allo svolgimento. L'autore non si concede licenze poetiche, costruendo una sceneggiatura che
monotonamente parte dalla creazione del mistero per arrivare alla sua soluzione, senza picchi di sorta.
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Qualche spruzzatina qua e là di "motivazione psicologica"
e il colpo di scena (?) finale non bastano assolutamente a sollevare
l'albo dalla mediocrità. | |
Qualche
spruzzatina qua e là di "motivazione psicologica" e il colpo di scena (?) finale non bastano assolutamente a sollevare
l'albo dalla mediocrità. Soprattutto il finale indispettisce per banalità e scarsa realizzazione tecnica: tutti i buoni e i
cattivi nello stesso luogo, ad ascoltare la spiegazione del dottor Frankestein di turno. Quest'ultimo impegnato
nell'operazione di infilare aghi nel cervello di un malcapitato paziente con la stessa delicatezza con cui chiunque di
noi infilerebbe spilloni in una bamboletta voodoo. Tutto ciò in barba alla meraviglia del coroner che, relazionando su di
uno dei pazienti-vittima del dottore, parlava di “operazione chirurgica ad altissimo livello”. Senza contare la oramai
(sigh) solita velocità con cui Dylan riceve la pistola da Groucho, sparando allo scagnozzo che lo teneva sotto tiro da ore.
  

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Giovanni Freghieri
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Discreta prova per Freghieri, come al solito ottimo nella costruzione e nel disegno degli ambienti e
meno in quelle dei volti. Ai primi, ottimamente chiaroscurati e disegnati con tratto preciso
e dettagliato, si contrappone il disegno dei visi, poco profondi e poco sfumati, e per questo spesse
volte inespressivi. Questi difetti però quasi scompaiono delle ambientazioni in penombra, come per esempio
durante la sequenza dell'uccisione del dottore (pagg. 26-30), in cui il disegnatore dà la giusta
luce alle fisionomie dei personaggi.
  
Una delle copertine più brillanti della serie, non solo per i quattro
Dylan caricaturati quanto per le loro espressioni, davvero impagabili :^)
Tema interessante ma svolto in modo arido e con troppi "errori d'ortografia",
viste le sbavature di sceneggiatura e lo stessa troppo implausibile metodo di
imbellimento, cardine della storia.
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