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Sog. e
Sce. Tiziano Sclavi
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Ancora non si è spenta la eco delle polemiche relative al plagio dickiano del n.137 che
ecco apparire in edicola questo "reverente omaggio" di Sclavi a re Stephen King. E forse "reverente omaggio"
sarebbe rimasto se non fosse che la tendenza alla clonazione da parte degli autori dylaniani stia
diventando davvero patologica.
Non mi addentro nelle sabbie mobili della discussione originale-citazione-plagio, abbondantemente
sviscerata dal nostro Manetti nell'articolo "Storie Bonelli e originalità", ma anche questa
volta il confine tra plagio e "reverente omaggio" appare labile. Il personaggio principale, il suo particolare
talento e la conclusione dell'albo combaciano perfettamente con quelli del romanzo "Il miglio verde".
In preda a furore citazionistico Sclavi parte in quarta addirittura ricordandoci pangrammicamente uno dei suoi capolavori, Dopo mezzanotte (n.26, già a sua volta citazione); prende persino in prestito il personaggio di una memorabile storia breve di Ruju, "Il vicino di casa" (G4d).
Cose che prese in sè strappano un sorriso all'affezionato lettore, ma che a fine lettura possono apparire come spie di
un preoccupante out of fuel creativo.
Sceneggiatura sui soliti livelli di Sclavi, con il bel personaggio della piccola avvocatessa Lee Ricker e dello stesso
gigante buono Forrest.
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Questo passaggio... carica forse
eccessivamente di colore politico l'albo.
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Una caduta di stile rappresenta l'autodiscorso della giovane avvocato riguardo la violenza che si è dovuta fare per apparire di destra davanti ai testimoni dell'accusa: "...IO CHE SONO PIU' A SINISTRA DI LUI.... è stato come prostituirsi". Questo passaggio, condito da altre affermazioni di Dylan e Lee sparse nell'albo, carica forse
eccessivamente di colore politico l'albo.
  

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Ugolino Cossu
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Albo disegnato da Cossu, uno tra i più disomogenei disegnatori della serie. Infatti il nostro, se da una parte
se la cava più che discretamente nella costruzione degli ambienti e in alcune scene onirico - fantastiche (sembra
oramai essersi specializzato nel disegno delle "disintegrazioni", pag. 31 p.e.), indispettisce per la resa
"triangolare" dei volti. Infatti parecchi di questi, quello di Dylan compreso, hanno un mento comicamente minuscolo.
Altro ritratto fuori dagli schemi è quello di Bloch, che in questa versione pare alquanto Luciferino, visto il
taglio spigoloso delle sopraciglia e i capelli da punk...
Apprezzabile invece il tratto con cui Cossu rende la pelle nera di Forrest, davvero molto curato e che denota
uno studio approfondito dei riflessi sui visi delle persone di colore.
  
Copertina che non esce fuori tema rispetto all'albo; graficamente non complessa ma d'effetto. Forse però
Dylan si presenta con qualche chilo di troppo...
Albo che può piacere o non piacere a seconda se si sia letta o no la fonte d'ispirazione di Sclavi.Cosa che, purtroppo,
accade ultimamente troppo spesso.
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