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"Hook l'implacabile "

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Esiste una vite per ogni vita, sia essa umana o meccanica? Per Andrez sì, e dopo aver visto ciò che è in grado di fare il meccanico ungherese, anche per Dylan, probabilmente.

Un maggiolino tutto svitato.
recensione di Gianluigi Fiorillo



TESTI
Sog. e Sce. Pasquale Ruju    

Ecco un nuovo albo del "cinematografico" Ruju. L'autore, che in fatto di prolificità letteraria oramai rivaleggia con il creatore della serie Tiziano Sclavi, ha infatti oramai svelato la sua regìa da action movie come marchio di fabbrica dei propri albi. E quando Ruju trova "la vite" intorno a cui far ruotare la storia, riesce ad unire, in modo sempre più efficace di albo in albo, l'utile al dilettevole.
L'utile è appunto il tema centrale dell'albo, in questo caso la già citata vite, fulcro centrale dell'esistenza di oggetti animati e non. Idea stimolante che spinge il lettore a considerazioni personali e cercare magari altri esempi di "viti" nelle cose che lo circondano.
Il dilettevole è invece costituito dalla sceneggiatura sincopata, con inquadrature molto cinematografiche (il primo piano dell'accensione del sigaro di Groucho a pag.9; quello del maggiolone "indemoniato" di pag.87, per citare un paio di esempi).
E visto che le bucce di banana, sotto forma di incongruenze palesi, su cui il nostro volentieri scivola, non sembrano presenti (lasciando passare per buona la incredibile abilità con cui il meccanico ungherese rimette in sesto un motore fuso con il sempplice ausilio di un cacciavite), l'albo scorre via davvero piacevole ed avvincente.

La storia riprende l'antico tema dell'evocazione di forze ultraterrene...   
La storia riprende l'antico tema dell'evocazione di forze ultraterrene per soddisfare la vendetta di qualcuno toccato nei suoi affetti più cari. Tema che da "La Tempesta" di Shakespeare a "Il pianeta proibito" del regista Fred M. Wilcox ha sempre reso bene in termini di drammaticità.
Altra contaminazione la si può trovare in "Christine la macchina infernale" di Carpenter, visto che Andrez, novello Prospero, "evoca" appunto un'auto (clone del maggiolino di Dylan) per compiere la propria vendetta.



DISEGNI
Maurizio Di Vincenzo    

Gran bell'esordio, quello di Maurizio Di Vincenzo, insegnante alla "Scuola Romana dei Fumetti", come diligentemente ci educe la seconda di copertina. Disegni di chiarissima ispirazione "ambrosiniana" con volti molto espressivi e personaggi dinamici. Le disposizioni di regia di Ruju, anche quelle che richiedevano inquadrature fumettisticamente più ardite, sembra essere state attese alla perfezione. Grazie infatti alla cura dei particolari (per questa caratteristica più Piccatto che Ambrosini), anche le situazioni più confusionarie (gli inseguimenti, la scena dell'autolavaggio(!) ) sono rese abbastanza chiaramente.
Sempre "Il club dell'orrore" ci segnala che Di Vincenzo è attualmente al lavoro su di un altro albo di Dylan: attendiamo trepidanti per avere conferma dell'ottima impressione suscitataci dal nuovo acquisto della scuderia Bonelli.



GLOBALE
 

Copertina drammatica con un Dylan riverso sul cruscotto del proprio (sfortunatissimo) maggiolino, mentre Hook lo addita (auncina?) al pubblico ludibrio, sfoggiando una risata davvero satanica. Se non fosse che i due soggetti sembrano quasi montati insieme all'ultimo momento, sarebbe una copertina quasi eccezionale.

Albo ottimamente equilibrato tra sentimento ed azione.
 

 


 
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