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Sog. e
Sce. Pasquale Ruju
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Ecco un nuovo albo del "cinematografico" Ruju. L'autore, che in fatto di prolificità letteraria
oramai rivaleggia con il creatore della serie Tiziano Sclavi, ha infatti oramai svelato la sua
regìa da action movie come marchio di fabbrica dei propri albi. E quando Ruju trova "la vite"
intorno a cui far ruotare la storia, riesce ad unire, in modo sempre più efficace di albo in albo, l'utile
al dilettevole.
L'utile è appunto il tema centrale dell'albo, in questo caso la già citata vite,
fulcro centrale dell'esistenza di oggetti animati e non. Idea stimolante che spinge il lettore a
considerazioni personali e cercare magari altri esempi di "viti" nelle cose che lo circondano.
Il dilettevole è invece costituito dalla sceneggiatura sincopata, con inquadrature molto cinematografiche
(il primo piano dell'accensione del sigaro di Groucho a pag.9; quello del maggiolone "indemoniato" di
pag.87, per citare un paio di esempi).
E visto che le bucce di banana, sotto forma di incongruenze palesi, su cui il nostro volentieri scivola,
non sembrano presenti (lasciando passare per buona la incredibile abilità con cui il meccanico ungherese
rimette in sesto un motore fuso con il sempplice ausilio di un cacciavite), l'albo scorre via davvero
piacevole ed avvincente.
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La storia riprende l'antico tema
dell'evocazione di forze ultraterrene... | |
La storia riprende l'antico tema dell'evocazione di forze ultraterrene per soddisfare la vendetta di
qualcuno toccato nei suoi affetti più cari. Tema che da "La Tempesta" di Shakespeare a "Il pianeta
proibito" del regista Fred M. Wilcox ha sempre reso bene in termini di drammaticità.
Altra contaminazione la si può trovare in "Christine la macchina infernale" di Carpenter, visto che
Andrez, novello Prospero, "evoca" appunto un'auto (clone del maggiolino di Dylan) per compiere
la propria vendetta.
  

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Maurizio Di Vincenzo
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Gran bell'esordio, quello di Maurizio Di Vincenzo, insegnante alla "Scuola Romana dei Fumetti", come
diligentemente ci educe la seconda di copertina. Disegni di chiarissima ispirazione "ambrosiniana" con volti
molto espressivi e personaggi dinamici. Le disposizioni di regia di Ruju, anche quelle che richiedevano
inquadrature fumettisticamente più ardite, sembra essere state attese alla perfezione. Grazie infatti
alla cura dei particolari (per questa caratteristica più Piccatto che Ambrosini), anche le
situazioni più confusionarie (gli inseguimenti, la scena dell'autolavaggio(!) ) sono rese abbastanza
chiaramente.
Sempre "Il club dell'orrore" ci segnala che Di Vincenzo è attualmente al lavoro su di
un altro albo di Dylan: attendiamo trepidanti per avere conferma dell'ottima impressione suscitataci
dal nuovo acquisto della scuderia Bonelli.
  

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Copertina drammatica con un Dylan riverso sul cruscotto del proprio (sfortunatissimo) maggiolino, mentre Hook
lo addita (auncina?) al pubblico ludibrio, sfoggiando una risata davvero satanica. Se non fosse che i due
soggetti sembrano quasi montati insieme all'ultimo momento, sarebbe una copertina quasi eccezionale.
Albo ottimamente equilibrato tra sentimento ed azione.
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