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Biografia
Dicono di lui
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  Franco Caprioli
Nato a: Mompeo (Rieti)
Data di Nascita: 5.04 1912
scheda di Fulvia Maria Caprioli

Biografia

Franco Caprioli, il disegnatore del mare e dei puntini, nasce a Mompeo, piccolo paese di collina di circa 1000 abitanti in provincia di Rieti, il 5 aprile 1912, da una famiglia di benestanti proprietari terrieri romani. Si può dire che fosse figlio d'arte, perché aveva diverse zie pittrici e un antenato incisore.

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Franco Caprioli, autoritratto 1940
   
Uno zio Capitano di fregata, forse gli trasmise l'amore per il mare ed i paesi esotici, ma è un dato di fatto che Caprioli incominciò a disegnare il mare sin da bambino e senza averlo mai visto. Nel 1924 si iscrive al liceo Tasso di Roma, ma i risultati scolastici non saranno dei migliori e ben presto fa ritorno a Mompeo, dove la famiglia decide di fargli impartire lezioni di pittura da un maestro di corrente divisionista, seguace del movimento francese il pointillisme. A Mompeo si buttò nella lettura di autori classici, tra cui Verne, Salgari, Melville, London e Stevenson, ma soprattutto di Tolstoi, della cui dottrina della non-violenza diventò un fedele seguace.

Sempre a Mompeo, incominciò a frequentare uno zio, matematico, musicista e studioso di religioni orientali, specialmente di buddhismo, che gli fece conoscere il pensiero di filosofi come Schopenauer e Nietzche, di Buddha, di San Benedetto e di San Francesco D'Assisi. In questo periodo, il disegnatore approfondisce molto il pensiero buddhista, che influenzerà poi sia i suoi disegni giovanili che le sue opere pittoriche e la sua formazione intellettuale. Caprioli vede per la prima volta il mare nel 1928, durante una gita in Libia e sarà una grossa delusione, paragonato a quello senz'altro migliore e creato dalla sua fantasia. Nel 1932, a Mompeo, in occasione della riconsacrazione di una cappella, dipinge una Madonna ad olio su tavola di notevoli dimensioni, il cui volto è ispirato all'attrice tedesca Marlene Dietricth, mentre 1934 lavora come affreschista di motivi pompeiani nell'abbazia benedettina di Farfa.

1936| Con 300 lire avute dalla madre va a Roma per tentare la via dell'arte. Espone per la prima volta come pittore alla galleria S.A.C.A. di Roma, mostra patrocinata da noti artisti liberty, come Cambellotti e Grassi. Il risultato è soddisfacente, ma, scoraggiato forse dalle pessimistiche visioni sull'arte di alcuni pittori delusi, abbandona la pittura e sceglie le "storie a quadretti" o i "cineromanzi", come si chiamavano allora, dal momento che la "nuvoletta" del fumetto era allora vietata dal fascismo.

1937| L'anno successivo inizia l'attività di disegnatore per ragazzi, collaborando ad Argentovivo! e al Vittorioso, con storie di mare ambientate prevalentemente nei mari del Sud delle quali scrive anche i testi (La tribù degli uomini del fiume, Il segno insanguinato, Gino e Piero, e molte altre). S'impone subito per il suo stile personalissimo, che ancora risente dell'influsso liberty, ma che presenta una tecnica originale di "puntinato", ossia, puntini con l'inchiostro nero che sostituivano le ombre del viso e dei corpi. Come lo stesso Caprioli afferma, per la sua tecnica disegnativa, s'ispirò al movimento pittorico francese il pointillisme.

1938| La sua collaborazione s'estende a L'Audace, giornale di Gian Luigi Bonelli, con il quale realizza La perla nera e il relativo seguito, La valle sfolgorante. Ma già spiravano venti di guerra, e nel 1939, Caprioli viene richiamato alle armi.

1940| Due anni dopo esordisce su Topolino, completando le ultime tavole di Pino il mozzo, una storia iniziata da Caesar e pubblicando l'opera che è universalmente riconosciuta come il "capolavoro" di Caprioli, Fra i canachi di Matarewa (successivamente ribattezzato L'Isola Giovedì), una emozionante storia ambientata nei mari del Sud. Ma nel frattempo l'Italia era entrata in guerra e nel 1941, Caprioli, che riceve un secondo richiamo alle armi, deve interrompere L'Isola Giovedì alla 66a puntata.

1942-45| Nel 1942, in piena guerra, si sposa ad Assisi con Francesca Duranti, anche lei nativa di Mompeo e che diventerà l'ispiratrice di molte protagoniste femminili delle sue storie. In questi anni, scrive e disegna per Il Vittorioso due storie ispirate ad ideali di pace, di giustizia e di non-violenza: Rose tra le torri e Cuori nella tempesta.

1946-49| Pubblica su Giramondo un'altra sua storia ambientata nei mari del Sud: L'Isola tabù, mentre per Topolino realizza I fanti di picche e per Il Vittorioso Mino e Dario tra i banditi del Monte Ode e Mino e Dario sul fiume Sabo. Il 14 gennaio 1949 nasce il figlio Fabrizio.

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Franco Caprioli, autoritratto 1943
   
1950-52| Gli anni cinquanta segnano la massima maturità artistica di Franco Caprioli. In questo periodo, il disegnatore pubblica moltissime storie sul Il Vittorioso (Aquila Maris, Hic sunt leones, Dakota Jim, L'elefante sacro, Kim, Il piccolo amico, I pescatori di perle, L'Ussaro della morte, solo per citarne alcune) e inizia a realizzare numerose illustrazioni si encliclopedie e romanzi (tra cui Moby Dick di Melville) per conto della casa editrice Mondadori. Il 28 giugno 1952 nasce la figlia Fulvia Maria.

1952-60| Presi contatti con il professor Alberto Carlo Blanc, docente di paleontologia all'Università La Sapienza di Roma (Storia e Preistoria sono da sempre alcuni dei maggiori interessi dell'autore), Caprioli, sotto la guida delll'insigne professore, inizia a preparare le illustrazioni di un libro sulla preistoria. Ma dopo circa dieci anni di lavoro, nel 1960, il professor Blanc muore improvvisamente. Comincia così per Caprioli (al quale il progetto stava molto a cuore) una lunga e snervante ricerca per trovare un editore disposto a stampare il libro.

1965-69| Nel 1965 il libro viene finalmente pubblicato dall'editore Armando Curcio, con il titolo Viaggio attraverso la preistoria, ma molte illustrazioni di Caprioli vengono inspiegabilmente deturpate da un'orrenda colorazione. La morte del professor Blanc, la delusione per il risultato del libro sulla preistoria e molti altri dispiaceri anche economici (l'essere quasi costretto a "mendicare" lavoro e sentirsi rifiutato per il suo stile "a puntini", ritenuto "antiquato" da molti direttori di giornale), incominciano a ripercuotersi sul fisico e sul morale del disegnatore, che, gradatamente, perde la fiducia in se stesso e diventa sempre più pessimista. In questi anni, il disegnatore inizia la sua collaborazione con il Il Giornalino delle Edizioni Paoline con copertine ed illustrazioni e, successivamente alla chiusura improvvisa prima de Il Vittorioso e poi anche de Il Vitt, tramite lo studio Giolitti esegue moltissimi lavori (purtroppo spesso malpagati) per il mercato estero, in particolare per Francia, Inghilterra e Germania.

1970-73| Nel 1970, dopo anni di assenza sul mercato italiano, Caprioli riprende il contatto con i propri lettori sulle pagine de Il Giornalino con racconti di mare e riduzioni dei più famosi romanzi di Giulio Verne: L'Isola misteriosa, Un capitano di quindici anni, Michele Strogoff, I figli del capitano Grant. Nel 1972, a Lucca viene allestita una mostra personale dedicata a Caprioli e nel 1973 riceve il trofeo Il Cartoonist a Genova, quale migliore autore italiano.

1977| La redazione del Il Giornalino avrebbe voluto affidargli altre riduzioni di romanzi famosi, ma Caprioli muore improvvisamente a Roma, l'8 febbrario 1974, mentre sta lavorando a I figli del Capitano Grant, che sarà completata da Gino D'Antonio. Nel 1988, a Mompeo Sabino, suo paese natale, viene allestita una bellissima mostra retrospettiva su Caprioli e nel 1995, a Roma, in occasione di Expocartoon, gli viene dedicata la mostra intitolata "Franco Caprioli, l'illustratore dei grandi orizzonti".

Ai ragazzi, Caprioli ha dedicato tutta la sua vita, creando per loro un'incredibile quantità di storie a fumetti, documentandosi con il massimo scrupolo e precisione. Ciò che amò di più fu il mare, che seppe raccontare ai ragazzi con la maestria del suo tratto pulito e semplice. Caprioli ha scritto nel suo diario di aver scelto il racconto illustrato per ragazzi come una vocazione. Una serietà morale e professionale che ha dato i suoi frutti: ci sono stati ragazzi che sulla spinta emotiva delle sue storie sono diventati marinai e ufficiali di marina.


Dicono di lui..

"Chiacchieravamo di tutto: di filosofia, di donne e dei Lama indiani; non c'era argomento del quale non potevamo parlare insieme. E forse proprio per questo ci trovavamo bene: io anarchico e anticonformista; e lui, spirito libero, mentalità straordinariamente aperta e parecchio anticonformista pure lui. Nessuno dei due era cattolico, eravamo davvero simili come carattere e idee... Capitava spesso che, una volta finito il lavoro, chiacchierando di una cosa e dell'altra, io lo accompagnassi alla sua pensione a sera ormai inoltrata. Poi, siccome non eravamo ancora stanchi di chiacchierare, era lui che accompagnava me a casa mia; poi di nuovo alla sua pensione, e ancora a casa mia. E così passavamo delle ore intere...
Sul lavoro, invece, era piuttosto lento. Ci metteva parecchio tempo a finire una tavola, ma, una volta conclusa...bisognava veramente togliersi il cappello. Io lo invidiavo: nessuno sapeva disegnare come lui! Lo ricordo come un autentico bohemien, che non dava alcuna importanza ai soldi e alle apparenze: guardava la gente, ed era soprattutto un amico intelligente e sincero. Una persona da non toccare."

Gianluigi Bonelli

"Non è un mistero che, tra le prime letture di fumetti, a interessarmi maggiormente furono le storie pubblicate da Il Vittorioso... e, naturalmente, non poteva mancare Franco Caprioli, anche se quei suoi puntini... erano veramente troppo per me: non sarei mai riuscito ad avere la pazienza per riprenderne in qualche modo la tecnica. Certe inquadrature, con un primo piano curatissimo e, sul fondo, quattro figurine ridotte a vere e proprie silhouettes, non nascondo di averle utilizzate io stesso, qualche volta..."

Magnus

"Sono sempre stato un grande ammiratore di Franco Caprioli, come d'altra parte, negli anni della mia adolescenza, lo ero anche di disegnatori come Raymond, Albertarelli, Molino... Di Caprioli mi impressionava la tecnica dell'inchiostrazione "puntinata", e le panoramiche in genere, ma soprattutto quelle di mare: a mio parere è stato il più grande disegnatore del mare in senso assoluto. Poi mi piacevano molto la natura e le scene in costume, come le sapeva disegnare lui. Ho sempre giudicato Caprioli un grande del fumetto: la sua capacità grafica può essere considerata vera e propria pittura, e in ogni caso sempre caratterizzata da un grande valore illustrativo: è uno dei pochi disegnatori dei quali si può a ragione affermare che abbia nobilitato il fumetto. Le sue tavole costituiscono un vero e proprio romanzo per immagini, dotate di grande stimolo per la fantasia del lettore."

Guido Buzzelli

"La sua tecnica puntiforme mi ha sempre suggestionato: per il suo modo di definire l'immagine è stato un anticipatore di Corben, Moebius, Manara. In particolare, le sue scene di mare sono tra le più belle e personali in senso assoluto... Il suo stile (doveva avere una pazienza straordinaria) è originalissimo, e rivela la notevole personalità dell'autore, che non si è mai lasciato influenzare da nessuno."

Leone Frollo

"Franco Caprioli, vecchio amico della mia famiglia, scomparso ormai da molto tempo ma ancora vivissimo nel ricordo dei suoi ammiratori, anche grazie a quella sua speciale tecnica "dei puntini" che esaltava le immagini dei mari in tempesta e delle isole incantate della Polinesia tanto spesso al centro dei suoi racconti a fumetti..."

Sergio Bonelli

"Il nome e la figura di Caprioli hanno per me un significato del tutto particolare, direttamente collegato con i momenti iniziali della mia carriera: Caprioli è stato il mio primo amore, la prima cosa letta con una certa attenzione nel campo dei fumetti..."

Milo Manara

"I disegni di Franco Caprioli sostituiscono ampiamente la parola; ma anch'essi sono la parola, cioè la parola senza la parola; e così l'uomo conserva la sua differenza e il suo primato su tutti gli altri animali. Caprioli è un grande disegnatore; il suo disegno è vivente, limpido, luminoso; niente resta mai difficile da capire, intrigato e oscuro; solo un grande e poetico artista può fare questo. Il mare raccontato dai disegni di Caprioli, è il mare; e gli uomini di mare che lui fa con la sua penna e i suoi colori, sono gli uomini di mare come li fa la grande avventura sul mare; cioè con la loro rudezza, il loro sacrificio e la loro paura..."

Vittorio G. Rossi


Index Personale

Testi e Disegni
Il Vittorioso 1937| 1 2 3
1938| 1

Disegni
Il Giornalino 1970| 1
1971| 2

 

 


 
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