ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
MagazineRecensioni




"Apocalisse "

In questa pagina:
Testi
Disegni
Globale

Pagine correlate:

Se sei entrato in ospedale e non riesci più ad uscirne, se i crocefissi parlano come Giobbe Covatta, sei il pargolo di fianco conosce il latino meglio di te, rassegnati: è arrivata la fine del mondo!

L'Apocalisse? Da morir dal ridere. . .
recensione di Gianluigi Fiorillo



TESTI
Sog. e Sce. Tiziano Sclavi    

Con che "testa" bisogna giudicare questo numero centoquarantatrè?
Con quella di aver letto uno dei lavori dell'ultimo Sclavi, quello (più) "socialmente impegnato", per intenderci, o di aver goduto di un racconto surreale alla "Dopo mezzanotte" (n.26),chicca della produzione brillante del Tiziano nazionale?
Dopo la lettura, la sensazione è di trovarsi dinanzi ad un ibrido non molto ben riuscito. Vediamo di analizzare il perché di questa affermazione.
Si parte col preparare la (molta) carne per la grigliata: si presentano sul palcoscenico un bel po' di personaggi coprotagonisti. Si inizia con la famigliola (!) del piccolo Lamby, padre e madre tosicodipendenti, per passare poi al terrorista internazionale Shaum, all'enigmatico anziano sputasentenze, all'infermiera "vittima" predestinata di Dylan, alla sensitiva Popchick, all'operaio Luck, al prete scomunicato. Per finire con una spruzzatina di vecchie conoscenze come Jenkins e la signora Trelkovsky. Insomma un cast bello folto, ottimo per una commediola degli equivoci. Il problema è che i vari protagonisti sono scarsamente individualizzati, soprattutto per lo standard di Sclavi.

Uno dei fattori che agiscono a livellare i personaggi è l'abilità di ciascuno di loro di fare battute "alla Sclavi"    
Uno dei fattori che agiscono a livellare i personaggi è l'abilità di ciascuno di loro nel fare battute "alla Sclavi". Dicesi "battuta alla Sclavi" frase ironica con retrogusto amaro-esistenzialista. Inoltre molte delle battute e dei dialogi risultano eccessivamente retorici, raggiungendo il culmine con il "E noi alla morte rispondiamo con la vita" che Dylan rivolge alla crocerossina Dany dopo che quest'ultima aveva fatto gentilmente notare il proprio ribrezzo nel fare l'amore su di un letto che aveva ospitato un fresco defunto.
Eccesso opposto troviamo nella caratterizzazione di Jenkins, personaggio troppo estremo per poter reggere la scena per più di tre tavole. Proporre quindi per pagine intere il suo comportamento surreale, non più fine a se stesso ma parte attiva della storia, lo rende prevedibile e persino fastidioso per l'eccessiva carica di nonsense.
Peccati veniali dunque, di feeling. Operazione alchemica uscita a metà, quella di mediare l'impegnato con il faceto. Ad equilibrare il tutto però sembrerebbe bastare l'atmosfera. Maestro Sclavi nello spiegare il background della storia ai disegnatori, "imponendo" sensazioni e paure che la vista dell'ambientazione deve infondere; maestro Casertano nel rendere queste cose impalpabili, con il sapiente uso delle sue oramai famose distorsioni grafiche: il risultato non può che essere eccelso. Il lettore si ritrova intrappolato nell'universo ristretto del reparto d'ospedale; le espressione di coloro i quali tentano di uscire od entrare da quel luogo impossibile già bastano al lettore per provare un senso d'angoscia e di impotenza.
A rovinare il tutto però arriva la macignata del finale alla Walt Disney...    
A rovinare il tutto però arriva la macignata del finale alla Walt Disney (con tanto di frame circolari in cui i personaggi chiosano l'avventura). Con tutto il rispetto che ha un vecchio lettore dei mitici Topolino & co., il the end demenziale proposto da Sclavi sembra davvero fuori luogo. E così purtroppo anche il resto della storia ne viene fuori ridimensionato.
Da segnalare, come guest star nel numero, Gesù in persona, che si esibisce in un mirabile dialogo con il disperato prete satanico ("... E MI PARLI PROPRIO ORA?!"), in una sorta di caricatura dell'analoga situazione di "Marcellino pane e vino".

Per le varie curiosità vi rimandiamo alla Scheda della Storia.



DISEGNI
Giampiero Casertano    

Come dice giustamente il redattore in seconda di copertina dell'albo, lettori dylanaiti tranquillizzatevi: Giampiero Casertano, autore di incubi capolavoro quali "Memorie dall'invisibile" (n.19) e "La casa degli uomini perduti" (sp5) è ancora tra la schiera dei disegnatori di Dylan Dog. La sua escursione sulle pagine di Napoleone (n.5) pare infatti essere stata un una tantum. Però il tratto del nostro questa volta non soddisfa pienamente, viste le pause che si concede nel mezzo migliaio di vignette da lui disegnate. Si parte subito malaccio con la prima pagina, in cui il viso del povero bimbo, anche se martoriato di botte, pare eccessivamente gonfio e deformato (soprattuto rispetto al resto del corpo). Altri primi piani assolutamente non convincenti sono quelli dell'anziano a pag.11, ritratto quasi a "figura egizia" e un mazzetto di visi della Trelkovsky (pagg.16, 28, 73, quest'ultimo addirittura "bertuccesco"!). Le restanti tavole sono invece tra li buono e l'eccelso, con un girotondo di espressioni, giochi di luce e distorsioni davvero mirabile (un esempio tra tutti: la scena del "lancio" di Dylan, pag.53).



GLOBALE
 

Bella copertina, che ritrae un Diavolo davvero inquietante che ha deciso di banchettare col povero Dylan. Colori molto azzeccati e tratto molto tridimensionale.

La recensione è più lunga del solito, quindi mi pare superfluo aggiungere altro: mix promettente anche se un po' forzato che naufraga in un finale esageratamente demenziale.
 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §